Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 11693 del 05/05/2021

Cassazione civile sez. trib., 05/05/2021, (ud. 11/11/2020, dep. 05/05/2021), n.11693

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. BISOGNI Giacinto – Presidente –

Dott. CATALLOZZI Paolo – rel. Consigliere –

Dott. SUCCIO Roberto – Consigliere –

Dott. GORI Pierpaolo – Consigliere –

Dott. ANTEZZA Fabio – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso iscritto al n. 25214/2016 R.G. proposto da:

Agenzia delle Entrate, in persona del Direttore pro tempore,

rappresentata e difesa dall’Avvocatura Generale dello Stato, presso

la quale è domiciliati in Roma, via dei Portoghesi, 12;

– ricorrente, intimato in via incidentale –

contro

Sharp Electronics (Italia) s.p.a., in persona del legale

rappresentante pro tempore, rappresentata e difesa dagli avv.

Gaetano Ragucci e Adriana La Rocca, con domicilio eletto presso lo

studio dell’avv. Rita Gradara, sito in Roma, largo Somalia, 67;

– controricorrente, ricorrente in via incidentale –

avverso la sentenza della Commissione tributaria regionale della

Lombardia, n. 1890/2016, depositata il 4 aprile 2016.

Udita la relazione svolta nella camera di consiglio dell’11 novembre

2020 dal Consigliere Paolo Catallozzi.

 

Fatto

RILEVATO

che:

– l’Agenzia delle Entrate propone ricorso per cassazione avverso la sentenza della Commissione tributaria regionale della Lombardia, depositata il 4 aprile 2016, di reiezione dell’appello dalla medesima proposto avverso la sentenza di primo grado che aveva annullato l’avviso di accertamento emesso nei confronti della Sharp Electronics (Italia) s.p.a., per il recupero della maggiore i.v.a. richiesta in relazione ad un’operazione di cessione di moduli fotovoltaici;

– il giudice di appello, confermando, sul punto, la decisione della Commissione provinciale, ha ritenuto che sussistessero i presupposti per l’applicazione dell’aliquota i.v.a. agevolata al 10% escludendo che fosse necessaria l’esibizione di una dichiarazione dei cessionari attestante l’utilizzo dei moduli per la realizzazione dell’impianto fotovoltaico, atteso che tali moduli non possono essere impiegati per usi diversi;

– il ricorso è affidato ad un unico motivo;

– resiste con controricorso la Sharp Electronics (Italia) s.r.l., la quale propone ricorso incidentale condizionato;

– il pubblico ministero conclude chiedendo l’accoglimento del ricorso Principale.

Diritto

CONSIDERATO

che:

– va, innanzitutto, disattesa l’istanza, avanzata dal difensore della contribuente, di rimessione del ricorso al Primo Presidente per l’eventuale sua assegnazione alle Sezioni Unite, non palesandosi alcuna questione di massima di particolare importanza, ai sensi dell’art. 374 c.p.c., o di particolare rilievo nomofilattico, e di trattazione del ricorso in pubblica udienza, non ravvisandosi una particolare rilevanza della questione di diritto oggetto dell’impugnazione;

– con l’unico motivo cui è affidato il ricorso principale l’Agenzia denuncia la violazione o falsa applicazione del D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, art. 16, comma 2, e tale decreto, allegata tabella A, parte terza, n. 127-quinquies, per aver la sentenza impugnata ritenuto che le operazioni di cessione di moduli fotovoltaici godessero dell’aliquota dell’i.v.a. agevolata al 10% riservata agli impianti di produzione di energia elettrica da fonte solare fotovoltaica ovvero ai beni forniti per la costruzione di tali impianti;

– il motivo è inammissibile, in quanto non coglie la ratio decidendi;

– infatti, la sentenza di appello è fondata non già sull’applicazione della richiamata fattispecie agevolativa di cui alla tabella A, n. 127-quinquies, ma sull’applicazione della diversa fattispecie di cui al successivo n. 127-sexies;

– come noto, la prima fattispecie menziona, tra le operazioni soggette all’aliquota i.v.a. ridotta al dieci per cento, quelle relative agli “impianti di produzione e reti di distribuzione calore-energia e di energia elettrica da fonte solare-fotovoltaica ed eolica”;

– il successivo numero 127-sexies ammette, invece, all’aliquota agevolata le operazioni relative a “beni, escluse materie prime e semi lavorate, forniti per la costruzione delle opere, degli impianti e degli edifici di cui al numero 127-quinquies”;

– l’interpretazione letterale e sistematica delle due disposizioni conduce a ritenere che la prima fattispecie trova applicazione a tutte le cessioni che hanno per oggetto impianti idonei a produrre calore energia, indipendentemente dalle caratteristiche intrinseche degli impianti stessi (cfr. Cass. 20 marzo 2019, n. 7788);

– la seconda fattispecie, invece, interessa le sole cessioni dei componenti finiti di impianti, a condizione che siano concretamente utilizzati per l’installazione o la costruzione dell’impianto (cfr., altresì, sul punto, Cass. 20 novembre 2019, n. 30138);

– pertanto, appare evidente che il motivo, formulato con riferimento all’insussistenza degli elementi della prima fattispecie, non è pertinente rispetto alle ragioni poste a fondamento della decisione censurata;

– il ricorso, dunque, non può essere accolto e, conseguentemente, il ricorso incidentale condizionato va dichiarato assorbito;

– in considerazione dell’assenza di un consolidato orientamento della giurisprudenza di legittimità sulla questione oggetto dell’atto impositivo, appare opportuno disporre l’integrale compensazione tra le parti delle spese del giudizio di legittimità.

P.Q.M.

la Corte rigetta il ricorso principale e dichiara assorbito il ricorso incidentale condizionato; compensa integralmente tra le parti le spese del giudizio di legittimità.

Così deciso in Roma, nell’adunanza camerale, il 11 novembre 2020.

Depositato in Cancelleria il 5 maggio 2021

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