Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 11810 del 05/05/2021

Cassazione civile sez. I, 05/05/2021, (ud. 28/01/2021, dep. 05/05/2021), n.11810

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE PRIMA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. TIRELLI Francesco – Presidente –

Dott. MARULLI Marco – Consigliere –

Dott. CAIAZZO Rosario – rel. Consigliere –

Dott. SCALIA Laura – Consigliere –

Dott. CARADONNA Lunella – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso n. 23297/2015 proposto da:

Comune di Palermo, in persona del sindaco pro-tempore, elett.te

domiciliato presso l’Avvocatura comunale di Palermo, rappresentato e

difeso dall’avvocato Provenzani Angela, con procura speciale in

calce al ricorso;

– ricorrente –

contro

G.G., Gi.Ro., elettivamente domiciliate in Roma,

in via Trionfale n. 21, presso lo studio dell’avvocato Casagni

Federica, rappresentate e difese dall’avvocato Paleologo Antonino,

con procura speciale a margine del controricorso;

– controricorrenti –

Sindaco di Palermo, nella qualità di Commissario delegato per

l’attuazione degli interventi volti a fronteggiare l’emergenza

determinatasi nella città di Palermo in seguito alla situazione del

traffico e della mobilità, in persona del sindaco p.t.;

– intimato –

avverso la sentenza n. 1122/2014 della CORTE D’APPELLO di PALERMO,

depositata il 04/07/2015;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

28/01/2021 dal Cons. rel., Dott. CAIAZZO ROSARIO.

 

Fatto

RILEVATO

CHE:

Il Comune di Palermo convenne innanzi alla Corte d’appello di Palermo G.G., Gi.Ro. e il Sindaco quale Commissario delegato per l’attuazione degli interventi volti a fronteggiare l’emergenza delineatasi a Palermo in relazione alla situazione del traffico e della mobilità, esponendo che nell’ambito dei lavori diretti alla realizzazione del sistema tranviario della città di Palermo era stato intrapreso un procedimento espropriativo riguardante immobili intestati ai convenuti. Il Comune esponeva altresì che: non avendo i proprietari accettato l’indennità provvisoria offerta, era stato da quest’ultimi promosso il procedimento di cui all’art. 21 TU per la determinazione dell’indennità definitiva; i tecnici avevano attribuito all’area in questione il valore di Euro 300,00 al mq, determinando l’indennità nella somma di Euro 686.070,00 con la maggiorazione del 10%. Premesso ciò, il Comune propose opposizione alla stima; le convenute si costituirono resistendo alla domanda.

A seguito di c.tu., la Corte territoriale, con ordinanza emessa il 4.7.14, determinò l’indennità del fondo nella somma di Euro 521.413,00, osservando che: il terreno espropriato era destinato a “zona territoriale omogenea Dr, più estesa, destinata ad insediamenti industriali”; successivamente all’area in questione fu attribuita la destinazione urbanistica F22 – deposito tram – mediante la D.C.S. n. 7 del 24.3.05 di approvazione del progetto definitivo del sistema tranviario della città di Palermo e successiva Delib. commissariale 27 novembre 2006, n. 26; era infondato il principale motivo dell’opposizione per cui la valutazione del valore di mercato del bene era da effettuare secondo la destinazione urbanistica attuale (F22) e non secondo quella precedente (D1); come aveva rilevato il c.t.u., la destinazione F22 era funzionale all’espropriazione, sicchè se essa non fosse intervenuta, la destinazione urbanistica dell’area sarebbe rimasta quella industriale che, invero, permaneva attualmente per le aree circostanti, non oggetto d’espropriazione; in adesione alle conclusioni del c.t.u., il valore dell’area espropriata fu stimata in Euro 228,00 al mq al giugno 2007, calcolando il valore medio tra il criterio sintetico-comparativo ed il metodo analitico mediante valore di trasformazione; la c.t.u. non era stata contestata, avendo i c.t.p. del Comune richiesto una riduzione del 15% dell’indennità determinata in ragione delle caratteristiche delle aree interessate, non ritenuta legittima.

Ricorre in cassazione il Comune di Palermo con unico motivo.

Resistono con controricorso G. e Gi.; non si è costituito il Sindaco nella citata qualità di Commissario delegato.

Diritto

RITENUTO

CHE:

L’unico motivo denunzia violazione e falsa applicazione del D.Lgs. n. 327 del 2001, art. 32 non avendo la Corte territoriale determinato l’indennità d’esproprio secondo la normativa urbanistica vigente alla data del decreto d’espropriazione, ma sulla base della destinazione urbanistica precedente all’approvazione del progetto.

Il ricorrente lamenta che, così argomentando, la Corte territoriale sarebbe incorsa nella impropria riesumazione dell’interpretazione della L. n. 359 del 1992, art. 5 bis (oggi art. 32 Testo Unico) secondo la quale le possibilità legali di edificazione devono essere vagliate, retrodatando la qualificazione del terreno alla disciplina urbanistica vigente nel momento precedente all’apposizione del vincolo destinato all’espropriazione.

La censura è infondata.

La Corte siciliana, attraverso la c.t.u., ha accertato che il terreno era destinato a zona territoriale omogenea D1, più estesa, destinata ad insediamenti industriali e che, successivamente, all’area per cui è causa era stata attribuita la destinazione urbanistica F22 – deposito tram – mediante la D.C.S. n. 7 del 24.3.05 d’approvazione del progetto definitivo del sistema tranviario della città di Palermo e successiva Delib. commissariale 27 novembre 2006, n. 26 (in ordine a fattispecie analoga, v. Cass., n. 27079/19).

Ora, a norma del D.Lgs. n. 327 del 2001, art. 32, comma 1, in tema di determinazione del valore del bene, salvi gli specifici criteri previsti dalla legge, l’indennità di espropriazione è determinata sulla base delle caratteristiche del bene al momento dell’accordo di cessione o alla data dell’emanazione del decreto di esproprio, valutando l’incidenza dei vincoli di qualsiasi natura non aventi natura espropriativà ma senza considerare gli effetti del vincolo preordinato all’esproprio e quelli connessi alla realizzazione dell’eventuale opera prevista.

La distinzione tra vincoli conformativi ed espropriativi cui possono essere assoggettati i suoli, non dipende dal fatto che siano imposti mediante una determinata categoria di strumenti urbanistici, piuttosto che di un’altra, ma deve essere operata in relazione alla finalità perseguita in concreto dell’atto di pianificazione: ove mediante lo stesso si provveda ad una zonizzazione dell’intero territorio comunale o di parte di esso, sì da incidere su di una generalità di beni, nei confronti di una pluralità indifferenziata di soggetti, in funzione della destinazione dell’intera zona in cui i beni ricadono e in ragione delle sue caratteristiche intrinseche, il vincolo ha carattere conformativo, mentre, ove si imponga solo un vincolo particolare, incidente su beni determinati, in funzione della localizzazione di un’opera pubblica, lo stesso deve essere qualificato come preordinato alla relativa espropriazione e da esso deve, pertanto, prescindersi nella qualificazione dell’area, e ciò in quanto la realizzazione dell’opera è consentita soltanto su suoli cui lo strumento urbanistico ha impresso la correlativa specifica destinazione, cosicchè, ove l’area su cui l’opera sia stata in tal modo localizzata abbia destinazione diversa o agricola, se ne impone sempre la preventiva modifica (da ultimo, Sez. 1, 18/06/2018, n. 16084).

La giurisprudenza di questa Corte ha altresì chiarito che il D.L. 11 luglio 1992, n. 333, art. 5 bis, comma 3, convertito, con modificazioni, in L. 8 agosto 1992, n. 359, nel disporre che “per la valutazione delle edificabilità delle aree, si devono considerare le possibilità legali ed effettive di edificazione esistenti al momento dell’apposizione del vincolo preordinato all’esproprio”, comporta l’irrilevanza del vincolo espropriativo ai fini della stima del bene ma non significa che la qualificazione edificatoria del terreno espropriato vada retrodatata all’epoca di apposizione del predetto vincolo (ciò che determinerebbe nel caso di mutamento della destinazione sopravvenuto nelle more dell’espropriazione, un indennizzo inficiato da astrattezza, e come tale contrastante con l’art. 42 Cost., comma 3); di conseguenza è stata cassata per violazione di legge, in relazione al D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, artt. 32 e 37, la sentenza di merito che, per stabilire l’indennità di espropriazione, operi la valutazione delle possibilità legali ed effettive di edificazione con riferimento al momento del vincolo preordinato all’esproprio, anzichè al momento dell’emanazione del decreto di esproprio, pur essendo sopravvenuta, nelle more, una variante urbanistica (Sez. 1, 20/02/2018, n. 4100).

Il ricorso va pertanto rigettato. Le spese seguono la soccombenza e vanno poste a carico del Comune ricorrente, liquidate come in dispositivo.

PQM

La Corte rigetta il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese del giudizio in favore della parte controricorrente, che liquida nella somma di Euro 5200,00 per compensi, e Euro 200,00 per esposti, oltre al 15% quale maggiorazione per il rimborso delle spese generali, e accessori di legge.

Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, inserito dalla L. n. 228 del 2012, art. 1, comma 17, dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte del ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso, a norma dello stesso art. 13, comma 1-bis, ove dovuto.

Così deciso in Roma, nella camera di consiglio, il 28 gennaio 2021.

Depositato in Cancelleria il 5 maggio 2021

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA