Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 11929 del 15/05/2010

Cassazione civile sez. trib., 15/05/2010, (ud. 14/04/2010, dep. 15/05/2010), n.11929

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. LUPI Fernando – Presidente –

Dott. MERONE Antonio – Consigliere –

Dott. CAPPABIANCA Aurelio – Consigliere –

Dott. IACOBELLIS Marcello – Consigliere –

Dott. DI BLASI Antonino – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ordinanza

sul ricorso proposto da:

AGENZIA DELLE ENTRATE, in persona del legale rappresentante pro

tempore, rappresentata e difesa dall’Avvocatura Generale dello Stato,

nei cui uffici, in Roma, Via dei Portoghesi, 12 è domiciliata;

– ricorrente –

contro

L.F. residente a (OMISSIS);

– intimato –

avverso la sentenza n. 2/2006 della Commissione Tributaria Regionale

di Venezia – Sezione n. 04, in data 13/04/2006, depositata il 19

maggio 2006.

Udita la relazione della causa svolta nella Camera di Consiglio del

14 aprile 2010 dal Relatore Dott. Antonino Di Blasi;

Presente il Sostituto Procuratore Generale Dr. Massimo Fedeli.

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO E MOTIVI DELLA DECISIONE

La Corte:

Considerato che nel ricorso iscritto al n. 16659/2007 R.G., è stata depositata in cancelleria la seguente relazione:

“1 – E’ chiesta la cassazione della sentenza n.

12/2006, pronunziata dalla CTR di Venezia Sezione n. 04 il 13.04.2006 e

DEPOSITATA il 19 maggio 2006.

Il ricorso, che attiene ad impugnazione del

silenzio rifiuto su istanza di rimborso dell’IRPEF trattenuta in

eccesso sul TFR, censura l’impugnata decisione per violazione e falsa

applicazione del D.P.R. n. 917 del 1986, artt. 16, 17 e 18.

2 – L’intimato, non ha svolto difese in questa sede.

3 – Al quesito formulato a conclusione

dell’unico mezzo, deve rispondersi richiamando il

consolidato orientamento giurisprudenziale, secondo cui

“l’indennità di fine rapporto erogata dall’ENPAM ai medici

convenzionati ambulatoriali, pur in difetto di un vero e proprio

rapporto di lavoro dipendente, è comunque, riconducibile alla

seconda, residuale, ipotesi configurata dal D.P.R. n. 917 del 1986,

art. 16, lett. a) e, di conseguenza, è soggetta alla disciplina

fiscale di cui al successivo art. 17, comma 2″ (Cass. n. 18307/2004,

n. 7795/2003, n. 6065/2002, n. 7982/2001, n. 19401/2005).

4 – Ciò stante, la decisione impugnata resiste

alle prospettate censure e si ritiene, quindi, sussistano i

presupposti per la trattazione del ricorso in Camera di Consiglio e

la definizione, ai sensi degli artt. 375 e 380 bis c.p.c., con il

relativo rigetto per manifesta infondatezza. Il Relatore Cons.

Antonino Di Blasi”.

Considerato che la relazione è stata comunicata al pubblico ministero e notificata ai difensori;

Visti il ricorso e tutti gli altri atti di causa;

Considerato che il Collegio condivide le argomentazioni, svolte nella relazione;

Ritenuto che, in base a tali condivisi motivi ed ai richiamati principi, il ricorso va rigettato;

Considerato che non sussistono i presupposti per una pronuncia sulle spese;

Visti gli artt. 375 e 380 bis c.p.c..

P.Q.M.

Rigetta il ricorso.

Così deciso in Roma, il 14 aprile 2010.

Depositato in Cancelleria il 15 maggio 2010

 

 

 

 

 

 

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