Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 11908 del 10/06/2016

Cassazione civile sez. III, 10/06/2016, (ud. 15/02/2016, dep. 10/06/2016), n.11908

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TERZA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. TRAVAGLINO Giacomo – Presidente –

Dott. BARRECA Giuseppina Luciana – Consigliere –

Dott. TATANGELO Augusto – Consigliere –

Dott. PELLECCHIA Antonella – rel. Consigliere –

Dott. DI MARZIO Fabrizio – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

SENTENZA

sul ricorso 22777/2013 proposto da:

L.A., (OMISSIS), elettivamente domiciliato in

ROMA, VIA CAMILLA 7, presso lo studio dell’avvocato MARCO VALERIO

SANTONOCITO, che lo rappresenta e difende unitamente all’avvocato

L.A. difensore di sè medesimo;

– ricorrente –

contro

F.O., elettivamente domiciliato in ROMA, LARGO DEI COLLI

ALBANI 14, presso lo studio dell’avvocato NATALE PERRI, che lo

rappresenta e difende giusta procura speciale in calce al

controricorso;

P.G., domiciliato ex lege in ROMA, presso la

CANCELLERIA DELLA CORTE DI CASSAZIONE, rappresentato e difeso

dall’avvocato FABIO BLASI giusta procura speciale a margine del

controricorso;

– controricorrenti –

e contro

CONDOMINIO (OMISSIS), G.S.;

– intimati –

avverso la sentenza n. 3816/2013 della CORTE D’APPELLO di ROMA,

depositata il 03/07/2013, R.G.N. 5708/2004 e 6458/2004;

udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del

15/02/2016 dal Consigliere Dott. ANTONELLA PELLECCHIA;

udito l’Avvocato MARCO VALERIO SANTONOCITO;

udito l’Avvocato FABIO BLASI;

udito il P.M., in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott.

SERVELLO Gianfranco, che ha concluso per il rigetto.

Fatto

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

1. L’avvocato L.A. convenne in giudizio il condominio di (OMISSIS) e i tre amministratori che si erano succeduti nel tempo, F.O., P.G. e G. S., al fine di sentirli condannare al risarcimento dei danni materiali e morali per aver perseguito con mala fede l’attore avendo attivato una procedura esecutiva mobiliare contro di lui per spese condominiali, nonostante il pagamento antecedente la procedura esecutiva.

Il Tribunale di Roma rigettò la domanda.

2. La Corte d’Appello di Roma, con la sentenza n. 3816 del 3 luglio 2013, in parziale accoglimento della domanda del L. ha condannato il condominio al risarcimento del danno che ha liquidato in Euro 12.000, ha dichiarato la nullità della sentenza impugnata per omessa pronuncia sul capo di domanda di risarcimento del danno proposta nei confronti degli amministratori respingendo poi nel merito la domanda, ed infine ha compensato le spese del primo grado del giudizio tra L. e G.S..

3. Propone ricorso in cassazione L.A..

3.1. Resistono con controricorso F.O. e P. G..

3.2. Il L. e P. hanno depositato memoria.

Diritto

MOTIVI DELLA DECISIONE

4. Con l’unico motivo di ricorso il ricorrente lamenta la violazione dell’art. 112 c.p.c. (omessa pronuncia) in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, nn. 3 e 4.

Sostiene che il giudice del merito ha omesso di statuire su un motivo dell’atto di appello dove si contestava la compensazione delle spese di primo grado tra L. e la G., omettendo di pronunciarsi sull’annullamento richiesto della condanna alle spese processuali di primo grado inflitte al ricorrente, in favore degli altri due amministratori convenuti F. e P..

Il motivo è infondato.

Il L. era in ogni caso soccombente nei confronti dei due amministratori quindi è corretta la disposizione di condanna alle spese.

E’ principio consolidato di questa Corte che non è configurabile il vizio di omessa pronuncia quando una domanda, pur non espressamente esaminata, debba ritenersi – anche con pronuncia implicita –

rigettata perchè indissolubilmente avvinta ad altra domanda, che ne costituisce il presupposto e il necessario antecedente logico –

giuridico, decisa e rigettata dal giudice (Cass. n. 17580/2014). Come appunto nel caso di specie.

4. Le spese del giudizio di legittimità seguono la soccombenza.

PQM

la Corte rigetta il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese del presente giudizio di legittimità in favore dei controricorrenti che liquida in complessivi Euro 1.700,0 di cui Euro 200 per esborsi, oltre accessori di legge e spese generali.

Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1-quater, dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte del ricorrente principale, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso principale, a norma del citato art. 13, comma 1-bis.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della Sezione Terza Civile della Corte Suprema di Cassazione, il 15 febbraio 2016.

Depositato in Cancelleria il 10 giugno 2016

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