Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 1166 del 21/01/2021

Cassazione civile sez. trib., 21/01/2021, (ud. 22/07/2020, dep. 21/01/2021), n.1166

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. VIRGILIO Biagio – Presidente –

Dott. FUOCHI TINARELLI Giuseppe – Consigliere –

Dott. CATALLOZZI Paolo – Consigliere –

Dott. SUCCIO Roberto – Consigliere –

Dott. MELE Francesco – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 26043-2014 proposto da:

AGENZIA DELLE ENTRATE in persona del Direttore pro tempore,

elettivamente domiciliato in ROMA, VIA DEI PORTOGHESI 12, presso

l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che lo rappresenta e difende;

– ricorrente –

contro

FALLIMENTO (OMISSIS) SRL;

– intimato –

avverso la sentenza n. 116/2013 della COMM.TRIB.REG. della TOSCANA,

depositata il 06/11/2013;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

22/07/2020 dal Consigliere Dott. MELE FRANCESCO.

Per la cassazione della sentenza della Commissione tributaria

regionale della Toscana n. 116/13/13, depositata il 6-11-2013, non

notificata.

Udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

22.7.2020 dal relatore, cons. Mele Francesco.

 

Fatto

RILEVATO

che:

(OMISSIS) srl -già Edilfusco srl e ancor prima Edilfusco s.a.s di F.V. & C. e, nell’attualità Fallimento CI.E.R. Costruzioni srl-proponeva ricorso avverso avvisi di accertamento per gli anni di imposta 2003 e 2004, aventi per oggetto -rispettivamente- la inesistenza di operazioni fatturate nei confronti di terzi soggetti e l’occultamento di parte dei compensi ricevuti da una società per lavori compiuti dalla contribuente odierna ricorrente; si costituiva l’Agenzia delle Entrate per resistere al ricorso, che era, per la gran parte, accolto dalla commissione tributaria provinciale di Massa-Carrara, che pronunciava sentenza che -gravata di appello ad iniziativa dell’Ufficio- era confermata dalla CTR della Toscana, nel contraddittorio tra le parti, con la sentenza sopra menzionata.

Per la cassazione della predetta sentenza l’Agenzia delle Entrate propone ricorso affidato ad un motivo.

La società contribuente, intimata, non si è costituita.

Diritto

CONSIDERATO

che:

Il ricorso consta di un unico motivo che reca: “Nullità per carenza della motivazione in violazione dell’art. 132 c.p.c., comma 2, n. 4, violazione e falsa applicazione del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 1, comma 2, e art. 36, comma 2, n. 4 in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 4 “.

La censura si incentra sulla motivazione della sentenza della CTR, laddove il secondo giudice “….ritiene l’appello dell’Ufficio non meritevole di accoglimento. Mentre da parte contribuente, come già evidenziato dai primi Giudici, sono state presentate chiare prove a sostegno delle proprie tesi. Questo collegio, in merito, si era già espresso (illegittimità dell’accertamento) con sentenza n. 190 del 26.11.2010. Vi è inoltre una recentissima sentenza della Corte Suprema di Cassazione n. 07707/13 del 27.3.2013, che in proposito richiama la sentenza n. 18 del 2000 della Corte Costituzionale”.

– Il motivo è fondato per le ragioni -di seguito esposte- le quali testimoniano che si è in presenza di una motivazione solo apparente.

– Innanzi tutto la nullità della sentenza consegue al riferimento operato alla sentenza della CTP, a ragione della laconicità della motivazione tale da non consentire di appurare che alla condivisione della decisione di prime cure il giudice di appello sia pervenuto attraverso l’esame e la valutazione di infondatezza dei motivi di gravame, previa specifica ed adeguata considerazione delle allegazioni difensive, degli elementi di prova e dei motivi di appello (così cass. n. 22022 del 20.9.2017).

– La nullità della sentenza è, poi, da ricondurre alla circostanza che la CTR nell’intento di motivare la decisione mediante il richiamo ad un proprio precedente- si è limitata alla mera indicazione della fonte di riferimento, rendendo così del tutto impossibile, anche alla luce della nuova formulazione dell’art. 118 disp. att. c.p.c., individuare le ragioni poste a fondamento del dispositivo.

– Sussiste dunque la violazione di legge ai sensi dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 4.

– La sentenza va annullata e gli atti restituiti alla CTR della Toscana che, in diversa composizione, deciderà anche in ordine alle spese.

P.Q.M.

Accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e rinvia, anche per le spese, alla Commissione Tributaria Regionale della Toscana, in diversa composizione.

Così deciso in Roma, il 22 luglio 2020.

Depositato in Cancelleria il 21 gennaio 2021

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