Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 11916 del 19/06/2020

Cassazione civile sez. III, 19/06/2020, (ud. 28/02/2020, dep. 19/06/2020), n.11916

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TERZA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. SPIRITO Angelo – Presidente –

Dott. TRAVAGLINO Giacomo – rel. Consigliere –

Dott. DI FLORIO Antonella – Consigliere –

Dott. VINCENTI Enzo – Consigliere –

Dott. ROSSETTI Marco – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso n. 27606/2019 r.g. proposto da:

K.N., nato in (OMISSIS) (cod. fisc. (OMISSIS)),

rappresentato e difeso, giusta procura speciale apposta in calce al

ricorso, dall’Avvocata Maria Eugenia Lo Bello, presso il cui studio

è elettivamente domiciliato in Trento, Piazza Cesare Battisti n.

26.

– ricorrente –

contro

MINISTERO DELL’INTERNO, (cod. fisc. (OMISSIS)), in persona del

Ministro pro tempore, rappresentato e difeso ope legis

dall’Avvocatura dello Stato, domiciliata in Roma, via dei Portoghesi

n. 12.

– controricorrente –

avverso il decreto del Tribunale di Trento del 5.8.2019;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio del

28.2.2020 dal Dott. Giacomo Travaglino.

Fatto

I FATTI DI CAUSA

1. Il sig. K. propose domanda di protezione internazionale alla competente Commissione territoriale in data 3.10.2018, che la rigettò negandogline il riconoscimento in tutte le forme richieste.

2. Il richiedente asilo ha reso dichiarazioni in sede di audizione tanto dinanzi alla Commissione territoriale (come per legge), quanto al giudice all’uopo delegato dal Tribunale (verbale del 3.7.2019) che, previa nomina di un interprete di lingua bambara, così come richiesto dallo stesso ricorrente, ha proceduto ad un articolato ed esaustivo interrogatorio in ordine alle cause che lo avevano spinto a lasciare il Paese d’origine.

3. Il Tribunale di Trento rigettò la domanda.

4. Avverso il provvedimento di rigetto, il sig. K. ha proposto ricorso per cassazione affidato ad un unico motivo di censura.

4.1. Il Ministero intimato si è costituito con un brevissimo controricorso.

Diritto

MOTIVI DELLA DECISIONE

1. Il ricorso è manifestamente inammissibile.

2. Con il primo ed unico motivo, si denuncia violazione o falsa applicazione di norme di diritto, ai sensi dell’art. 360 c.p.c., n. 3, in particolare del D.Lgs. n. 25 del 2008, art. 32,D.Lgs. n. 286 del 1998, art. 5.

2.1 Il motivo è inammissibile.

L’unica censura mossa al provvedimento impugnato (che si articola in poco più di una pagina di illustrazione dell’intero ricorso) è quella di non avere il Tribunale opportunamente considerato “la condizione di vulnerabilità del ricorrente, una volta intrapreso un importante percorso di integrazione socio-culturale nel Paese ospitante” ed ancora di non aver valutato la circostanza secondo cui il richiedente asilo “in caso di ritorno nel Paese di origine, verrebbe esposto al rischio grave di essere nuovamente calato in un contesto di estrema povertà e indigenza”.

Appare del tutto evidente come la doglianza così espressa non si confronti minimamente nè con il dato normativo, nè con l’orientamento espresso in subiecta materia di questa Corte – ormai cristallizzatosi all’indomani della sentenza delle sezioni unite n. 29459 del 2019 – in tema di giudizio comparativo tra la condizione di integrazione del richiedente asilo (unica circostanza cui si fa riferimento con il ricorso) e la situazione del Paese d’origine, sub specie della grave ed irrimediabile compromissione del nucleo minimo dei diritti umani quale presupposto indefettibile per un corretto giudizio di vulnerabilità.

Ne consegue l’inammissibilità del ricorso.

Le spese del giudizio possono essere compensate.

Per quanto dovuto a titolo di doppio contributo, si ritiene di aderire all’orientamento già espresso da questa Corte con la sentenza n. 9660-2019.

P.Q.M.

La Corte dichiara inammissibile il ricorso. Spese compensate.

Così deciso in Roma, il 28 febbraio 2020.

Depositato in Cancelleria il 19 giugno 2020

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