Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 11931 del 06/05/2021

Cassazione civile sez. trib., 06/05/2021, (ud. 12/11/2020, dep. 06/05/2021), n.11931

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. VIRGILIO Biagio – Presidente –

Dott. PERRINO Angelina Maria – Consigliere –

Dott. SUCCIO Roberto – Consigliere –

Dott. GORI Pierpaolo – Consigliere –

Dott. CHIESI Gian Andrea – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 17322-2013 proposto da:

B.R., nato a (OMISSIS), C.F. (OMISSIS), rapp. e dif., in

virtù di procura speciale in calce al ricorso, dagli Avv.ti

GIUSEPPE VESPASIANI e ANTONINO PIRO, presso lo studio del quale è

elett.te dom.to in ROMA, alla VIA ALESSANDRIA, n. 128-130;

– ricorrente –

contro

AGENZIA DELLE ENTRATE, (C.F. (OMISSIS)), in persona del Direttore

p.t., dom.to ope legis in ROMA, alla VIA DEI PORTOGHESI, n. 12,

presso l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO;

resistente –

avverso la sentenza n. 7/06/13 della COMMISSIONE TRIBUTARIA REGIONALE

della LOMBARDIA, depositata il 22/01/2013;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

12/11/2020 dal Consigliere Dott. GIAN ANDREA CHIESI.

 

Fatto

Osservato che l’AGENZIA DELLE ENTRATE emise nei confronti di B.R. un avviso di accertamento per riprese I.R.E.S, I.R.A.P. ed I.V.A. relative all’anno 2003, quale conseguenza della contestata partecipazione ad operazioni soggettivamente inesistenti;

che il contribuente impugnò tale provvedimento innanzi alla C.T.P. di Milano che, con sentenza 346/23/11, rigettò il ricorso; che, avverso tale decisione, il B. propose gravame innanzi alla C.T.R. della Lombardia la quale, con sentenza n. 7/06/13, depositata il 22.1.2013, rigettò l’appello osservando per quanto in questa sede ancora interessa – che (a) il p.v.c. sotteso all’avviso di accertamento, nonchè la documentazione dallo stesso richiamata, era stato consegnato al contribuente e, comunque, riprodotto nelle sue parti essenziali e (b) non era stata fornita prova atta a smentire l’assunto che le società con cui il contribuente aveva avuto a che fare fossero cartiere non operative;

che avverso tale sentenza il B. ha quindi proposto ricorso per cassazione, affidato a tre motivi. Si è costituita, con controricorso, l’AGENZIA DELLE ENTRATE.

Diritto

CONSIDERATO

che con il primo motivo, parte ricorrente lamenta (in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5), l’omesso esame circa un fatto decisivo per il giudizio, oggetto di discussione tra le parti, per non essersi la C.T.R. pronunziata in relazione alla dedotta illegittimità dell’avviso di accertamento, in conseguenza della mancata consegna, al B., delle segnalazioni n. (OMISSIS) e n. (OMISSIS)R della G.d.F. di (OMISSIS), sottese al p.v.c. propedeutico all’emanazione del provvedimento impugnato;

che con il secondo motivo la difesa del B. si duole (in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3), della violazione e falsa applicazione della L. n. 212 del 2000, art. 7, per non avere la C.T.R. dichiarato l’illegittimità dell’avviso di accertamento impugnato, nonostante l’omessa allegazione, al p.v.c. a quello sotteso, delle segnalazioni n. (OMISSIS) e n. (OMISSIS)R della G.d.F. di (OMISSIS);

che i motivi – i quali, disvelando entrambi un error in iudicando ex art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, in relazione alla presunta violazione dell’art. 7 cit., ben possono essere trattati congiuntamente – sono inammissibili;

che la C.T.R., lungi dal soprassedere sull’esame della motivazione dell’avviso di accertamento, con precipuo riferimento alla questione concernente le segnalazioni sottese al p.v.c. a propria volta fondante il primo, al contrario affronta espressamente la tematica, avendo chiarito che “risulta consegnata al contribuente copia del processo verbale di constatazione…che tra gli allegati conteneva la segnalazione asserita mancante, di cui peraltro risulta riprodotto il contenuto essenziale nello stesso PVC”: sennonchè, la difesa del B. non ha riprodotto, in ricorso, il contenuto del p.v.c. cui l’avviso di accertamento fa riferimento nè, tampoco, l’atto di appello, nella parte in cui avrebbe ivi svolto le specifiche doglianze proposte in questa sede, così precludendo al Collegio, ad un tempo, di valutare, in primis et ante omnia, la loro novità e, quindi, la conseguente fondatezza o meno;

che con il terzo motivo parte ricorrente lamenta (in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3), la “violazione o falsa applicazione di norme di diritto in tema di onere della prova (in particolare del D.P.R. n. 633 del 1972, artt. 19, 21 e 54, e art. 2729 c.c.), per non avere la C.T.R. ritenuto assolto, ad opera del B., l’onere della prova che sullo stesso gravava circa la dimostrazione della non consapevolezza, da parte dello stesso, di avere concluso operazioni commerciali con società cartiere;

che il motivo è inammissibile;

che anche in tal caso la difesa di parte ricorrente, che peraltro chiarisce non esser propria “intenzione…mettere in dubbio che (OMISSIS) fossero azienda fittizie o cartiere” (cfr. ricorso, p. 16, prime due righe) – con ciò dovendosi ritenere la circostanza incontroversa omette (con ciò contravvenendo al dettato di cui all’art. 366 c.p.c., comma 1, n. 6), di trascrivere il contenuto degli atti (2 rogiti notarili, corrispondenza intercorsa con il CHIUSI, documenti prodotti in sede di osservazioni al p.v.c.) dai quali dovrebbe trarsi la prova della propria inconsapevolezza circa l’avere intrattenuto rapporti commerciali con società cartiere; nè, tampoco, chiarisce se, come e quando le specifiche difese in questione furono svolte nei gradi di merito. Peraltro – come correttamente osservato dalla C.T.R. – in presenza di una contestazione relativa alla partecipazione ad un’operazione soggettivamente inesistente, era precipuo onere del contribuente dimostrare la propria estraneità alla stessa e ciò, a ben vedere, anche sotto il profilo soggettivo, provando di avere tenuto la diligenza massima esigibile da un operatore accorto, secondo criteri di ragionevolezza e di proporzionalità in rapporto alle circostanze del caso concreto (Cass., Sez. 5, 20.7.2020, n. 15369, Rv. 658429-01);

Ritenuto che il ricorso debba essere, pertanto, rigettato, con la condanna di B.R. al pagamento, in favore dell’AGENZIA DELLE ENTRATE, in persona del Direttore p.t., delle spese del presente giudizio di legittimità.

P.Q.M.

Rigetta il ricorso. Per l’effetto, condanna B.R. al pagamento, in favore dell’AGENZIA DELLE ENTRATE, in persona del Direttore p.t., delle spese del presente giudizio di legittimità, che si liquidano in complessivi Euro 4.100,00 (quattromilacento/00) per compenso professionale, oltre spese prenotate a debito.

Dà atto della sussistenza dei presupposti processuali per il versamento, da parte di B.R., dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato, pari a quello previsto per il ricorso principale, se dovuto.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della Sezione Civile Tributaria, il 12 novembre 2020.

Depositato in Cancelleria il 6 maggio 2021

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