Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 11698 del 13/05/2010

Cassazione civile sez. I, 13/05/2010, (ud. 09/02/2010, dep. 13/05/2010), n.11698

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE PRIMA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. ADAMO Mario – Presidente –

Dott. PICCININNI Carlo – Consigliere –

Dott. MACIOCE Luigi – Consigliere –

Dott. BERNABAI Renato – Consigliere –

Dott. RAGONESI Vittorio – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

sentenza

sul ricorso proposto da:

M.F. (c.f. (OMISSIS)), elettivamente

domiciliato in ROMA, LUNGOTEVERE PIETRA PAPA 185, presso l’avvocato

DONATI SIMONA, rappresentato e difeso dall’avvocato MOCELLA MARCO,

giusta procura in calce al ricorso;

– ricorrente –

contro

MINISTERO DELLA GIUSTIZIA;

– intimato –

avverso la sentenza della CORTE D’APPELLO di ROMA, depositata il

21/06/2007;

udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del

09/02/2010 dal Consigliere Dott. RAGONESI Vittorio;

udito il P.M., in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott.

CARESTIA Antonietta, che ha concluso per l’accoglimento del ricorso.

 

Fatto

IN FATTO ED IN DIRITTO

M.F. ha proposto ricorso per Cassazione sulla base di tre motivi avverso il provvedimento emesso dalla Corte d’appello di Roma e depositato il 21 giugno 07 con cui veniva rigettata la domanda di equo indennizzo ex L. n. 89 del 2001 proposta per l’eccessivo protrarsi di un processo svoltosi in primo grado innanzi al giudice del lavoro di Napoli.

Il Ministero della Giustizia non ha resistito con controricorso.

La Corte d’appello ha ritenuto che il ricorrente non avesse provato il fondamento della propria domanda in relazione alla sussistenza della eccessiva durata del processo avendo depositato, su richiesta della stessa Corte, un verbale di conciliazione giudiziale afferente ad un diverso giudizio.

Con il primo motivo di ricorso si lamenta l’erroneita’ della decisione gravando sul ricorrente il solo onere di dedurre la data di inizio e fine del processo senza un obbligo specifico di documentazione in proposito.

Con il secondo motivo si duole del mancato esame della domanda in relazione all’accertamento del termine di durata ragionevole del processo e del suo superamento.

Con il terzo motivo si duole del mancato rispetto degli standards stabiliti dalla CEDU in relazione alla durata ed alla liquidazione del danno non patrimoniale.

Il primo motivo e’ fondato.

Questa Corte ha infatti gia’ avuto occasione di chiarire che, ove la parte si sia avvalsa della facolta’ – prevista dalla L. 24 marzo 2001, n. 89, art. 3, comma 5, – di richiedere alla corte d’appello di disporre l’acquisizione degli atti del processo presupposto, il giudice non puo’ addebitare alla mancata produzione documentale, da parte dell’istante, di quegli atti la causa del mancato accertamento della addotta violazione della ragionevole durata del processo.

Difatti la parte ha un onere di allegazione e di dimostrazione, che pero’ riguarda la sua posizione nel processo, la data iniziale di questo, la data della sua definizione e gli eventuali gradi in cui si e’ articolato, mentre (in coerenza con il modello procedimentale, di cui agli artt. 737 e ss. c.p.c., prescelto dal legislatore) spetta al giudice – sulla base dei dati suddetti, di quelli eventualmente addotti dalla parte resistente e di quelli acquisiti dagli atti del processo presupposto – verificare in concreto e con riguardo alla singola fattispecie se vi sia stata violazione del termine ragionevole di durata. (Cass. 21093/05).

Era pertanto onere della Corte d’appello verificare d’ufficio la correttezza dei dati relative alla durata del processo dedotti dalla parte, non potendo addebitare ad essa la mancata produzione probatoria in proposito.

Il motivo va pertanto accolto restando assorbiti gli altri, il decreto va conseguentemente cassato con rinvio anche per le spese alla Corte d’appello di Roma in diversa composizione.

PQM

Accoglie il primo motivo del ricorso, assorbiti gli altri, cassa il decreto impugnato e rinvia anche per le spese alla Corte d’appello di Roma in diversa composizione.

Così deciso in Roma, il 9 febbraio 2010.

Depositato in Cancelleria il 13 maggio 2010

 

 

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA