Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 11723 del 11/05/2017


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Cassazione civile, sez. VI, 11/05/2017, (ud. 08/02/2017, dep.11/05/2017),  n. 11723

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE L

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. CURZIO Pietro – Presidente –

Dott. ARIENZO Rosa – Consigliere –

Dott. FERNANDES Giulio – rel. Consigliere –

Dott. GHINOY Paola – Consigliere –

Dott. MANCINO Rossana – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 10585/2016 proposto da:

S MART’S SOCIETA’ SERVIZI MARTINA SRL, in persona dell’amministratore

unico e legale rappresentante, elettivamente domiciliata in ROMA,

PIAZZA BENEDETTO CAIROLI 2, presso lo STUDIO LEGALE ASSOCIATO

CASTELLANA ORAZIO C E C & PARTNERS, rappresentata e difesa

dall’avvocato GIORGIA CALELLA;

– ricorrente –

contro

I.N.P.S. – ISTITUTO NAZIONALE DELLA PREVIDENZA SOCIALE, C.F.

(OMISSIS), in persona del legale rappresentante pro tempore,

elettivamente domiciliato in ROMA, VIA CESARE BECCARIA 29, presso la

sede dell’AVVOCATURA dell’Istituto medesimo, rappresentato e difeso

unitamente e disgiuntamente dagli avvocati ANTONINO SGROI e VITO

DINOIA;

– controricorrente –

per regolamento di competenza avverso l’ordinanza del TRIBUNALE di

TARANTO, depositata il 20/03/2016;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio non

partecipata dell’08/02/2017 dal Consigliere Dott. GIULIO FERNANDES;

lette le conclusioni scritte del P.G. in persona del Sostituto

Procuratore Generale Paola Mastroberardino che chiede che la Corte

di Cassazione accolga il ricorso, dichiarando la competenza del

Giudice del Lavoro di Taranto.

Fatto

RILEVATO

che, con ordinanza del 20 marzo 2015, il Tribunale di Taranto, in funzione di giudice del lavoro, declinava la propria competenza funzionale in favore del Tribunale di Udine nel giudizio promosso dalla S. Mart’s Società Servizi Martina s.r.l. (d’ora in avanti S. Mart’s s.r.l.) nei confronti dell’I.N.P.S. per l’accertamento negativo dell’obbligo contributivo avendo ritenuto il Tribunale che, ai sensi dell’art. 444 c.p.c., comma 3, la competenza dovesse essere individuata con riguardo al luogo in cui ha sede l’ufficio dell’ente, nella specie, avendo al S. Mart’s s.r.l. sede legale a Udine, la competenza era del Tribunale di Udine;

che avverso tale provvedimento la predetta società propone ricorso per regolamento di competenza cui resiste con controricorso l’I.N.P.S.;

che il Procuratore Generale ha concluso per l’accoglimento del ricorso.

Diritto

CONSIDERATO

che il Collegio ritiene di condividere le conclusioni del Procuratore Generale;

che nella fattispecie in esame la domanda di accertamento negativo proposta dalla società riguardava il verbale di accertamento redatto congiuntamente dagli ispettori della Direzione Provinciale del Lavoro di Udine e dell’INPS sempre di Udine;

che, a norma dell’art. 444 c.p.c., comma 3, la competenza territoriale nelle controversie aventi ad oggetto il rapporto contributivo previdenziale va identificato in base al luogo in cui è situato l’ufficio dell’ente, dotato di rappresentanza esterna, che gestisce il rapporto in questione, cioè l’ufficio legittimato a ricevere i contributi, a pretenderne il pagamento e a restituirne l’eventuale eccedenza, in considerazione della sede dell’impresa o di una sua dipendenza – cfr. Cass. n. 1245/1998; Cass. n. 3303/2002; Cass. n. 8171/2006 – tuttavia, deve considerarsi che la società ricorrente aveva chiesto ed ottenuto l’accentramento degli adempimenti contributivi presso la sede INPS di Taranto – avendo la sede legale in (OMISSIS) – (si veda la documentazione relativa all’autorizzazione all’accentramento contributivo richiamata in ricorso e depositata in atti) ed aveva un’unica matricola aziendale identificativa (n. 7804505577);

che deve qui trovare applicazione il principio, già ripetutamente affermato da questa Corte (cfr. Cass. nn. 26076/2016, 11331/2014, 1281/2011, 8171/2006, 3303/2002, 3366/2001, 7108/2000; n. 6843/1996), secondo cui, in caso di tale accentramento, competente per territorio a conoscere della controversia previdenziale è il giudice del luogo in cui ha sede l’ufficio dell’ente dove è attuato, su domanda del datore di lavoro che abbia più dipendenze, l’accentramento delle relative posizioni previdenziali;

che, la stessa Corte costituzionale, nella sentenza n. 477 del 19 dicembre 1991, con la quale è stata dichiarata non fondata la questione di legittimità costituzionale dell’art. 444 c.p.c., comma 3, in riferimento agli artt. 3, 24 e 25 Cost., ha recepito l’interpretazione data alla disposizione di legge dalla giurisprudenza di legittimità e ha osservato che per “ufficio dell’ente (in relazione al quale si individua il giudice territorialmente competente ai sensi della citata norma codicistica) deve intendersi quello che, in quanto investito di potere di gestione esterna, è in generale legittimato, per legge o per statuto, a ricevere i contributi e conseguentemente a pretenderne giudizialmente il pagamento o a restituirne l’eccedenza”, aggiungendo, in linea con la sopra indicata elaborazione giurisprudenziale, che la sua individuazione deve essere in concreto correlata con la sede o con la dipendenza dell’impresa titolare dei rapporti assicurativi – luogo codesto, nel quale, come si è detto, normalmente si svolgono i rapporti in questione – essendo ininfluenti eventuali provvedimenti attributivi di tali rapporti ad uffici aventi competenza territoriale su ambiti non ricomprendenti la sede dell’impresa, giacchè il criterio di determinazione della competenza territoriale, raccordandosi con la sede dell’impresa o di una sua dipendenza, è ispirato all’interesse generale di avvicinare tendenzialmente il processo “al luogo dov’è la documentazione rilevante” (conformemente alla stessa ratio dell’art. 444 c.p.c., comma 3, che è quella di favorire la difesa in giudizio dell’Ente previdenziale);

che anche per la Corte costituzionale, per conseguenza, nell’interpretazione dell’art. 444 c.p.c., comma 3, all’ufficio dell’ente deve darsi rilevanza solo in quanto lo stesso abbia rappresentanza esterna, mentre il collegamento deve essere effettuato con il luogo in cui, previa la necessaria determinazione, vengono versati i contributi e vengono gestiti tutti gli altri rapporti relativi alla materia previdenziale o assistenziale e che corrisponde con quello in cui ha sede l’impresa datrice di lavoro o una sua dipendenza; che, pertanto, il ricorso proposto dalla S. Mart’s s.r.l. è fondato (peraltro, l’INPS, nel controricorso, evidenzia come la incompetenza del Tribunale di Taranto fosse stata rilevata d’ufficio dal giudice) dovendosi dichiarare che la competenza a decidere la presente controversa spetta al Tribunale di Taranto;

che la regolamentazione delle spese nei confronti è rimessa al definitivo.

PQM

La Corte accoglie il ricorso e determina la competenza del Tribunale di Taranto in funzione di giudice del lavoro; spese al definitivo.

Così deciso in Roma, il 8 febbraio 2017.

Depositato in Cancelleria il 11 maggio 2017

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