Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 11493 del 25/05/2011

Cassazione civile sez. VI, 25/05/2011, (ud. 29/04/2011, dep. 25/05/2011), n.11493

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE 2

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. SETTIMJ Giovanni – Presidente –

Dott. PICCIALLI Luigi – Consigliere –

Dott. BUCCIANTE Ettore – Consigliere –

Dott. MIGLIUCCI Emilio – Consigliere –

Dott. GIUSTI Alberto – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ordinanza

sul ricorso proposto da:

B.E., rappresentato e difeso dall’Avv. Fodaro Francesco,

elettivamente domiciliata nello studio dell’Avv. Emanuele D’Ali in

Roma, via Giovanni Bettolo, n. 3;

– ricorrente –

contro

G.A., rappresentata e difesa dall’Avv. Squarcia

Emanuele, elettivamente domiciliata nel suo studio in Roma, via P.

Mercuri, n. 8;

– resistente –

per regolamento di competenza avverso l’ordinanza del Tribunale di

Lamezia Terme in data 13 agosto 2010.

Udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

29 aprile 2011 dal Consigliere relatore Dott. Alberto Giusti;

pressate l’Avv. Emanuele Squarcia.

Fatto

RITENUTO IN FATTO

Che il consigliere designato ha depositato, in data 15 marzo 2011, la seguente proposta di definizione, ai sensi dell’art. 380 bis cod. proc. civ.:

“Con atto di citazione del 2 febbraio 2010, B.E. ha convenuto in giudizio dinanzi al Tribunale di Lamezia Terme G.A. per ivi sentire accertare l’autenticità delle sottoscrizioni apposte su scritture private con le quali erano stati promessi in vendita ad esso attore alcuni immobili siti in (OMISSIS).

Si è costituita la convenuta, chiedendo il rigetto della domanda e, preliminarmente in rito, eccependo l’incompetenza per territorio del Tribunale di Lamezia Terme, in favore di quello di Roma (quale foro di residenza della convenuta), ovvero di quello di Cosenza (luogo di stipula del negozio prospettato come originario dal B., di cui le altre scritture rappresenterebbero mera esecuzione).

Il Tribunale adito, con ordinanza in data 13 agosto 2010, ha dichiarato l’incompetenza per territorio del Tribunale di Lamezia Terme in favore del Tribunale di Roma, condannando l’attore al pagamento delle spese di lite.

Il Tribunale ha rilevato: che l’azione finalizzata all’autenticità della sottoscrizione, avendo natura dichiarativa, ha carattere personale e non reale, sicchè il foro competente a conoscere della relativa causa non può che essere quello generale delle persone fisiche di cui all’art. 18 cod. proc. civ.; che il Tribunale di Roma è il foro di residenza della G..

Avverso l’ordinanza declinatoria il B. ha proposto ricorso per regolamento di competenza, con atto notificato il 20 settembre 2010, sulla base di cinque motivi.

L’intimata ha depositato una memoria difensiva.

Con il primo motivo il ricorrente denuncia violazione e falsa applicazione degli artt. 18, 19, 20, 115, 166 e 167 cod. proc. civ., nonchè vizio di motivazione per o-messo esame di un punto decisivo della controversia, costituito dalla mancata contestazione da parte della convenuta del suo domicilio nel Comune di Nocera Terinese, ricadente della circoscrizione del Tribunale di Lamezia Terme.

Il motivo è fondato.

Risulta dagli atti:

che l’attore, nel convenire la G. dinanzi al Tribunale di Lamezia Terme, ha specificamente indicato, nell’atto di citazione, che la convenuta – residente in (OMISSIS) – è domiciliata in (OMISSIS) alla via (OMISSIS);

che la convenuta ha eccepito l’incompetenza sotto due specifici profili: riguardo alla sua residenza in (OMISSIS); ed in relazione al luogo di stipulazione di una delle scritture verificande.

E poichè nessuna contestazione ha svolto la convenuta in ordine al suo domicilio in N.T., trova applicazione – per ritenere competente il Tribunale di Lamezia Terme – il principio secondo cui, in tema di eccezione di incompetenza per territorio derogabile, allorquando, nelle controversie in materia di obbligazioni, sia convenuta una persona fisica, la contestazione da parte di quest’ultima della sussistenza del foro del giudice adito e la conseguente necessaria indicazione del giudice competente deve essere svolta anche in riferimento ad entrambi i fori generali di cui al precedente art. 18, cioè sia con riguardo alla residenza che al domicilio, poichè quest’ultimo ha consistenza di criterio di collegamento autonomo rispetto a quello della residenza (Cass., Sez. 3^, 22 novembre 2007, n. 24277; Cass., Sez. 6^, 21 dicembre 2010, n. 25891).

Resta assorbito l’esame degli altri motivi”.

Lette le memorie depositate da parte ricorrente e da parte resistente.

Considerato che, preliminarmente, il ricorrente ha eccepito la tardività della memoria della resistente, attuato in data 15 ottobre 2010, oltre la scadenza del termine di venti giorni dalla ricevuta notifica, il 20 settembre 2010, del ricorso;

che, sotto questo profilo, va fatta applicazione del principio secondo cui il termine di venti giorni, di cui all’art. 47 cod. proc. civ., u.c., ha natura ordinatoria, sicchè la scrittura difensiva tardivamente depositata può essere presa in considerazione dal Collegio, ma non – in presenza, come nella specie, di opposizione della controparte – agli effetti delle spese processuali (Cass., sez. 6^, 21 dicembre 2000, n. 25891);

che, nel merito, il Collegio condivide argomenti e proposte contenuti nella relazione di cui sopra;

che, infatti, avendo l’attore specificamente indicato che la G. era domiciliata in (OMISSIS) – e corrispondendo detta indicazione alle emergenze risultanti dalla visura della Camera di commercio di Catarizaro -, era onere della convenuta prendere posizione e contestare la competenza in relazione a tale autonomo e specifico criterio di collegamento;

che, pertanto, dichiarata la competenza del Tribunale di Lamezia Terme, il ricorso deve essere accolto e l’ordinanza impugnata deve essere cassata;

che le spese del giudizio di cassazione vanno rimesse al merito;

che per la riassunzione della causa dinanzi al giudice dichiarato competente va fissato il termine di legge.

P.Q.M.

La Corte accoglie il ricorso, dichiara la competenza del Tribunale di Lamezia Terme e cassa l’ordinanza impugnata; fissa per la riassunzione il termine di legge e rimette al merito la liquidazione delle spese del giudizio di cassazione.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della Sezione Sesta – 2 Civile della Corte Suprema di Cassazione, il 29 aprile 2011.

Depositato in Cancelleria il 25 maggio 2011

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