Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 11932 del 17/05/2010

Cassazione civile sez. un., 17/05/2010, (ud. 11/05/2010, dep. 17/05/2010), n.11932

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONI UNITE CIVILI

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. CARBONE Vincenzo – Primo Presidente –

Dott. VITTORIA Paolo – Presidente di sezione –

Dott. DI NANNI Luigi Francesco – Presidente di sezione –

Dott. MERONE Antonio – Consigliere –

Dott. GOLDONI Umberto – Consigliere –

Dott. RORDORF Renato – Consigliere –

Dott. FORTE Fabrizio – Consigliere –

Dott. NAPPI Aniello – rel. Consigliere –

Dott. LA TERZA Maura – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ordinanza

sul ricorso proposto da:

Plurinvest s.r.l. e F.G. ((OMISSIS) e

(OMISSIS)), domiciliati in Roma, via Fontanella Borghese 72,

presso l’avv. Voltaggio P., che li rappresenta e difende unitamente

all’avv. Morosin V., come da mandato a margine del ricorso;

– ricorrente –

contro

E.L. ((OMISSIS)), domiciliato in Roma, viale

Angelico 103, presso l’avv. Vagnozzi D., che lo rappresenta e difende

unitamente all’avv. Carfagna R., come da mandato in calce al

controricorso;

– controricorrente –

contro

Immobiliare Alberto s.a.s. di Fornaro Silvana & C.;

– intimato –

contro

B.L., B.M. e B.

S.;

– intimato –

contro

B.P.;

– intimato –

contro

Comune di Cona;

– intimato –

regolamento preventivo della giurisdizione;

Sentita la relazione svolta dal Consigliere dott. NAPPI Aniello;

Uditi i difensori, avv. Voltaggio per la ricorrente, e avv. Vagnozzi

per il resistente;

lette le conclusioni del P.M. che ha chiesto dichiararsi la

giurisdizione del giudice ordinario.

 

Fatto

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

Il 7 settembre 2006 la Immobiliare Alberto s.a.s. di Fornaro Silvana & C. ha convenuto in giudizio dinanzi al Tribunale di Padova la Plurinvest s.r.l. e F.G., chiedendo l’annullamento per vizio del consenso di un contratto di compravendita stipulato il (OMISSIS) per la cessione all’attrice di un terreno incluso in un piano comunale di lottizzazione approvato il 25 giugno 2003 e successivamente dichiarato illegittimo. Deduce la societa’ attrice che, quando fu stipulata la compravendita, la societa’ venditrice e il suo amministratore F.G. omisero di informarla che il provvedimento di approvazione del piano di lottizzazione era stato impugnato dinanzi a giudice amministrativo e che alcuni dei proprietari interessati avevano rifiutato di firmare la convenzione di lottizzazione.

Costituitisi in giudizio, la Plurinvest s.r.l. e F. G. hanno chiamato in causa il Comune di Cona, il funzionario comunale E.L. e altri partecipi della convenzione di lottizzazione per esserne garantiti rispetto alla domanda di risarcimento dei danni proposta nei loro confronti dall’attrice immobiliare Alberto s.a.s. di Fornaio Silvana & C.. Ma il comune e E.L., hanno eccepito il difetto di giurisdizione del giudice ordinario.

Sicche’ la Plurinvest s.r.l. e F.G. hanno proposto ricorso per il regolamento preventivo della giurisdizione, chiedendo riconoscersi la giurisdizione del giudice ordinario.

Resiste con controricorso E.L. che ha chiesto dichiararsi la giurisdizione del giudice amministrativo.

Non hanno spiegato difese gli altri intimati.

Diritto

MOTIVI DELLA DECISIONE

1. Sono quattro le domande proposte dalle parti, del giudizio:

a) la domanda di annullamento del contratto di compravendita e di risarcimento dei danni proposte, dalla Immobiliare Alberto s.a.s. di Fornaro Silvana e C. nei confronti della Plurinvest s.r.l. e di F.G.;

b) le tre domande proposte dalla Plurinvest s.r.l. e F. G. nei confronti dei Comune di Cona, di E.L., degli altri proprietari interessati alla convenzione di lottizzazione. Non v’e’ dubbio alcuno che spetti alla giurisdizione del giudice ordinario la causa promossa dalla Immobiliare Alberto s.a.s. di Fornaro Silvana & C. nei confronti della Plurinvest s.r.l.

e di F.G.. La societa’ attrice ha proposto infatti domanda ci annullamento per vizio del consenso di un contratto di compravendita e ha richiesto la condanna dei venditori, al risarcimento dei danni. Altrettanto indiscusso e’ che l’art. 103 Cost. non consente di ritenere che il giudice amministrativo possa conoscere di controversie di cui non sia parte una P.A., o soggetti ad essa equiparati (Cass., sez. un., 5 marzo 2003, n. 5914, m.

602103), sicche’ appartengono alla giurisdizione del giudice ordinario sia la domanda proposta nei confronti di E.L. (Cass., sez. un., 13 giugno 2006, n. 13659, m. 589537) sia la domanda proposta nei confronti degli altri proprietari interessati alla convenzione di lottizzazione.

Quanto alla domanda proposta nei confronti del Comune di Cona, questa corte ha gia’ avuto modo di chiarire che “spetta al giudice ordinario conoscere della domanda con cui il privato, acquirente di un terreno sul quale era stata rilasciata una concessione edilizia e successore nella titolarita’ del permesso di costruire, chieda la condanna del Comune al risarcimento dei danni da esso subiti in seguito al rilascio, in favore del proprio dante causa, di una concessione edilizia ritenuta illecita dal giudice penale (in un procedimento penale per il reato, tra l’altro, di cui alla L. 28 febbraio 1985, n. 47, art. 20, lett. c) ed illegittima in sede di ricorso straordinario al Capo dello Stato promosso dal proprietario confinante, ma sulla cui piena regolarita’ egli abbia fatto invece affidamento per l’esecuzione del programma di costruzione dell’edificio. Detta domanda, infatti, non rientra nel campo applicativo del D.Lgs. 31 marzo 1988, n. 80, art. 34 ne’ sollecita la tutela di una situazione configurabile come diritto patrimoniale consequenziale, giacche’ non postula alcun accertamento sull’esercizio del potere amministrativo (autoritativo) in materia urbanistica ed edilizia, che ha portato al rilascio della concessione edilizia, ma, sul presupposto che questa resti caducata, ascrive al comportamento del comune convenuto la responsabilita’ per la sopravvenuta impossibilita’ di realizzare il programma costruttivo” (Cass., sez. un., 7 marzo 2005, n. 4805, m.

579431). E nel caso in esame, come risulta dal ricorso, il giudice penale, benche’ abbia escluso la colpevolezza di E.L., ha accertato che furono approvati in ragione di una prassi illecita sia il piano di lottizzazione controverso sia la conseguente concessione edilizia sulla quale la societa’ compratrice aveva fatto affidamento.

Ne consegue che va dichiarata la giurisdizione del giudice ordinario.

Le spese seguono la soccombenza e sono a carico del resistente E.L..

P.Q.M.

La Corte, pronunciando a Sezioni unite, dichiara la giurisdizione del giudice ordinario e condanna il resistente E.L. alle spese del procedimento, liquidandole in complessivi Euro 4.700,00, di cui Euro 4.500,00 per onorari, oltre spese generali e accessori come per legge.

Così deciso in Roma, il 11 maggio 2010.

Depositato in Cancelleria il 17 maggio 2010

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