Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 11848 del 18/06/2020

Cassazione civile sez. II, 18/06/2020, (ud. 08/11/2019, dep. 18/06/2020), n.11848

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SECONDA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. LOMBARDO Luigi Giovanni – Presidente –

Dott. BELLINI Ubaldo – Consigliere –

Dott. SCARPA Antonio – Consigliere –

Dott. GIANNACCARI Rossana – rel. Consigliere –

Dott. BESSO MARCHEIS Chiara – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA INTERLOCUTORIA

sul ricorso 17975/2017 proposto da:

S.R., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA ENNIO QUIRINO

VISCONTI 20, presso lo studio dell’avvocato MAURIZIO BARRELLA,

rappresentato e difeso dall’avvocato ROSELLA OPPO;

– ricorrente –

contro

COMUNE DI ARBOREA, in persona del Sindaco pro tempore, elettivamente

domiciliato in ROMA, VIA AULO PLAUZIO, 5, 2381 presso lo studio

dell’avvocato FRANCESCO CUTRONA, rappresentato e difeso

dall’avvocato GIOVANNA MARIA URRU;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 366/2017 del TRIBUNALE di ORISTANO, depositata

il 04/05/2017;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio del

08/11/2019 dal Consigliere Dott. ROSSANA GIANNACCARI.

Fatto

RILEVATO

che:

la questione di diritto posta con il primo motivo di ricorso afferisce alla a validità del contratto concluso tra il Comune e la società privata, preposta all’esecuzione delle opere di installazione e funzionalità delle apparecchiature, alla verifica periodica del funzionamento, alla raccolta dei dati rilevati dalle apparecchiature ed alla fornitura di un software in comodato d’uso alla Polizia per la visura, validazione e gestione delle immagini;

– in particolare, si deduce che le violazioni non sarebbero state accertate dagli ufficiali ed agenti della Polizia Municipale, ma dalla società appaltatrice del servizio, interessata a rilevare il maggior numero di infrazioni perchè previsto in suo favore un corrispettivo per ogni infrazione rilevata dall’apparecchio autovelox;

– il contratto di appalto, stabilendo un corrispettivo del 29,10% dei proventi derivanti dalle sanzioni amministrative pecuniarie in favore del privato, pone un problema di compatibilità con l’art. 208 C.d.S., che impone la devoluzione di tali somme ai Comuni.

Diritto

RITENUTO

che:

– il profilo della validità del contratto come presupposto della legittimità dell’accertamento della violazione rende opportuna la trattazione della causa in pubblica udienza;

visto l’art. 375 c.p.c..

P.Q.M.

Dispone la trattazione della causa in pubblica udienza.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della Sezione Seconda Civile della Corte di Cassazione, il 8 novembre 2019.

Depositato in Cancelleria il 18 giugno 2020

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