Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 11958 del 30/05/2011

Cassazione civile sez. trib., 30/05/2011, (ud. 03/05/2011, dep. 30/05/2011), n.11958

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. LUPI Fernando – rel. Presidente –

Dott. PERSICO Mariaida – Consigliere –

Dott. DIDOMENICO Vincenzo – Consigliere –

Dott. IACOBELLIS Marcello – Consigliere –

Dott. DI BLASI Antonino – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ordinanza

sul ricorso 17967-2008 proposto da:

AGENZIA DELLE ENTRATE (OMISSIS) in persona del Direttore pro

tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA DEI PORTOGHESI 12,

presso l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che la rappresenta e

difende, ope legis;

– ricorrente –

contro

CAMPANIA MULTIUTILITY SRL;

– intimata –

avverso la sentenza n. 79/2007 della Commissione Tributaria Regionale

di NAPOLI del 27.4.07, depositata il 14/05/2007;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

03/05/2011 dal Presidente Relatore Dott. FERMANDO LUPI.

E’ presente il Procuratore Generale in persona del Dott. PIETRO

GAETA.

Fatto

FATTO E DIRITTO

La Corte, ritenuto che è stata depositata in cancelleria la seguente relazione a sensi dell’art. 380 bis c.p.c.: “La CTR della Campania ha rigettato l’appello dell’Agenzia delle Entrate nei confronti della Campania Multiutility ed accolto l’appello indentale della società.

Ha motivato la decisione ritenendo per quello che ancora interessa che le spese di progettazione rientrano tra quelle ammissibili alla fruizione del credito di imposta.

Ha proposto ricorso per cassazione affidato a tre motivi l’Agenzia delle Entrate, la società non si è costituita.

Il ricorso è fondato.

Con il primo motivo si contesta l’ammissibilità dell’appello incidentale proposto oltre il termine di sessanta giorni dalla notifica del ricorso in appello.

Il motivo è fondato. Il ricorso in appello è stato notificato il 3 novembre 2006, l’appello incidentale risulta notificato il 6 aprile 2007 ben oltre i 60 giorni, fissati a pena di inammissibilità, dal D.Lgs. n. 546 del 1992, artt. 54 e 23.

La sentenza impugnata nella parte che accoglie l’appello incidentale va cassata senza rinvio”.

Rilevato che la relazione è stata comunicata al pubblico ministero e notificata alla parte costituita;

considerato che il Collegio, a seguito della discussione in camera di consiglio, condividendo i motivi in fatto e in diritto della relazione, ritiene che ricorra l’ipotesi prevista dall’art. 375 c.p.c., n. 5 della manifesta fondatezza de ricorso e che, pertanto, la sentenza impugnata vada cassata senza rinvio, in ordine alle spese si stima compensare quelle di merito e porre carico della soccombente quelle del giudizio di legittimità.

P.Q.M.

La Corte accoglie il ricorso, cassa senza rinvio la semenza impugnata nella parie che ha accolto l’appello incidentale della contribuente, compensa le spese dell’appello e condanna la soccombente alle spese del giudizio di legittimità che liquida in Euro 1000 oltre spese prenotate a debito.

Così deciso in Roma, il 3 maggio 2011.

Depositato in Cancelleria il 30 maggio 2011

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