Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 11996 del 10/06/2016


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Cassazione civile sez. II, 10/06/2016, (ud. 22/03/2016, dep. 10/06/2016), n.11996

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SECONDA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. MATERA Lina – Presidente –

Dott. D’ASCOLA Pasquale – Consigliere –

Dott. ORILIA Lorenzo – rel. Consigliere –

Dott. CORRENTI Vincenzo – Consigliere –

Dott. PICARONI Elisa – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

SENTENZA

sul ricorso 27322/2011 proposto da:

B.I. (OMISSIS), elettivamente domiciliata in

ROMA, VIA FABIO MASSIMO 33, presso lo studio dell’avvocato LEONINO

ILARIO, che la rappresenta e difende unitamente all’avvocato

GIUSEPPE PIAZZA;

– ricorrente –

contro

M.M., C.F. (OMISSIS), elettivamente

domiciliata in ROMA, PIAZZA MAZZINI 15, presso lo studio

dell’avvocato ENRICO GABRIELLI, che la rappresenta e difende;

FALLIMENTO ROBUR SRL, P.I. (OMISSIS), IN PERSONA DEL CURATORE,

elettivamente domiciliata in ROMA, VIA DI SANT’ORSOLA 8, presso lo

studio dell’avvocato PAOLO TENTORI MONTALTO, che la rappresenta e

difende;

– controricorrenti –

avverso la sentenza n. 3400/2010 della CORTE D’APPELLO di ROMA,

depositata il 06/09/2010;

udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del

22/03/2016 dal Consigliere Dott. LORENZO ORILIA;

udito l’Avvocato Faiola Franca con delega orale dell’Avv. Ilario

Leonino difensore della ricorrente che ha depositato un avviso di

ricevimento ed ha chiesto l’accoglimento del ricorso;

udito l’Avv. Lancellotti Tiziana con delega depositata in udienza

dell’Avv. Tentori Montalto Paolo difensore del Fallimento Robur

srl, che si riporta agli atti depositati;

udito l’Avv. Porraro Domenico con delega depositata in udienza

dell’Avv. Gabrielli Enrico difensore di M.M. che si

riporta agli atti depositati;

udito il P.M., in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott. DE

RENZIS Luisa, che ha concluso per l’inammissibilità del ricorso.

Fatto

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

Con atto 30.10.1990 B.I. convenne davanti al Tribunale di Roma M.M. e il Curatore del Fallimento Robur srl proponendo opposizione di terzo ai sensi dell’art. 404 c.p.c., con riferimento ad una sentenza emessa in un giudizio di esecuzione specifica ex art. 2932 intercorso tra i due convenuti. Si costituirono i convenuti contestando la pretesa e proponendo varie domande riconvenzionali.

Il Tribunale adito, con sentenza 3.5.2004, respinse tutte le domande e la Corte d’Appello di Roma, con sentenza 3400/2010 depositata il 6 settembre 2010 in parziale riforma della sentenza impugnata dichiarò inammissibile la domanda di risoluzione per inadempimento del fallimento formulata dalla M. e rigettò tutti i gravami compensando le spese.

B.I. ricorre per cassazione con due motivi.

Resiste la M. con controricorso deducendo, preliminarmente, l’inammissibilità dell’impugnazione per decadenza ex art. 327 c.p.c.. Resiste altresì la Curatela del Fallimento Robur srl.

La M. ha depositato memoria ex art. 378 c.p.c..

Diritto

MOTIVI DELLA DECISIONE

Preliminarmente – ed in via del tutto assorbente rispetto ad ogni altra questione – va dichiarata l’inammissibilità del ricorso per cassazione per intempestività della sua proposizione in relazione all’inosservanza del termine lungo stabilito dall’art. 327 c.c. (“ratione temporis” applicabile nella specie, ovvero con riferimento al disposto antecedente alla modifica sopravvenuta per effetto della L. n. 69 del 2009, art. 46, comma 17).

Dagli atti risulta infatti che la sentenza della Corte d’Appello venne pubblicata il 6 settembre 2010 e quindi il termine lungo di un anno previsto dall’art. 327 c.p.c., nel testo previgente aveva iniziato a decorrere dal 16 settembre 2010 (per effetto della sospensione dei termini nel periodo feriale prevista dalla L. n. 742 del 1969, art. 1) con scadenza quindi il 2 novembre 2011 (primo novembre festivo), tenendo conto sempre della sospensione nel periodo feriale (46 giorni, dal primo agosto al 15 settembre: v. in proposito Sez. U, Sentenza n. 21197 del 05/10/2009 Rv. 609463).

Pertanto al momento della notifica del ricorso per cassazione, avvenuta il 9 novembre 2011 (data di accettazione della raccomandata da parte dell’ufficio postale) il termine di decadenza era scaduto e il giudicato si era ormai formato.

Nessun rilievo assume il fatto che la sentenza sia stata notificata ad istanza di parte in data 1.8.2011: l’art. 327 c.p.c., è chiarissimo nello stabilire al comma 1, che il termine di decadenza dall’impugnazione va rispettato “indipendentemente dalla notificazione” e la giurisprudenza ha sempre affermato che la decadenza dall’impugnazione per il decorso del termine annuale previsto dall’art. 327 c.p.c., si verifica indipendentemente dalla notificazione della sentenza e, pertanto, è inammissibile il ricorso per Cassazione proposto entro i sessanta giorni dalla notificazione della decisione, ma oltre un anno dalla sua pubblicazione (tra le tante, v. Sez. 3, Sentenza n. 8857 del 12/08/1995 Rv. 493667; Sez. L, Sentenza n. 12250 del 04/10/2001 Rv. 549508; Sez. L, Sentenza n. 5220 del 28/05/1999 Rv. 526808; Sez. L, Sentenza n. 5344 del 12/10/1979 Rv. 401930; Sez. 2, Sentenza n. 3721 del 14/11/1969 Rv. 343970).

La soccombenza della ricorrente ne comporta la condanna al pagamento delle spese del giudizio di legittimità in favore di ciascun controricorrente.

PQM

dichiara inammissibile il ricorso e condanna la ricorrente al pagamento delle le spese del giudizio di legittimità che liquida, per ciascuno dei controricorrenti, in Euro 4.200.00 di cui Euro.

200,00 per esborsi, oltre spese generali e accessori di legge.

Così deciso in Roma, il 22 marzo 2016.

Depositato in Cancelleria il 10 giugno 2016

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