Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 11745 del 05/05/2021

Cassazione civile sez. VI, 05/05/2021, (ud. 12/01/2021, dep. 05/05/2021), n.11745

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 1

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. DI MARZIO Mauro – Presidente –

Dott. MARULLI Marco – Consigliere –

Dott. IOFRIDA Giulia – Consigliere –

Dott. VELLA Paola – Consigliere –

Dott. FALABELLA Massimo – Rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso iscritto al n. 19514-2020 proposto da:

C.M., elettivamente domiciliata in ROMA, VIALE GIULIO CESARE,

62, presso lo studio dell’avvocato LAURA GRAZIOLI, rappresentata e

difesa dall’avvocato GIOVANNI MAGI;

– ricorrente –

contro

CO.EP.;

– intimato –

per regolamento di competenza avverso l’ordinanza n. R.G. 33/2020 del

TRIBUNALE di RIETI, depositata il 16/06/2020;

udita la relazione della causa svolta nella camera di Consiglio non

partecipata del 12/01/2021 dal Consigliere Relatore Dott. FALABELLA

MASSIMO;

lette le conclusioni scritte del PUBBLICO MINISTERO in persona del

SOSTITUTO PROCURATORE GENERALE DOTT. ZENO I. che chiede affermarsi

la competenza del Tribunale ordinario di Rieti solo in relazione

alla domanda di mantenimento della minore avanzata ex art. 337 ter

c.c..

 

Fatto

FATTI DI CAUSA

1. – Con ricorso depositato il 9 gennaio 2020 C.M. adiva il Tribunale di Rieti deducendo di aver avuto una relazione sentimentale con Co.Ep. da cui era nata una figlia, Cl., riconosciuta dal compagno; chiedeva che la figlia fosse affidata a lei in via esclusiva e collocata presso la propria abitazione, che venissero stabilite modalità protette per le visite del padre, che fosse disposto che questi versasse un contributo mensile di Euro 500,00 mensili per il mantenimento della figlia e che partecipasse, in ragione del 50%, alle spese mediche, scolastiche, sportive e ricreative sostenute per la medesima.

Il convenuto si costituiva ed eccepiva, in via preliminare, l’incompetenza del giudice adito, assumendo che il giudizio doveva essere deciso dal Tribunale per i minorenni di Roma, a norma dell’art. 38 disp. att. c.c..

Il Tribunale di Rieti dichiarava la propria incompetenza in favore del nominato Tribunale per i minorenni. Osservava: che l’attrazione di competenza in capo al giudice ordinario innanzi al quale pende il conflitto coniugale e familiare opera soltanto quando il giudizio relativo al conflitto sia stato proposto prima dell’azione rivolta in via principale all’ablazione o alla limitazione della responsabilità genitoriale; che nella fattispecie avanti al Tribunale per i minorenni di Roma era stato instaurato, nel 2018, un procedimento nel quale era stato già adottato un provvedimento incidente sulla responsabilità genitoriale; che pertanto non poteva operare la vis attrattiva del giudice ordinario; che non era possibile stralciare la questione relativa al mantenimento della minore e ritenere competente il Tribunale per i minorenni solo per la responsabilità genitoriale, in quanto ciò avrebbe comportato una inopportuna scissione tra la questione economica e quella vertente sulle responsabilità dei genitori.

2. – C.M. ha impugnato il provvedimento con istanza di regolamento di competenza. Il pubblico ministero ha depositato memoria con cui ha chiesto affermarsi la competenza del Tribunale di Rieti in relazione alla domanda di mantenimento della minore.

Diritto

RAGIONI DELLA DECISIONE

1. – Deduce la ricorrente che l’art. 38 disp. att. c.c., comma 2, attribuisce al tribunale ordinario la competenza per tutti i casi per i quali non è stabilita espressamente la competenza di altro giudice: è lamentato che il Tribunale di Rieti abbia omesso di fare applicazione di tale disposizione, la quale era stata invece tenuta in conto dall’istante allorquando aveva proposto le domande giudiziali in materia di mantenimento e di affidamento della minore Cl.. Viene sottolineato che la competenza del tribunale di minori è limitata ai giudizi sulla responsabilità, i quali non si identificano con quelli aventi ad oggetto il mantenimento economico e l’affidamento del minore ad uno o a entrambi i genitori.

2. – L’istanza di regolamento è fondata.

L’art. 38 disp. att. c.c., comma 1, dopo avere stabilito che sono di competenza del tribunale per i minorenni i provvedimenti contemplati dagli artt. 84,90,330,332,333,334,335 c.c. e dall’art. 371 c.c., u.c., stabilisce che per i procedimenti di cui all’art. 333 c.c., resta esclusa la competenza del tribunale per i minorenni nell’ipotesi in cui sia in corso, tra le stesse parti, giudizio di separazione o divorzio o giudizio ai sensi dell’art. 316 c.c.; in tale ipotesi, infatti, per tutta la durata del processo la competenza, anche per i provvedimenti contemplati dalle disposizioni richiamate, spetta al giudice ordinario. Soggiunge l’art. 38 cit., comma 2, che “(S)ono emessi dal tribunale ordinario i provvedimenti relativi ai minori per i quali non è espressamente stabilita la competenza di una diversa autorità giudiziaria”. Come questa Corte ha già avuto modo di precisare, la norma limita la vis attractiva del tribunale ordinario, per i detti provvedimenti (quelli di cui all’art. 38, comma 1), all’ipotesi in cui il procedimento dinanzi a questo sia stato instaurato per primo e si svolga tra le stesse parti dell’altro, in tal modo implicitamente escludendo l’ipotesi in cui il procedimento dinanzi al tribunale per i minorenni sia stato instaurato anteriormente (Cass. 23 gennaio 2019, n. 1866). Esula, pertanto, dalla disciplina della richiamata norma l’ipotesi in cui il giudizio incardinato avanti al tribunale ordinario, e vertente sul mantenimento e sull’affidamento dei figli, sia stata introdotto successivamente a quello con cui il tribunale dei minori è stato richiesto dell’adozione di uno dei provvedimenti di cui agli artt. 330 c.c. e ss.. In tal senso si è precisato che il procedimento di cui all’art. 337 ter c.c. è devoluto alla competenza del tribunale ordinario del luogo di residenza abituale del minore, non potendo subire la vis attractiva del tribunale per i minorenni, al quale l’art. 38 disp. att. c.c. attribuisce competenze tassativamente individuate, tra le quali non figura il predetto procedimento (Cass. 22 novembre 2016, n. 23768) e analoga affermazione è stata resa con riguardo al procedimento di cui all’art. 337 quater c.c. (Cass. 31 marzo 2016, n. 6249).

Rimane estraneo alla questione della competenza, su cui la Corte è stata chiamata a pronunciarsi, il tema della concreta possibilità, da parte del Tribunale, avanti al quale va riassunta la causa, di emettere, oltre a quelli finalizzati al mantenimento della minore, anche i provvedimenti che concernano l’affidamento della stessa: ciò che il pubblico ministero ha escluso in ragione dell’adottato provvedimento di sospensione della responsabilità genitoriale. Tale statuizione non spiega, come è evidente, i suoi effetti sul piano della competenza, incidendo, semmai, sulle diverse misure che possano ad oggi concretamente adottarsi in ragione del mutato quadro della regolamentazione dei diritti connaturati alla potestà genitoriale.

3. – Va in conclusione dichiarata la competenza del Tribunale di Rieti.

La decisione sulle spese del giudizio di legittimità è rimessa al giudice del merito.

P.Q.M.

La Corte dichiara la competenza del Tribunale di Rieti, assegnando il termine di legge per la riassunzione.

Così deciso in Roma, nella camera di Consiglio della 6^ Sezione Civile, il 12 gennaio 2020.

Depositato in Cancelleria il 5 maggio 2021

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