Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 11598 del 04/05/2021

Cassazione civile sez. trib., 04/05/2021, (ud. 27/10/2020, dep. 04/05/2021), n.11598

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. VIRGILIO Biagio – Presidente –

Dott. FASANO Anna Maria – Consigliere –

Dott. SUCCIO Roberto – Consigliere –

Dott. CASTORINA Rosaria Maria – Consigliere –

Dott. FANTICINI Giovanni – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 28801-2014 proposto da:

TUBRA VPS SRL, elettivamente domiciliato in ROMA VIA LAGO DI LESINA

35, presso lo studio dell’avvocato CLAUDIO CORATELLA, rappresentato

e difeso dall’avvocato LUCA BAJ;

– ricorrente –

contro

AGENZIA DELLE ENTRATE, DIREZIONE PROVINCIALE UFF. CONTROLLI DI LECCE,

in persona del Direttore pro tempore, elettivamente domiciliato in

ROMA VIA DEI PORTOGHESI 12, presso l’AVVOCATURA GENERALE DELLO

STATO, che lo rappresenta e difende;

– resistente –

avverso la sentenza n. 260/2013 della COMM. TRIB. REG. della puglia,

sez. staccata di Lecce, depositata il 11/10/2013;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

27/10/2020 dal Consigliere Dott. GIOVANNI FANTICINI.

 

Fatto

RILEVATO

che:

– la TE.MA – Tecnologie Meccaniche Applicate S.r.l. (oggi Tubra VPS S.r.l.) impugnava innanzi alla C.T.P. di Lecce gli avvisi di accertamento ai fini IRAP e IRAP per gli anni 2002-2003-2004-2005, emessi dall’Agenzia delle Entrate sulla scorta di p.v.c. della Guardia di Finanza, coi quali si riconducevano a operazioni in tutto o in parte inesistenti varie fatture passive;

– la C.T.P. di Lecce accoglieva il ricorso;

– la C.T.R. della Puglia, con la sentenza n. 260/23/13 dell’11/10/2013, accogliendo parzialmente l’appello dell’Amministrazione, e rigettando quello della società per l’anno 2005, in riforma della decisione di primo grado, respingeva il ricorso originario, interamente con riguardo all’accertamento per l’anno 2002, parzialmente per l’imposizione relativa agli anni 2003-2004;

avverso tale decisione la società ha proposto ricorso per cassazione affidato a cinque motivi;

– l’Agenzia delle Entrate non ha notificato controricorso, ma ha depositato memoria per la partecipazione all’udienza di discussione;

– con nota datata 25/10/2020, il difensore della ricorrente ha trasmesso a questa Corte la sentenza (emessa dal Tribunale di Bergamo il 20-21/11/2019) dichiarativa del fallimento della Tubra VPS S.r.l. e ha chiesto di dichiarare l’interruzione del processo.

Diritto

CONSIDERATO

che:

1. Preliminarmente, si rileva che l’istituto dell’interruzione non si applica nel giudizio di legittimità, caratterizzato da impulso d’ufficio: “L’intervenuta modifica dell’art. 43 L. Fall. per effetto del D.Lgs. n. 5 del 2006, art. 41, nella parte in cui stabilisce che “l’apertura del fallimento determina l’interruzione del processo”, non comporta l’interruzione del giudizio di legittimità, posto che in quest’ultimo, in quanto dominato dall’impulso d’ufficio, non trovano applicazione le comuni cause di interruzione del processo previste in via generale dalla legge” (tra le altre, Cass., Sez. 1, Ordinanza n. 27143 del 15/11/2017, Rv. 646008-01).

2. Coi propri motivi la ricorrente deduce “violazione ed errata applicazione delle norme di diritto” (ex art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3) e, nel contempo, “omessa, insufficiente e contraddittoria motivazione su punti decisivi della controversia” (ex art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5), costituiti dalla “detrazione di costi per la tettoia”, dall'”acquisto di macchinari usati”, dalle “merci di terzi rinvenuti presso la ricorrente”, dalla “vendita di merce rinvenuta presso la ricorrente”, dalla “quantificazione dell’imposta dovuta”.

Il ricorso è inammissibile per plurime ragioni.

Innanzitutto, in violazione del principio di autosufficienza ex art. 366 c.p.c., nell’esposizione dell’atto introduttivo risulta completamente pretermesso il fatto processuale ed è stata omessa la illustrazione di atti e documenti che, nella tesi della società, sarebbero invece rilevanti: mancano, tra l’altro, le motivazioni degli avvisi di accertamento e le statuizioni delle decisioni di merito con le relative argomentazioni, con particolare riferimento alla sentenza qui impugnata (Cass., Sez. 5 Sentenza n. 29093 del 13/11/2018, Rv. 651277-01; Cass., Sez. 5, Ordinanza n. 24340 del 04/10/2018, Rv. 651398-01; Cass., Sez. 5, Ordinanza n. 16147 del 28/06/2017, Rv. 644703-01).

Inoltre, per soddisfare il requisito imposto dall’art. 366 c.p.c., comma 1, n. 3), il ricorso per cassazione deve contenere la chiara esposizione dei fatti di causa (Cass., Sez. 6-3, Ordinanza n. 13312 del 28/05/2018, Rv. 648924-01) e le censure devono essere formulate con una specifica attinenza al decisum della sentenza impugnata (Cass., Sez. 5, Ordinanza n. 15517 del 21/07/2020, Rv. 658556-01); al contrario, il ricorso de quo si contraddistingue per un’esposizione confusa e incomprensibile (con richiami di circostanze di fatto non illustrate e riferimenti a eterogenei documenti) e, oltretutto, non attinente alla decisione della C.T.R., con le cui ragioni non si confronta.

Sono poi inestricabilmente mescolati e sovrapposti, all’interno di ogni singolo motivo, eterogenei profili di doglianza (facenti riferimento alle diverse ipotesi contemplate dall’art. 360 c.p.c., comma 1, nn. 3 e 5, con modalità tali da impedire, previo isolamento delle singole censure teoricamente proponibili, un loro esame separato (Cass., Sez. 1, Ordinanza n. 26874 del 23/10/2018, Rv. 651324-01; Cass., Sez. 2, Sentenza n. 26790 del 23/10/2018, Rv. 651379-01).

Infine, con specifico riguardo alle censure ex art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, nel ricorso non si individuano nè le disposizioni asseritamente violate, nè si esplicita il ragionamento giuridico svolto nella pronuncia impugnata, nè si sviluppa un’argomentazione volta a confutarlo.

In proposito, si ribadisce che “il principio di specificità di cui all’art. 366 c.p.c., comma 1, n. 4, richiede per ogni motivo l’indicazione della rubrica, la puntuale esposizione delle ragioni per cui è proposto nonchè l’illustrazione degli argomenti posti a sostegno della sentenza impugnata e l’analitica precisazione delle considerazioni che, in relazione al motivo, come espressamente indicato nella rubrica, giustificano la cassazione della pronunzia”, (Cass., Sez. L, Ordinanza n. 17224 del 18/08/2020, Rv. 658539-01) e che il vizio della sentenza previsto dall’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3 dev’essere dedotto, a pena d’inammissibilità, mediante specifiche argomentazioni intellegibili ed esaurienti, intese a motivatamente dimostrare in qual modo determinate affermazioni in diritto contenute nella sentenza impugnata debbano ritenersi in contrasto con le indicate norme individuate. (Cass., Sez. 1, Ordinanza n. 16700 del 05/08/2020, Rv. 658610-01).

3. Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1-quater, si dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte della ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso, a norma dello stesso art. 13, comma 1-bis.

PQM

La Corte:

dichiara inammissibile il ricorso;

ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, dà atto della sussistenza dei presupposti processuali per il versamento, da parte della ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso, a norma dello stesso art. 13, comma 1-bis, se dovuto.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della Quinta Sezione Civile, il 27 ottobre 2020.

Depositato in Cancelleria il 4 maggio 2021

 

 

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA