Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 11846 del 06/05/2021

Cassazione civile sez. VI, 06/05/2021, (ud. 04/12/2020, dep. 06/05/2021), n.11846

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 2

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. LOMBARDO Luigi Giovanni – Presidente –

Dott. FALASCHI Milena – Consigliere –

Dott. SCARPA Antonio – Consigliere –

Dott. GIANNACCARI Rossana – rel. Consigliere –

Dott. FORTUNATO Giuseppe – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 32889-2019 proposto da:

P.G., G.R., P.S., elettivamente

domiciliati in ROMA, VIA SAN SABA 7, presso lo studio dell’avvocato

SERGIO MAGLIO, rappresentati e difesi dall’avvocato ALDO ROSSI;

– ricorrenti –

contro

P.G.;

– intimato –

avverso la sentenza n. 1655/2019 della CORTE D’APPELLO di PALERMO,

depositata l’08/08/2019;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non

partecipata del 04/12/2020 dal Consigliere Relatore Dott. ROSSANA

GIANNACCARI.

 

Fatto

RILEVATO

che:

– con sentenza dell’8.8.2019, la Corte d’appello di Palermo, decidendo sulla domanda proposta da P.G. (nato nel (OMISSIS)) nei confronti di P.G. (nato nel (OMISSIS)), G.R. e P.S. in relazione ad opere illegittimamente realizzate dai convenuti, ha dichiarato la cessazione della materia del contendere;

– nel regolare le spese di lite sulla base della soccombenza virtuale, la corte di merito, in riforma della sentenza di primo grado, accolse la domanda di P.G. ((OMISSIS)) e condannò i convenuti alle spese del doppio grado di giudizio; rigettò invece la domanda di restituzione delle spese processuali pagate in esecuzione della sentenza di primo grado dall’attore in quanto nell’atto di appello non aveva indicato l’importo asseritamente corrisposto sulla base del titolo giudiziale; per la cassazione della sentenza hanno proposto ricorso P.G. ((OMISSIS)), G.R. e P.S. sulla base di un unico motivo;

P.G. non ha svolto attività difensiva;

– il relatore ha formulato proposta di decisione, ai sensi dell’art. 380-bis c.p.c., di inammissibilità del ricorso.

Diritto

RITENUTO

che:

con l’unico motivo di ricorso, si deduce la nullità della sentenza d’appello per violazione dell’art. 112 c.p.c. per avere la corte di merito omesso di riportare in dispositivo la pronuncia di rigetto della domanda di restituzione delle spese processuali corrisposte dall’attore, soccombente in primo grado, in esecuzione della sentenza riformata in sede di gravame;

il motivo è inammissibile;

ha affermato questa Corte che l’esatto contenuto della sentenza va individuato non alla stregua del solo dispositivo, bensì integrando il dispositivo con la motivazione, nella parte in cui la medesima riveli l’effettiva volontà del giudice; ne consegue che va ritenuta prevalente la parte del provvedimento maggiormente attendibile e capace di fornire una giustificazione del “dictum” giudiziale (ex multis Cassazione civile sez. VI, 18/10/2017, n. 24600);

nel caso di specie, la corte di merito, nella parte motiva ha rigettato la domanda di restituzione delle somme corrisposte da P.G. ((OMISSIS)) in esecuzione della sentenza di primo grado, riformata in sede di gravame, sia per assenza di prova in ordine all’importo asseritamente corrisposto, sia per difetto di prova sull’effettivo pagamento;

nonostante il rigetto della domanda restitutoria non fosse stato riportato in dispositivo, era chiara e sorretta da inequivoca motivazione la decisione del giudice di appello;

– non può pertanto ravvisarsi il vizio di omessa pronuncia, che ricorre quando sia stato completamente omesso il provvedimento indispensabile per la soluzione del caso concreto ovvero quando il giudice non decide su alcuni capi della domanda o sulle eccezioni proposte, ovvero quando pronuncia solo nei confronti di alcune parti (Cassazione civile sez. VI, 03/03/2020, n. 5730; Cass. Civ., n. 3388 del 2005);

– il ricorso va, pertanto, dichiarato inammissibile;

nulla va statuito sulle spese, non avendo la parte intimata svolto attività difensiva;

– ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, dà atto della sussistenza dei presupposti processuali per il versamento, da parte del ricorrente di un importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso principale, a norma dello stesso art. 13, comma 1-bis se dovuto.

PQM

dichiara inammissibile il ricorso.

Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, da atto della sussistenza dei presupposti processuali per il versamento, da parte del ricorrente di un importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso principale, a norma dello stesso art. 13, comma 1-bis se dovuto.

Così deciso in Roma, nella camera di consiglio della sesta sezione civile-2, il 4 dicembre 2020.

Depositato in Cancelleria il 6 maggio 2021

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