Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 1157 del 21/01/2014


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Civile Sent. Sez. L Num. 1157 Anno 2014
Presidente: ROSELLI FEDERICO
Relatore: MAMMONE GIOVANNI

SENTENZA

sul ricorso 29618-2011 proposto da:
CO.T.AL. HOTELS S.R.L. C.F. 01263570838, in persona
del legale rappresentante pro tempore, elettivamente
domiciliata in ROMA, CIRCONVALLAZIONE TRIONFALE

77,

presso lo studio dell’avvocato GUGLIOTTA CAROLA,
rappresentata e difesa dall’avvocato SORBELLO
2013

GAETANO, giusta delega in atti;
– ricorrente –

3210

contro

CRIMI SANTA C.F. CRM5NT44H58G2345, domiciliata in
ROMA, PIAZZA CAVOUR, presso LA CANCELLERIA DELLA

Data pubblicazione: 21/01/2014

1

CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE, rappresentata e difesa
dall’avvocato SCARCELLA ANTONIO, giusta de
lega in atti;
– controricorrente

avverso la sentenza n. 1490/2010 della CORTE

1919/2008;
udita la relazione della causa svolta nella pubblica
udienza del 12/11/2013 dal Consigliere Dott. GIOVANNI
MAMMONE;
udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore
Generale Dott. CARMELO CELENTANO che ha concluso per
I

D’APPELLO di MESSINA, depositata il 07/12/2010 R.G.N.

1.- Crimi Santa, premesso di essere stata dipendente stagionale
di un albergo gestito da COTAL Hotels s.r.l. nell’anno 1993 e di non
essere stata riassunta alla ripresa dell’attività il 15.03.94, chiedeva al
giudice del lavoro di Messina la condanna di detto datore al
risarcimento del danno per la mancata riassunzione per il periodo tra la
data della ripresa ed il 31.07.94, in cui aveva trovato altra occupazione.
2.- Accolta la domanda e proposta impugnazione da Cotal
Hotels, la Corte d’appello di Messina con sentenza del 7.12.10 rigettava
l’appello, ritenendo ingiustificata la mancata riassunzione, atteso che il
datore aveva riassunto tutti i dipendenti in servizio nella precedente
stagione, salvo la Crimi, la quale pure aveva diritto al reimpiego entro il
termine annuale previsto dall’art. 15 della 1. 29.04.49 n. 264.
3.- Propone ricorso per cassazione COTAL Hotels. Risponde
con controricorso e memoria Crimi.
Motivi della decisione
4.- COTAL Hotels deduce due motivi di ricorso:
4.1.- Con il primo motivo è dedotta violazione dell’art. 15 della 1.
29.04.49 n. 264, per la quale i lavoratori licenziati per riduzione di
personale hanno la precedenza per la riassunzione presso l’azienda
entro un anno. Tale disposizione è rivolta esclusivamente agli organi
del collocamento e non anche ai datori di lavoro, i quali non possono
procedere all’assunzione diretta, ma debbono obbligatoriamente
chiedere l’avviamento per categoria e qualifica, avendo il solo obbligo
di dichiarare il nominativo dei lavoratori licenziati nell’anno precedente
per riduzione di personale. Pertanto, non essendo contestato che
COTAL avesse presentato la richiesta all’ufficio di collocamento, il
mancato avviamento doveva ascriversi ad omissione dell’ufficio in
questione e non a responsabilità del datore di lavoro.
4.2.- Con il secondo ed il terzo motivo, parte ricorrente
ripropone sotto il profilo della violazione dell’art. 2697 c.c., della
carenza di motivazione e dell’omesso esame la tesi (dedotta anche in
secondo grado) sostenuta nel motivo che precede.
5.- Procedendo all’esame dei tre motivi in unico contesto, deve
rilevarsi che il giudice di merito ha rilevato in fatto che l’attività
esercitata da COTAL Hotels s.r.l. aveva carattere stagionale e che il
datore il 15.03.94, alla ripresa dell’attività, non aveva riassunto, assieme
agli altri dipendenti stagionali, la Crimi. La norma regolatrice di tale
fattispecie è stata individuata dallo stesso giudice nella disposizione
dell’art. 15 della 1. 29.04.49 n. 264, per la quale “i lavoratori licenziati da
un’azienda per riduzione di personale hanno la precedenza nella
2. COTAL Hotels c. Critni Santa (r.g. 29618-11)

1

Svolgimento del processo

Per questi motivi
La Corte rigetta il ricorso e condanna la ricorrente alle spese del
giudizio di legittimità, che liquida in € 100 (cento) per esborsi ed in €
2.500 (duemilacinquecento) per compensi, oltre Iva e cpa.
Così deciso in Roma il 12 novembre 2013
Il Presidente

riassunzione presso la medesima azienda entro un anno” (ultimo
comma). Tale inquadramento normativo, non risultando la Crimi
rientrante in categorie di lavoratori assistite da leggi specificamente
mirate, deve ritenersi corretto in quanto riferito a disposizione
legislativa di carattere generale.
6.- Circa il contenuto di detta disposizione, ratione tempo,*
vigente alla data del rapporto di lavoro, la giurisprudenza di legittimità
ha ritenuto che l’art. 15 della legge n. 264 del 1949 non solo spiega
effetti anche nei rapporti tra lavoratore e impresa, attribuendo al primo
un diritto soggettivo alla riassunzione, ma anche, sulla base di
un’interpretazione estensiva, trova applicazione a tutti i licenziamenti
intimati per riduzione, trasformazione o cessazione di attività o di
lavoro (Cass. 2.08.04 n. 13363 e 8.02.00 n. 1410). In particolare la
stessa giurisprudenza ha ritenuto che il datore di lavoro che assuma
lavoratori diversi (in luogo di quelli licenziati) entro il suddetto termine
annuale (riferito alla stipulazione di relativi contratti) può sottrarsi alla
responsabilità per inadempimento, ex art. 1218 c.c., ed al conseguente
obbligo di risarcimento del danno, solo ove fornisca la prova della
assoluta inevitabilità della scelta, sotto il profilo delle professionalità
assolutamente peculiari da acquisire all’azienda ovvero della
impossibilità di procedere alla stipulazione di contratti dei quali
potrebbero essere parti gli ex dipendenti (Cass. 5.10.02 n. 14293).
7.- Essendosi la Corte d’appello attenuta a tali principi, le
censure mosse alla sentenza impugnata sono da ritenere infondate ed il
ricorso deve essere rigettato.
Le spese del giudizio di legittimità, come di seguito liquidate,
seguono la soccombenza. I compensi professionali vanno liquidati in €
2.500 sulla base del d.m. 20.07.12 n. 140, tab. A-Avvocati, con
riferimento alle tre fasi previste per il giudizio di cassazione (studio,
introduzione, decisione) ed allo scaglione del valore indeterminabile.

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