Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 11672 del 11/05/2017


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Cassazione civile, sez. trib., 11/05/2017, (ud. 12/04/2017, dep.11/05/2017),  n. 11672

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. CHINDEMI Domenico – Presidente –

Dott. BOTTA Raffaele – rel. Consigliere –

Dott. DE MASI Oronzo – Consigliere –

Dott. ZOSO Liana Maria Teresa – Consigliere –

Dott. STALLA Giacomo Maria – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

SENTENZA

sul ricorso iscritto al n. 3607/2011 proposto da:

N.P., elettivamente domiciliato in Roma, presso la

Cancelleria della Corte di cassazione, rappresentato e difeso dagli

avv.ti Paolo Sperlongano e Sergio Russo, con studio in Napoli,

Centro Direzionale Isola E/4 – Palazzo Fadim, giusta delega a

margine del ricorso;

– ricorrente –

contro

Agenzia delle Entrate, in persona del Direttore pro tempore,

elettivamente domiciliata in Roma, via dei Portoghesi 12, presso

l’Avvocatura Generale dello Stato, che la rappresenta e difende per

legge;

– intimata –

costituita avverso la sentenza della Commissione Tributaria Regione

della Campania (Napoli), Sez. 44, n. 291/44/10 del 4 novembre 2010,

depositata il 9 novembre 2010, non notificata;

Udita la relazione svolta nella pubblica udienza del 12 aprile 2017

dal Consigliere Raffaele Botta;

udito il Pubblico Ministero, in persona del Sostituto Procuratore

generale Giacalone Giovanni, che ha concluso chiedendo dichiararsi

la cessazione della materia del contendere;

udito l’avv. Riccardo Montagnoli per l’Avvocatura dello Stato.

Fatto

FATTI DI CAUSA

La controversia concerne l’impugnazione dell’avviso di liquidazione n. (OMISSIS) con il quale l’amministrazione imputava al contribuente la mancata registrazione del (supposto) contratto (verbale) di cessione della licenza per l’esercizio taxi che il contribuente medesimo avrebbe trasferito al sig. A.G., procedendo alla registrazione d’ufficio ai sensi del D.P.R. n. 131 del 1986, art. 15.

La Commissione adita rigettava il ricorso. La decisione era confermata in appello, con la sentenza in epigrafe, avverso la quale il contribuente propone ricorso per cassazione con due motivi.

L’amministrazione non ha notificato un controricorso ma ha depositato solo un atto di costituzione ai fini della partecipazione all’udienza di discussione.

Diritto

RAGIONI DELLA DECISIONE

1. La parte ricorrente sostiene che, nelle more del giudizio innanzi a questa Corte, il coobbligato solidale A.G., nato a (OMISSIS), ha presentato domanda di definizione della lite fiscale ai sensi e per gli effetti del D.L. n. 39 del 2011, art. 39 e della L. n. 289 del 2002, art. 16 nella prima norma richiamato.

2. Ritenendo, anche sulla base della giurisprudenza di questa Corte, che il condono ottenuto dal coobbligato solidale dovesse determinare l’estinzione del presente giudizio, il contribuente a mezzo dei propri difensori sollecitava l’Agenzia delle Entrate, Direzione Provinciale (OMISSIS) di Napoli, Ufficio Territoriale di Napoli (OMISSIS), piazza Duca degli Abruzzi 31 – 80142 Napoli, a presentare una istanza di estinzione del giudizio per l’avvenuto condono del coobbligato in solido.

3. Quindi, con memoria ex art. 378 c.p.c., producendo in allegato la missiva inviata all’Agenzia delle entrate, già ricordata, chiedeva che, stante il silenzio conservato dall’amministrazione, la Corte ordinasse all’Agenzia delle entrate – Direzione Provinciale (OMISSIS) di Napoli, Ufficio Territoriale di Napoli (OMISSIS) di produrre in giudizio la documentazione relativa alla domanda di condono presentata dal coobbligato solidale A.G., nato a (OMISSIS), con relativa attestazione di regolarità.

4. All’udienza del 21 maggio 2015, la Corte, ritenuta la necessità della predetta documentazione che potrebbe determinare l’estinzione del presente giudizio, su conforme parere del P.G., ha disposto che fosse richiesto all’Agenzia delle entrate – Direzione Provinciale (OMISSIS) di Napoli, Ufficio Territoriale di Napoli (OMISSIS) – di produrre l’attestazione dell’avvenuto condono su domanda da parte dal coobbligato solidale A.G..

5. Analoga richiesta è stata poi reiterata all’udienza del 14 gennaio 2016, in assenza di ottemperanza da parte dell’Agenzia delle entrate al precedente provvedimento.

6. A seguito della nuova ordinanza l’Agenzia delle entrate in data 15 dicembre 2016 ha depositato dichiarazione con la quale si attesta che la vertenza è stata definita a seguito di presentazione da parte del coobbligato A.G. di domanda di definizione della lite fiscale ai sensi e per gli effetti del D.L. n. 39 del 2011, art. 39 e della L. n. 289 del 2002, art. 16 risultata regolare.

7. Deve pertanto ritenersi cessata la materia del contendere e appare giustificata la compensazione delle spese per le ragioni di definizione della controversia.

PQM

Dichiara cessata la materia del contendere. Compensa le spese.

Così deciso in Roma, il 12 aprile 2017.

Depositato in Cancelleria il 11 maggio 2017

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