Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 11653 del 11/05/2017


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Cassazione civile, sez. trib., 11/05/2017, (ud. 20/01/2017, dep.11/05/2017),  n. 11653

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. VIRGILIO Biagio – Presidente –

Dott. GRECO Antonio – Consigliere –

Dott. LOCATELLI Giuseppe – Consigliere –

Dott. ESPOSITO Antonio Francesco – Consigliere –

Dott. LA TORRE Maria Enza – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

SENTENZA

sul ricorso 4690-2012 proposto da:

AGENZIA DELLE ENTRATE, in persona del Direttore pro tempore,

elettivamente domiciliata in ROMA VIA DEI PORTOGHESI 12, presso

l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che la rappresenta e difende;

– ricorrente –

contro

L.F., elettivamente domiciliato in ROMA VIA CICERONE 44,

presso lo studio dell’avvocato CRISTINA MARIA BORDONARO,

rappresentato e difeso dall’avvocato PIETRO RABIOLO giusta delega a

margine;

– controricorrente –

e contro

SERIT SICILIA CONCESSIONARIO RISCOSSIONE PROVINCIA DI CALTANISSETTA

SPA;

– intimato –

avverso la sentenza n. 681/2010 della COMM.TRIB.REG. della SICILIA

depositata il 20/12/2010;

udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del

20/01/2017 dal Consigliere Dott. MARIA ENZA LA TORRE;

udito per il ricorrente l’Avvocato GAROFOLI che ha chiesto

l’accoglimento;

udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott.

SORRENTINO Federico, che ha concluso per l’inammissibilità del

ricorso.

Fatto

FATTI DI CAUSA

L’Agenzia delle entrate ricorre con due motivi nei confronti di L.F. e di Serit Sicilia s.p.a. per la cassazione della sentenza della C.T.R. della Sicilia, n. 681/21/10 dep. il 20.12.2010, che, in relazione a iscrizione a ruolo di cartella esattoriale notificata ai fini Irpef e Ilor per gli anni 1995 e 1996, ha rigettato l’appello dell’Ufficio, confermando la decisione di primo grado fondata sulla irregolarità della notifica degli avvisi di accertamento, notificati all’indirizzo dichiarato all’anagrafe tributaria nelle dichiarazioni dei redditi per gli anni 2001 e 2002.

In particolare la C.T.R., richiamando le modifiche legislative intervenute a seguito della sentenza della Corte cost. n. 360/2003, ha ritenuto omessa la notifica degli atti presupposti (avvisi di accertamento), in mancanza di prova contraria da parte dell’Agenzia delle entrate e sulla scorta degli atti processuali, attestanti il trasferimento di residenza del contribuente dal Comune di (OMISSIS) fin dall’anno 2001.

L.F. si costituisce con controricorso, eccependo la inammissibilità del ricorso.

Diritto

RAGIONI DELLA DECISIONE

1. Col primo motivo del ricorso l’Agenzia delle entrate deduce vizio di ultrapetizione (per violazione dell’art. 112 c.p.c.), avendo il contribuente nel ricorso introduttivo dedotto unicamente l’illegittimità dell’iscrizione a ruolo per omessa notifica degli avvisi di accertamento, senza nulla dedurre sul trasferimento in altro Comune.

2. Col secondo motivo si deduce violazione di legge (D.P.R. n. 600 del 1973, art. 60, comma 3), dovendo il contribuente comunicare le variazioni di indirizzo non risultanti dalla dichiarazione annuale, essendo in caso contrario valida la notifica nel Comune di domicilio fiscale dell’ultima dichiarazione annuale.

3. Il ricorso è inammissibile.

4. Preliminare all’esame dei motivi di ricorso è infatti la verifica della sua ammissibilità, in relazione alla tempestività della notifica del ricorso per cassazione.

Da tale verifica risulta che la sentenza impugnata, depositata il 20 dicembre 2010, è divenuta definitiva il 6 febbraio 2012 (essendo il 4 e il 5 sabato e domenica), per cui la notifica del ricorso per cassazione da parte dell’Agenzia delle entrate (eseguita con spedizione a mezzo posta il 7 febbraio 2012), è tardiva, in quanto successiva al termine di un anno e quarantasei giorni – ex art. 327 c.p.c. vigente ratione temporis, tenuto conto della sospensione feriale dei termini – con conseguente inammissibilità del ricorso stesso.

5. Le spese seguono la soccombenza e vengono liquidate come in dispositivo.

PQM

Dichiara inammissibile il ricorso. Condanna l’Agenzia delle entrate al pagamento delle spese, liquidate in Euro 8.000,00 oltre spese forfetarie nella misura del 15% e accessori di legge.

Così deciso in Roma, il 9 febbraio 2017.

Depositato in Cancelleria il 11 maggio 2017

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