Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 11710 del 13/05/2010

Cassazione civile sez. I, 13/05/2010, (ud. 13/04/2010, dep. 13/05/2010), n.11710

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE PRIMA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. VITRONE Ugo – Presidente –

Dott. FIORETTI Francesco Maria – Consigliere –

Dott. FELICETTI Francesco – rel. Consigliere –

Dott. FORTE Fabrizio – Consigliere –

Dott. DI PALMA Salvatore – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

sentenza

sul ricorso 9674/2008 proposto da:

C.F. (c.f. (OMISSIS)), elettivamente

domiciliata in ROMA, VIA G. DONIZETTI 20, presso l’avvocato MANDORLO

ANNA, rappresentata e difesa dagli avvocati CENTOLA Angelo, CENTOLA

ROBERTO, giusta procura a margine del ricorso;

– ricorrente –

contro

MINISTERO DELLA GIUSTIZIA;

– intimato –

avverso il decreto della CORTE D’APPELLO di ROMA, depositato il

28/02/2007;

udita la relazione della causa svolta nella Pubblica udienza del

13/04/2010 dal Consigliere Dott. FRANCESCO FELICETTI;

udito il P.M., in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott.

PATRONE Ignazio, che ha concluso per l’inammissibilità del ricorso.

 

Fatto

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

1. C.F., con citazione del 27 marzo 1995 instaurò un giudizio dinanzi al tribunale di Napoli nei confronti di S. L., conclusosi con sentenza depositata il 16 settembre 2003 e passata in giudicato. Successivamente adì la Corte d’appello di Roma citando il Ministero della Giustizia al fine di ottenere l’indennizzo previsto dalla L. n. 89 del 2001. La Corte d’appello, con decreto depositato il 28 febbraio 2007, dichiarò inammissibile il ricorso perchè proposto dopo la scadenza del termine di cui alla L. n. 89 del 2001, art. 4. L’attrice ha proposto ricorso a questa Corte con atto notificato al Ministero della Giustizia formulando un unico motivo. La parte intimata non ha depositato difese.

Diritto

MOTIVI DELLA DECISIONE

1. Con il ricorso si denuncia la violazione dell’art. 6 della CEDU, della L. n. 89 del 2001, artt. 2 e 4, nonchè dell’art. 2059 cod. civ.. Si deduce al riguardo che la Corte d’appello di Roma ha errato nel dichiarare inammissibile, con il provvedimento impugnato, il ricorso depositato in data 25 febbraio 2005, erroneamente ritenendo che il provvedimento conclusivo del giudizio di cui si lamentava l’eccessiva durata fosse diventato definitivo in data 15 maggio 2004.

Infatti la L. n. 89 del 2001, art. 4, prevede la decadenza del diritto a chiedere l’indennizzo in questione decorsi sei mesi “dal momento in cui la decisione con cui si conclude il procedimento è divenuta definitiva”. Ma nel caso di specie la decisione era stata depositata il 16 settembre 2003 e quindi al momento del deposito del ricorso alla Corte d’appello non erano ancora passati l’anno e quarantasei giorni necessari per il suo passaggio in giudicato.

Il ricorso è inammissibile, risultando notificato a mezzo del servizio postale e non risultando depositata in atti la ricevuta di ritorno comprovante l’avvenuta notifica (Cass. sez. un. 14 gennaio 2008, n. 627). Nulla va statuito sulle spese non avendo l’intimato depositato difese.

P.Q.M.

LA CORTE DI CASSAZIONE Dichiara inammissibile il ricorso.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della Sezione Prima Civile, il 13 aprile 2010.

Depositato in Cancelleria il 13 maggio 2010

 

 

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA