Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 11809 del 14/05/2010

Cassazione civile sez. II, 14/05/2010, (ud. 15/01/2010, dep. 14/05/2010), n.11809

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SECONDA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. SETTIMJ Giovanni – Presidente –

Dott. PETITTI Stefano – Consigliere –

Dott. PARZIALE Ippolisto – Consigliere –

Dott. D’ASCOLA Pasquale – rel. Consigliere –

Dott. DE CHIARA Carlo – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

sentenza

sul ricorso 14596-2007 proposto da:

COMUNE DI PONTECAGNANO FAIANO in persona del Commissario

Straordinario pro tempore del Comune, elettivamente domiciliato in

ROMA, VIA PORTUENSE 104, presso DE ANGELIS ANTONIA, rappresentato e

difeso dall’avvocato ANNUNZIATA MARIA, giusta Delib. Commissario

Prefettizio 27 marzo 2007, n. 07 e giusta mandato a margine del

ricorso;

– ricorrente –

contro

A.A.;

– intimato –

avverso la sentenza n. 53/2003 del GIUDICE DI PACE di MONTECORVINO

ROVELLA del 27.12.02, depositata il 24/01/2003;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

15/01/2010 dal Consigliere Relatore Dott. PASQUALE D’ASCOLA;

udito per il ricorrente l’Avvocato Leopoldo Fiorentino (per delega

avv. Maria Annunziata) che si riporta agli scritti e deposita

originale del verbale di deliberazione del Commissario Prefettizio.

E’ presente il P.G. in persona del Dott. PIERFELICE PRATIS che

conferma le conclusioni scritte.

 

Fatto

FATTO E DIRITTO

Il giudice di pace di Montecorvino Rovella con sentenza del 24 gennaio 2003 accoglieva l’opposizione proposta da A.A. avverso il comune di Pontecagnano Faiano per l’annullamento del verbale di contestazione n. (OMISSIS), relativo a violazione del codice della strada.

Notificatagli la sentenza il 19 marzo 2007, il Comune soccombente ha proposto ricorso per cassazione, con atto del 18 maggio 2007: ha denunciato con i primi due motivi la nullità della sentenza impugnata per omessa instaurazione del contraddittorio; con il terzo, relativo al merito della pretesa sanzionatoria, la violazione dell’art. 96 C.d.S..

L’opponente è rimasto intimato.

Avviata la trattazione con il rito previsto per il procedimento in camera di consiglio, il procuratore generale ha chiesto l’accoglimento del ricorso perchè manifestamente fondato. Le prime due censure sono fondate. Dall’esame degli atti, consentito dalla natura processuale dei vizi denunciati, emerge che il giudice di pace ha deciso la causa di opposizione benchè non risultasse effettuata l’indispensabile notifica all’amministrazione del decreto di convocazione delle parti, pur se redatto dal giudicante e depositato il 11 settembre 2002. Sono stati così violati la L. n. 689 del 1981, art. 23 l’art. 101 c.p.c. e l’art. 24 Cost., perchè il giudice di pace ha trattato e deciso la controversia senza che fosse regolarmente costituito il contraddittorio.

L’omissione risulta implicitamente anche dal verbale di causa, in cui non è descritta la indispensabile verifica preliminare relativa al controllo della regolarità della notifica dell’atto introduttivo del giudizio.

Mette conto ricordare che secondo l’insegnamento delle Sezioni Unite la valida notificazione della sentenza al contumace involontario, anche se intervenuta successivamente al decorso dell’anno dalla pubblicazione della sentenza, è idonea a far decorrere il termine breve per proporre impugnazione; a tal fine devono sussistere sia la condizione oggettiva della nullità degli atti di cui all’art. 327 c.p.c., comma 2 sia quella soggettiva della mancata conoscenza del processo a causa di detta nullità e la relativa prova spetta al contumace salvo il caso d’inesistenza della notificazione, la quale pone a carico di chi eccepisca che la parte ebbe di fatto conoscenza del giudizio l’onere di fornire la relativa prova (SU 14570/07; ma v.

anche Cass. 18243/08).

Nel caso in esame si verte in ipotesi di inesistenza della notificazione, non attestata dagli atti del processo. Parte opponente, non costituitasi in questo giudizio, non ha offerto la prova che il Comune fosse informato della pendenza del procedimento instaurato davanti al giudice di pace.

Discende da quanto esposto l’accoglimento del ricorso. La sentenza va cassata e la cognizione rimessa ad altro giudice di pace di Montecorvino Rovella per il completo rinnovo del giudizio di opposizione e la liquidazione delle spese di questo giudizio.

P.Q.M.

La Corte accoglie il primo e secondo motivo di ricorso, assorbito il terzo. Cassa la sentenza impugnata e rinvia ad altro giudice di pace di Montecorvino Rovella, che provvedere anche sulla liquidazione delle spese del giudizio di legittimità.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della seconda sezione civile tenuta, il 15 gennaio 2010.

Depositato in Cancelleria il 14 maggio 2010

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