Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 11486 del 10/05/2017


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Cassazione civile, sez. III, 10/05/2017, (ud. 15/02/2017, dep.10/05/2017),  n. 11486

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TERZA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. CHIARINI Maria Margherita – Presidente –

Dott. CIRILLO Francesco Maria – rel. Consigliere –

Dott. POSITANO Gabriele – Consigliere –

Dott. TATANGELO Augusto – Consigliere –

Dott. PELLECCHIA Antonella – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA INTERLOCUTORIA

sul ricorso 9031/2015 proposto da:

IGEA IMPRESA GESTIONE E AMMINISTRAZIONI IMMOBILIARI SRL, in persona

del legale rappresentante pro tempore e presidente del C.d.A.,

sig.ra D.P., elettivamente domiciliata in ROMA, VIA F.

CONFALONIERI 5, presso lo studio dell’avvocato EMANUELE COGLITORE,

che la rappresenta e difende unitamente all’avvocato GIAMPAOLO

BELLONI PERESSUTTI, giusta procura in calce al ricorso;

– ricorrente –

contro

OLD ENGLAND SRL, in persona del legale rappresentante pro tempore

sig.ra P.S., elettivamente domiciliata in ROMA, VIA

DELL’ELETTRONICA 20, presso lo studio dell’avvocato GIUSEPPE PIERO

SIVIGLIA, che la rappresenta e difende giusta procura in calce al

controricorso;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 2220/2014 della CORTE D’APPELLO di VENEZIA,

depositata il 06/11/2014;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio del

15/02/2017 dal Consigliere Dott. FRANCESCO MARIA CIRILLO.

Fatto

RITENUTO IN FATTO

che la s.r.l. Old England convenne in giudizio la s.r.l. Igea, davanti al Tribunale di Padova, chiedendo che fosse dichiarata nulla, ai sensi della L. 27 luglio 1978, n. 392, art. 79, la clausola del contratto di locazione stipulato tra la convenuta quale locatrice e la società Nuova Stella come conduttrice – contratto nel quale l’attrice era subentrata – e che la locatrice fosse condannata a corrisponderle l’indennità di cui all’art. 34 della legge citata;

che a sostegno della domanda espose che detta clausola prevedeva che la società locatrice rinunciava alla possibilità di intimare la disdetta della locazione alla prima scadenza e che la società conduttrice, in compenso, rinunciava all’indennità per la perdita dell’avviamento commerciale;

che si costituì in giudizio la società convenuta, chiedendo il rigetto della domanda;

che il Tribunale rigettò la domanda, rilevando che la contestata clausola non era nulla e che la rinuncia alla suindicata indennità era, pertanto, valida;

che la pronuncia è stata impugnata dalla società attrice e la Corte d’appello di Venezia, con sentenza del 6 novembre 2014, in riforma di quella del Tribunale, ha accolto la domanda ed ha condannato la società Igea al pagamento della richiesta indennità nella misura di Euro 88.779,24, con interessi decorrenti dal giorno successivo alla data del rilascio e con il carico delle spese del doppio grado;

che contro la sentenza della Corte d’appello di Venezia propone ricorso la s.r.l. Igea con atto affidato a cinque motivi;

che resiste la s.r.l. Old England con controricorso.

Diritto

CONSIDERATO IN DIRITTO

che con il quarto motivo di ricorso si lamenta, in riferimento all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3), violazione e falsa applicazione della L. n. 392 del 1978, artt. 34 e 79, per avere la Corte d’appello ritenuto la nullità della clausola n. 11 del contratto;

che tale motivo pone all’esame di questa Corte la questione della validità del patto con il quale il conduttore rinuncia in via preventiva all’indennità per l’avviamento commerciale dietro un corrispettivo contrattualmente previsto a carico del locatore;

che la sentenza impugnata ha escluso l’ammissibilità di tale clausola di rinuncia preventiva, richiamando la giurisprudenza di questa Corte secondo cui nelle locazioni ad uso diverso da quello di abitazione i diritti vantati dal conduttore possono essere oggetto di rinuncia solo dopo essere sorti, sicchè la clausola di rinuncia preventiva “non può sottrarsi alla sanzione della nullità” (sentenze 12 novembre 2004, n. 21520, e 10 giugno 2005, n. 12320);

che la Corte veneziana ha tuttavia anche scrutinato la clausola del contratto in questione e – richiamando l’ulteriore giurisprudenza di questa Corte secondo cui la rinuncia preventiva è ammissibile a condizione che contenga un corrispettivo sinallagmatico idoneo ad equilibrare il contratto (sentenze 12 luglio 2005, n. 14611, e 29 aprile 2015, n. 8705) – è pervenuta alla conclusione che la clausola concretamente pattuita non rispondeva a tali condizioni;

che sulla questione dell’ammissibilità della rinuncia preventiva, da parte del conduttore, ai diritti nascenti per legge dal contratto e, specificamente, all’indennità per la perdita dell’avviamento commerciale appare opportuna la trattazione in pubblica udienza.

PQM

La Corte dispone che il presente ricorso venga trattato in udienza pubblica.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della Sezione Terza Civile, il 15 febbraio 2017.

Depositato in Cancelleria il 10 maggio 2017

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