Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 11459 del 30/04/2021

Cassazione civile sez. II, 30/04/2021, (ud. 21/01/2021, dep. 30/04/2021), n.11459

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SECONDA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. DI VIRGILIO Rosa Maria – Presidente –

Dott. GIUSTI Alberto – Consigliere –

Dott. GRASSO Giuseppe – Consigliere –

Dott. TEDESCO Giuseppe – Consigliere –

Dott. OLIVA Stefano – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 6548/2016 proposto da:

RADIO KISS KISS S.R.L., in persona del legale rappresentante pro

tempore, elettivamente domiciliato in ROMA, VIALE CARSO n. 23,

presso lo studio dell’avvocato ARTURO SALERNI, rappresentato e

difeso dall’avvocato ANTONIO LUCIANELLI;

– ricorrente –

contro

TELERADIO ASTI S.R.L., in persona del legale rappresentante pro

tempore, elettivamente domiciliato in ROMA, VIA SICILIA n. 66,

presso lo studio dell’avvocato EUGENIO TAMBORLINI, rappresentato e

difeso dall’avvocato SERGIO LOMBARDI;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 1457/2015 della CORTE D’APPELLO di TORINO,

depositata il 24/07/2015;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio del

21/01/2021 dal Consigliere Dott. STEFANO OLIVA.

 

Fatto

FATTI DI CAUSA

Con atto di citazione notificato il 6.9.2011 Radio Kiss Kiss s.r.l. evocava in giudizio Teleradio Asti s.r.l. innanzi il Tribunale di Asti, esponendo di essere titolare di concessione per la trasmissione radiofonica in ambito nazionale sulla frequenza 97.800 MHz e che il segnale emesso dal suo ripetitore sito in (OMISSIS) risultava interferito da quello emesso dalla società convenuta sulla frequenza 98.000 MHz, proveniente da impianto di radiodiffusione sito in loc. (OMISSIS) e trasmittente con la sigla “(OMISSIS)”. Invocava pertanto l’accertamento del suo diritto esclusivo a trasmettere sulla frequenza 97.800 MHz, dell’illegittimità delle interferenze provocate dalla società convenuta e dell’idoneità di dette condotte ad integrare atti di concorrenza sleale, nonchè la condanna della medesima convenuta alla cessazione della turbativa ed al risarcimento del danno.

Si costituiva in giudizio Teleradio Asti s.r.l. chiedendo il rigetto della domanda.

Con sentenza del 5.11.2013 il Tribunale rigettava la domanda, poichè la convenuta aveva dimostrato che all’esito di apposito procedimento amministrativo, cui aveva partecipato anche la società attrice, le era stata rilasciata dalla competente pubblica amministrazione la concessione a trasmettere, in ambito locale, sulla frequenza 98.000 MHz.

Interponeva appello avverso detta decisione Radio Kiss Kiss s.r.l. e si costituiva in seconde cure, resistendo al gravame, Teleradio Asti s.r.l..

Con la sentenza impugnata, n. 1457/2015, la Corte di Appello di Torino rigettava il gravame, ritenendo irrilevante l’esito del procedimento amministrativo all’esito del quale Teleradio Asti s.r.l. aveva ottenuto la concessione alla trasmissione in ambito locale, ma decisivo il fatto che Radio Kiss Kiss s.r.l. non avesse dimostrato il preuso della frequenza oggetto di causa nel medesimo ambito territoriale, posto che gli impianti di trasmissione della società appellante si trovavano in provincia di (OMISSIS) e l’esistenza di due ripetitori in (OMISSIS) dimostrava soltanto la possibilità, ma non anche l’effettività, della trasmissione del segnale radiofonico nell’area territoriale in cui era attiva la trasmissione di Teleradio Asti s.r.l..

Propone ricorso per la cassazione di tale decisione Radio Kiss Kiss s.r.l. affidandosi a due motivi.

Resiste con controricorso Teleradio Asti s.r.l..

La parte ricorrente ha depositato memoria in prossimità dell’adunanza camerale.

Diritto

RAGIONI DELLA DECISIONE

Con il primo motivo la società ricorrente lamenta la violazione e falsa applicazione dell’art. 2697 c.c., ed il vizio di omessa, insufficiente e contraddittoria motivazione, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, nn. 3 e 5, perchè la Corte di Appello avrebbe omesso di considerare che la società convenuta non aveva mai contestato l’esistenza di un preuso a favore di Radio Kiss Kiss Srl. La circostanza, di conseguenza, avrebbe dovuto essere – ad avviso della società ricorrente – considerata pacifica.

Con il secondo motivo la società ricorrente lamenta la violazione e falsa applicazione dell’art. 2697 c.c., ed il vizio di omessa, insufficiente e contraddittoria motivazione, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, nn. 3 e 5, perchè la Corte di Appello, nell’escludere la sussistenza della prova del preuso, non avrebbe correttamente interpretato le risultanze delle prove acquisite al giudizio di merito, le quali dimostrerebbero l’esistenza delle interferenze denunciate dalla società ricorrente, il preuso della frequenza in contestazione, la risalenza della trasmissione effettuata dalla medesima ricorrente nella zona di (OMISSIS) (oggetto della causa) a prima del 2009, ed il fatto che solo da tale momento la società controricorrente aveva cominciato a trasmettere, nel medesimo ambito territoriale, sulla frequenza 98.000 MHZ, creando così interferenza illecita alla trasmissione di Radio Kiss Kiss s.r.l..

Le due censure, che meritano un esame congiunto, sono inammissibili.

Va infatti innanzitutto rilevato che entrambi i motivi non tengono conto dei limiti di deduzione del vizio di motivazione derivanti dalla disposizione dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5, nel testo applicabile ratione temporis, a seguito dell’entrata in vigore della novella di cui al D.L. n. 83 del 2012, art. 54, convertito in L. n. 134 del 2012, secondo cui l’anomalia motivazionale deducibile in Cassazione “… si esaurisce nella mancanza assoluta di motivi sotto l’aspetto materiale e grafico, nella motivazione apparente, nel contrasto irriducibile tra affermazioni inconciliabili e nella motivazione perplessa ed obiettivamente incomprensibile, esclusa qualunque rilevanza del semplice difetto di sufficienza della motivazione” (Cass. Sez. U., Sentenza n. 8053 del 07/04/2014, Rv. 629830), con conseguente esclusione dell’ammissibilità di ogni diverso profilo di vizio della motivazione.

Con riferimento invece alla dedotta violazione di legge, si deve osservare che le due doglianze si risolvono in una istanza di revisione del giudizio di fatto operato dal giudice di merito, estranea alla natura ed ai fini del giudizio di legittimità (Cass. Sez. U., Sentenza n. 24148 del 25/10/2013, Rv. 627790). La Corte di Appello ha infatti valutato le prove acquisite agli atti del giudizio di merito, ritenendo non raggiunta la prova del preuso. Ha affermato, in particolare, che Radio Kiss Kiss Srl avrebbe dimostrato solo di essere titolare della concessione, ma che gli impianti di diffusione da essa indicati erano collocati tutti nel Sud Italia (province di (OMISSIS)) e che la presenza di due ripetitori esistenti in (OMISSIS), in grado di coprire la zona dell’alessandrino occidentale e meridionale, dimostrava la capacità di trasmettere nella detta area territoriale, ma non anche l’effettiva trasmissione, e dunque il preuso, della banda radiofonica oggetto di contestazione (cfr. pag. 17 della sentenza impugnata). Si tratta di valutazione di fatto che si sottrae al sindacato di questa Corte.

In definitiva, il ricorso è inammissibile.

Le spese del presente giudizio di legittimità, liquidate come da dispositivo, seguono la soccombenza.

Stante il tenore della pronuncia, va dato atto – ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater – della sussistenza dei presupposti processuali per il versamento di un ulteriore importo a titolo contributo unificato, pari a quello previsto per la proposizione dell’impugnazione, se dovuto.

PQM

la Corte dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento in favore del controricorrente delle spese del presente giudizio di legittimità, che liquida in Euro 4.300, di cui Euro 200 per esborsi, oltre rimborso delle spese generali nella misura del 15%, iva, cassa avvocati ed accessori come per legge.

Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1-quater, dà atto della sussistenza dei presupposti processuali per il versamento, da parte del ricorrente, di un ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello previsto per il ricorso, a norma dello stesso art. 13, comma 1-bis, se dovuto.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della Sezione Seconda Civile, il 21 gennaio 2021.

Depositato in Cancelleria il 30 aprile 2021

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA