Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 11665 del 11/05/2017


Clicca qui per richiedere la rimozione dei dati personali dalla sentenza

Cassazione civile, sez. trib., 11/05/2017, (ud. 10/03/2017, dep.11/05/2017),  n. 11665

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. DI IASI Camilla – Presidente –

Dott. DE MASI Oronzo – rel. Consigliere –

Dott. ZOSO Liana Maria Teresa – Consigliere –

Dott. STALLA Giacomo Maria – Consigliere –

Dott. CARBONE Enrico – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

SENTENZA

sul ricorso 2708/2012 proposto da:

PVB GROUP SPA, MG & PARTNERS SPA, SEA SPA, in persona dei legali

rappresentanti, R.L., R.B.,

R.M., A.M., A.S., A.D., elettivamente

domiciliati in ROMA VIA LAZIO 20-C, presso lo studio dell’avvocato

CLAUDIO COGGIATTI, che li rappresenta e difende unitamente

all’avvocato ENRICO GIAMMARCO giusta delega in calce;

– ricorrenti –

contro

AGENZIA DELLE ENTRATE, in persona del Direttore pro tempore,

elettivamente domiciliato in ROMA VIA DEI PORTOGHESI 12, presso

l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che lo rappresenta e difende;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 57/2010 della COMM. TRIBUTARIA 2^ GRADO di

TRENTO, depositata il 13/12/2010;

udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del

10/03/2017 dal Consigliere Dott. ORONZO DE MASI;

udito il P.M., in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott.

SORRENTINO Federico, che ha concluso per il rigetto del ricorso;

udito per i ricorrenti l’Avvocato COGGIATTI che ha chiesto

l’accoglimento;

udito per il controricorrente l’Avvocato DI MATTEO che ha chiesto il

rigetto.

Fatto

FATTI DI CAUSA

Con sentenza depositata in data 13/12/2010 la Commissione tributaria regionale del Trentino Alto Adige ha respinto l’appello col quale S.E.A. s.r.l. (oggi s.p.a.), FINENERGY s.p.a. (oggi PVB GROUP s.p.a.), MG & PARTNERS s.r.l. (oggi s.p.a.), nonchè G.A., A.M., D. e S., R.B., L. e M., avevano censurato la sentenza di primo grado, sostenendo la illegittimità dell’avviso di liquidazione delle imposte di registro, ipotecaria e catastale determinate dall’Agenzia delle Entrate secondo la regola ordinaria dell’imposizione in misura proporzionale, in base alla qualificazione, ai sensi del D.P.R. n. 131 del 1986, art. 20, come compravendita immobiliare, dell’operazione dai predetti posta in essere e distinta nel seguente modo: A.M. e S., nonchè R.B., L. e M., in data (OMISSIS), contraevano con la Cassa Rurale di Pergine, un mutuo ipotecario ed acquistavano un immobile; S.E.A. s.r.l., in data (OMISSIS), deliberava un aumento di capitale che veniva sottoscritto mediante il conferimento del predetto immobile, con accollo del relativo mutuo da parte della società conferitaria; i conferenti cedevano, in data (OMISSIS), le quote societarie ricevute in contropartita a MG & PARTNERS s.r.l., società controllata da FINENERGY s.p.a., cosicchè il capitale sociale di S.E.A. s.r.l., nel cui patrimonio era ricompreso l’immobile, risultava da ultimo ripartito tra queste due società (il 60% in capo FINENERGY s.p.a., il 40% in capo a MG & PARTNERS s.r.l.).

Il gravame dei contribuenti è stato respinto con la seguente motivazione: “i tre negozi giuridici, pur formalmente distinti tra loro, sono chiaramente collegati in quanto dalla loro lettura complessiva si ricava la volontà e l’effetto giuridico di un trasferimento immobiliare”; “l’immobile originariamente acquistato dai sig.ri R. e A., attraverso il percorso appositamente costruito finisce con l’essere trasferito alla MG & PARTNERS s.r.l., cui poteva (e, tributariamente, doveva) essere alienato sin dall’inizio”; “gli atti… sono stati compiuti all’evidente e unico scopo (non essendocene all’evidenza altro, neppure indicato alternativamente) di sottrarre al Fisco l’imposta di registro (nonchè quella catastale e ipotecaria) proporzionata al valore dell’immobile al momento del conferimento”; le passività del mutuo avevano “concorso alla determinazione della base imponibile, abbattendola sino ad Euro 15.000,00”; il termine accertativo decadenziale di tre anni decorre dall’ultimo atto della fattispecie negoziale, il quale ha posto “l’Ufficio tributario in grado di collegare unitariamente i tre negozi giuridici”.

I contribuenti hanno proposto ricorso per cassazione deducendo tre motivi, illustrati con memoria.

L’Agenzia delle Entrate resiste con controricorso.

Diritto

RAGIONI DELLA DECISIONE

Col primo motivo i ricorrenti deducono, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, nn. 3 e 5, violazione e falsa applicazione del D.P.R. n. 131 del 1986, art. 57, nonchè motivazione insufficiente, giacchè il Giudice di appello non ha considerato che l’avviso di liquidazione impugnato ha attinto illegittimamente FINENERGY s.p.a. ed MG & PARTNERS s.r.l., le quali non sono parti contraenti del negozio di trasferimento dell’immobile, conferito dai sig.ri A. e R. alla società S.E.A. e, in quanto socie di S.E.A. s.r.l., neppure tenute, in via solidale, al pagamento dell’obbligazione tributaria per il solo fatto di aver deliberato l’aumento di capitale della conferitaria.

Col secondo motivo deducono, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, nn. 3 e 5, violazione e falsa applicazione del D.P.R. n. 131 del 1986, art. 76, comma 2, nonchè motivazione incongrua, artificiosa e contraddittoria, giacchè il Giudice di appello, individuando nella cessione delle quote sociali il momento perfezionativo della operazione elusiva, non ha rilevato la intervenuta decadenza dell’Amministrazione finanziaria dal potere di liquidare la maggiore imposta, senza tuttavia considerare che l’avviso di liquidazione venne spedito per la notifica il 15/2/2008 ben oltre il previsto termine triennale, in quanto il verbale di assemblea della società S.E.A. del 3/11/2008 era stato registrato il 10/11/2004. Evidenziano, altresì, i ricorrenti l’erroneità dell’affermazione, contenuta nella sentenza impugnata, circa l’intervenuto trasferimento finale dell’immobile alla MG & PARTNERS s.r.l. posto che detto bene venne conferito alla società S.E.A. e che la MG & PARTNERS s.r.l., già socia al 57,62% della conferitaria, si limitò ad acquistare le quote dei conferenti, pari al 2,38% del capitale sociale, essendo detenuto da FINENERGY s.p.a. il residuo 40% del capitale sociale.

Col terzo motivo deducono, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, violazione e falsa applicazione del D.P.R. n. 131 del 1986, art. 76, comma 2, come richiamato dal D.Lgs. n. 347 del 1990, art. 17 e del D.Lgs. n. 347 del 1990, artt. 2 e 10, giacchè il Giudice di appello avrebbe dovuto in ogni caso rilevare la intervenuta decadenza triennale dell’Amministrazione finanziaria dal potere di liquidare le imposte ipotecaria e catastale, la cui base imponibile va determinata tenendo conto del valore dell’immobile conferito, senza deduzione di oneri e passività, posto che il relativo termine decorreva dalla data (10/11/2004) di registrazione del verbale dell’assemblea straordinaria della società S.E.A..

Il primo motivo di ricorso è infondato.

Con il gravame a suo tempo proposto da FINENERGY s.p.a. ed MG & PARTNERS s.r.l. si assumeva il difetto di legittimazione passiva, non rientrando le allora appellanti tra i soggetti che, a norma del D.P.R. n. 131 del 1986, art. 57, sono obbligati al pagamento del debito per imposta di registro.

Il Giudice di appello riconduceva, però, entrambe le società tra “le parti intervenute nella realizzazione di quello che appare a tutti gli effetti un unico negozio giuridico, a formazione progressiva, di trasferimento di proprietà immobiliare”.

La tesi che parte ricorrente ripropone in questa sede non può essere condivisa perchè trascura di considerare che una situazione di vantaggio, sia pure relativa, si possa estendere anche a persone la cui qualità non si identifica con quella dei contraenti, in quanto non può escludersi che nell’esecuzione della formalità della registrazione venga in considerazione anche l’interesse di altri soggetti, sempre che la loro sfera patrimoniale attinga in qualche misura al presupposto del tributo.

Il D.P.R. n. 131 del 1986, art. 57, comma 1, dispone che “Oltre ai pubblici ufficiali, che hanno redatto, ricevuto o autenticato l’atto, e ai soggetti nel cui interesse fu chiesta la registrazione, sono solidalmente obbligati al pagamento dell’imposta le parti contraenti, le parti in causa, coloro che hanno sottoscritto o avrebbero dovuto sottoscrivere le denuncie di cui agli artt. 12 e 19 e coloro che hanno richiesto i provvedimenti di cui agli artt. 633, 796, 800 e 825 c.p.c.”.

La giurisprudenza ha escluso l’ipotizzabilità, sulla base di tale disposizione, di una categoria di soggetti interessati alla registrazione dei contratti, ulteriore ed autonoma rispetto a quella delle parti contraenti, assumendo la sua esclusiva previsione in relazione agli atti privati non contrattuali, ma ha anche individuato, ai fini fiscali, una nozione di parte contraente nella quale devono essere ricompresi tutti coloro che non possono dirsi estranei alla contrattazione, essendo in essa intervenuti (Cass. n. 8678/2005).

La fonte dell’obbligo di pagamento dell’imposta è l’esistenza di un interesse nel momento in cui la registrazione viene chiesta, sicchè indubbiamente non possono ricomprendersi tra gli interessati coloro che, non avendo alcuna relazione nè con le parti, nè con l’oggetto del contratto, all’atto del sorgere del presupposto impositivo o dell’esecuzione della formalità, nessuna utilità attuale potrebbero trarre dalla registrazione.

Ma tale non è la posizione di FINENERGY s.p.a. e di MG & PARTNERS s.r.l., le socie di S.E.A. s.r.l. che avevano deliberato l’aumento di capitale da eseguirsi mediante conferimento dell’immobile di proprietà dei sig.ri A. e R., con accollo del relativo mutuo, in quanto priva di legittimazione è la società conferitaria, le cui quote di partecipazione risultano l’oggetto (immediato) del negozio di cessione tra sig.ri A. e R., da un lato, ed MG & PARTNERS s.r.l., dall’altro, ma non le predette parti contrattuali che sono soggetti passivi dell’imposta, così come lo è FINENERGY s.p.a., controllante per il 60% la società destinataria della cessione delle quote societarie ricevute in contropartita dai conferenti, giacchè al termine dell’operazione, il capitale sociale di S.E.A. s.r.l. risulta ripartito proprio tra le due predette società (FINENERGY s.p.a. ed MG & PARTNERS s.r.l.), a riprova dell’interesse di entrambe al trasferimento di proprietà immobiliare, presupposto del tributo per cui è causa.

Anche il secondo motivo di ricorso va disatteso.

La questione concernente l’individuazione del dies a quo ai fini della decorrenza del termine di decadenza dell’Amministrazione finanziaria dal potere di liquidare la maggiore imposta va risolta nel senso che, ove venga ravvisato un collegamento negoziale, ai sensi del D.P.R. n. 131 del 1976, art. 76, detto termine triennale decorre dalla data di registrazione dell’ultimo atto dell’unica fattispecie complessa.

Questa Corte, infatti, ha avuto modo di chiarire che “nel caso di pluralità di atti non contestuali, nell’ambito dell’applicazione del D.P.R n. 131 del 1986, art. 20, va attribuita, ai fini della determinazione dell’imposta di registro, preminenza alla causa reale dell’operazione economica rispetto alle forme negoziali in concreto adoperate dalle parti, di modo che, ai fini dell’individuazione del corretto trattamento fiscale, è consentito all’interprete considerare circostanze ed elementi di fatto diversi da quelli emergenti dal tenore letterale delle previsioni contrattuali” (Cass. n. 6405/2014), ed ancora, che ” sulla base di tali considerazioni, ove venga ravvisato un collegamento negoziale, il termine iniziale di decadenza, D.P.R. n. 131 del 1986, ex art. 76, stante l’unitarietà della causa e tenendo conto di tutti gli atti collegati, trattandosi di comportamento sostanzialmente unitario rispetto ai risultati parziali e strumentali di una molteplicità di comportamenti formali, va individuato con riferimento al momento in cui si verifica l’effetto giuridico finale e cioè dalla data di registrazione dell’atto di cessione delle quote… e non dalla data di conferimento dell’immobile…” (Cass. n. 25001/2015; n. 15192/2010).

Il Giudice di appello, una volta accertata la sostanziale unitarietà della fattispecie negoziale, stante “l’unicità del negozio di trasferimento dell’immobile a dispetto dei vari atti (abusanti) posti in essere”, del tutto correttamente ha fissato il dies a quo di decorrenza del termine di decadenza in oggetto in quello della richiesta di registrazione dell’ultimo atto dell’unica fattispecie complessa, e tale accertamento che si risolve in un apprezzamento di fatto, come tale, riservato al giudice di merito non è oggetto di censura da parte dei ricorrenti.

Nella specie, l’atto di cessione delle quote sociali tra i sig.ri A. e R., da una parte, ed MG & PARTNERS s.r.I., dall’altra, risulta registrato il 19/7/2005, e l’avviso di liquidazione impugnato risulta spedito per la notifica il 15/2/2008, dunque, prima della scadenza di detto termine triennale.

Infondato, infine, è il terzo motivo di ricorso.

I ricorrenti si dolgono del fatto che il Giudice di appello avrebbe dovuto quantomeno rilevare la intervenuta decadenza dell’Amministrazione con riferimento alle imposte ipotecaria e catastale, la cui base imponibile si determinata tenendo conto del valore venale degli immobili oggetto di conferimento.

Tuttavia, il ragionamento dei contribuenti, i quali assumono che il relativo termine triennale dovesse, ai fini qui considerati, decorrere dal 10/11/2004, data di registrazione del verbale di assemblea straordinaria della società S.E.A. concernente il deliberato aumento del capitale sociale, risulta fallace perchè la base imponibile va riferita non già al conferimento immobiliare in sè, ma alla fattispecie negoziale complessa, accertata dai giudici di merito, volta ad attuare l’effetto della compravendita, per la quale valgono le argomentazioni innanzi svolte circa la unitarietà del fenomeno giuridico prodotto dal collegamento negoziale.

Le spese del giudizio di legittimità seguono la soccombenza e sono liquidate come in dispositivo.

PQM

La Corte rigetta il ricorso e condanna in solido i ricorrenti al pagamento della spese del presente giudizio che liquida in Euro 7.000,00 per compensi, oltre rimborso spese forfettarie nella misura del 15 per cento ed accessori di legge.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio, il 10 marzo 2017.

Depositato in Cancelleria il 11 maggio 2017

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA