Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 11759 del 18/06/2020

Cassazione civile sez. VI, 18/06/2020, (ud. 10/10/2019, dep. 18/06/2020), n.11759

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 2

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. LOMBARDO Luigi Giovanni – Presidente –

Dott. CASADONTE Annamaria – rel. Consigliere –

Dott. FORTUNATO Giuseppe – Consigliere –

Dott. DONGIACOMO Giuseppe – Consigliere –

Dott. BESSO MARCHEIS Chiara – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 29953-2018 proposto da:

F.G., rappresentato e difeso dall’avvocato Franco Modena

con studio in Rovigo via Dall’Ara 8;

– ricorrente –

contro

O.B.;

– intimata –

avverso la sentenza n. 1645/2017 della Corte d’appello di Venezia,

depositata il 24/08/2018;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

10/10/2019 dal Consigliere Annamaria Casadonte.

Fatto

RILEVATO

che:

– F.G. chiede la cassazione della sentenza d’appello che ha rigettato il gravame che aveva proposto avverso la sentenza di primo grado con la quale era stata parzialmente accolta l’opposizione al decreto ingiuntivo ottenuto nei confronti di O.B. per il saldo di Euro 2670,00, per la fornitura di due cancelli, di cui uno automatico, e di pezzi di ringhiera; a fronte dell’ingiunzione l’ O. aveva eccepito la presenza di vizi tempestivamente denunciati ed il giudice di primo grado aveva ridotto l’importo ancora dovuto ad Euro 1370,00;

– la cassazione è chiesta sulla base di quattro motivi illustrarti da memoria ex art. 380 bis c.p.c.;

– l’intimata O. non ha svolto attività difensiva.

Diritto

CONSIDERATO

che:

– il primo motivo denuncia l’omesso esame del fatto decisivo costituito dall’inattendibilità dei testi addotti dall’opponente (i genitori);

– la doglianza è inammissibile perchè non si confronta con la ratio decidendi espressa nella sentenza laddove esamina specificamente la questione sollevata come secondo motivo di gravame, richiamando in nota il consolidato orientamento giurisprudenziale cui la corte territoriale si richiama (Cass. 25358/”018; 1109/2006; 4202/3011);

– il secondo motivo, con cui si censura la violazione degli artt. 1667 e 2697 c.c., in relazione alla valutazione della sussistenza dei presupposti per il riconoscimento della garanzia per vizi e tempestività della denunzia, è pure inammissibile perchè riguardante le valutazioni di fatto del giudice di merito (Cass.26769/2018; n. 4699 del 2018 Rv. 647432 – 01, n. 11176 del 2017 Rv. 644208 – 01, n. 13395 del 2018 Rv. 649038 – 01);

– il terzo motivo, con cui si denuncia la violazione dell’art. 112 c.p.c., per avere la corte territoriale accolto la domanda di rimborso per somme non dovute in relazione a vizi riscontrati in forniture oggetto di diversa fattura rispetto a quella monitoriamente azionata ma nell’ambito del medesimo contratto di appalto di cui si lamenta la presenza di vizi, è inammissibile ai sensi dell’art. 360 bis c.p.c., perchè non si confronta con la ratio decidendi che ha ritenuto, sulla scorta delle allegazioni dell’opponente, ammissibile l’estensione dell’indagine all’intero rapporto di fornitura intercorso fra le parti ed oggetto della denuncia di vizi;

– la conclusione della corte territoriale è sostenuta dal richiamo ad un ben individuato orientamento giurisprudenziale (Cass. 26945/2008; 474/1975; 7688/2004) ed il ricorrente non fornisce elementi per una rivisitazione critica dello stesso, limitandosi a sostenerne la non concludenza al caso di specie così incorrendo oltre che nell’inammissibilità della censura ex art. 360 bis, (cfr. Cass. 7155/2017);

– il quarto motivo, con cui si censura la violazione dell’art. 115 c.p.c., per avere la corte territoriale erroneamente addebitato al ricorrente i vizi dipendenti dalla posa del cancelletto pedonale, è inammissibile perchè non si indica quale principio di diritto sarebbe stato violato dal giudice nella formazione del suo convincimento, risolvendosi piuttosto nella contestazione delle valutazioni di merito dello stesso, incensurabili nella forma proposta;

– il ricorso va quindi dichiarato inammissibile;

– nulla va disposto sulle spese atteso il mancato svolgimento di attività difensiva da parte dell’intimata;

– ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, dà atto della sussistenza dei presupposti processuali per il versamento, da parte del ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello previsto per il ricorso, a norma del ct. art. 13, comma 1-bis, se dovuto.

PQM

La Corte dichiara inammissibile il ricorso. Nulla spese.

Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, dà atto della sussistenza dei presupposti processuali per il versamento, da parte del ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello previsto per il ricorso, a norma del cit. art. 13, comma 1-bis, se dovuto.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della Sesta sezione civile, il 10 ottobre 2019.

Depositato in Cancelleria il 18 giugno 2020

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