Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 1145 del 21/01/2014


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Civile Ord. Sez. 6 Num. 1145 Anno 2014
Presidente: SEGRETO ANTONIO
Relatore: FRASCA RAFFAELE

ORDINANZA
sul ricorso 5556-2012 proposto da:
BERTEA PLACIDO BRTPCD49E21F723K, elettivamente
domiciliato in ROMA, CORSO VITTORIO EMANUELE II 18,
presso lo studio dell’avvocato GREZ GIAN MARCO, rappresentato e
difeso dall’avvocato PAOLO BOTASSO giusta procura speciale a
margine del ricorso;
– ricorrente contro
FERRERO MANGIMI SPA, in persona del suo legale rappresentante,
elettivamente domiciliata in ROMA, CIRC.NE GIANICOLENSE 37,
presso lo studio dell’avvocato RIGONI GIANCARLO, che la
rappresenta e difende unitamente all’avvocato SALVATICO
LORENZA giusta procura a margine del controricorso;
– controricorrente –

Data pubblicazione: 21/01/2014

nonchè contro
PROGEO COOPERATIVA AGRICOLA SCRL, BERTEA
SEBASTIANO;
– intimati –

TORINO del 16/09/2011, depositata il 23/09/2011;
udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del
07/11/2013 dal Consigliere Relatore Dott. RAFFAELE FRASCA;
udito l’Avvocato Rigoni Giancarlo difensore della controricorrente che
si riporta agli scritti;
è presente il P.G. in persona del Dott. ANTONIETTA CARESTIA
che ha concluso per l’improcedibilità del ricorso.

Ric. 2012 n. 05556 sez. M3 – ud. 07-11-2013
-2-

avverso la sentenza n. 1305/2011 della CORTE D’APPELLO di

R.g.n. 5556-12 (c.c. 7.11.2013)

Ritenuto quanto segue:
§1. Placido Bertea ha proposto ricorso per cassazione contro la s.p.a. Ferrero
Mangimi, la Progeo Società Cooperativa Agricola, già s.c.r.l. e Sebastiano Bertea avverso
la sentenza del 23 settembre 2011, con la quale la Corte d’Appello di Torino ha rigettato
l’appello da lui proposto contro la sentenza resa in primo grado inter partes dal Tribunale
di Saluzzo in una controversia di opposizione ai sensi dell’art. 404, secondo comma, c.p.c.
a suo tempo introdotta dalla Ferrero Mangimi.

§2. Al ricorso ha resistito con controricorso la Ferrero Mangimi s.p.a.
§3. Prestandosi il ricorso ad essere trattato con il procedimento di cui all’art. 380-bis
c.p.c. è stata redatta relazione ai sensi di tale nonna, che è stata notificata agli avvocati
delle parti e comunicata al Pubblico Ministero presso la Corte.
Considerato quanto segue:
§1. Nella relazione ai sensi dell’art. 380-bis c.p.c. si sono svolte le seguenti
considerazioni:
«[…}§3. Il ricorso si presta ad essere trattato in camera di consiglio con il
procedimento di cui all’art. 380-bis c.p.c., in quanto appare improcedibile per inosservanza
del requisito di cui all’art. 369, secondo comma, n. 2 c.p.c.
Parte ricorrente, infatti, ha espressamente allegato nel ricorso che la sentenza
impugnata sarebbe stata notificata al difensore il 6 dicembre 2011, ma non ha prodotto con
il ricorso stesso copia autentica della sentenza impugnata corredata della relativa relata di
notificazione, bensì soltanto la copia autentica della sentenza stessa.
Ne segue che il ricorso appare improcedibile sulla base del seguente consolidato
principio di diritto: «La previsione – di cui al secondo comma, n. 2, dell’art. 369 cod.
proc. civ. – dell’onere di deposito a pena di improcedibilità, entro il termine di cui al primo
comma della stessa norma, della copia della decisione impugnata con la relazione di
notificazione, ove questa sia avvenuta, è funzionale al riscontro, da parte della Corte di
cassazione – a tutela dell’esigenza pubblicistica (e, quindi, non disponibile dalle parti) del
rispetto del vincolo della cosa giudicata formale – della tempestività dell’esercizio del
diritto di impugnazione, il quale, una volta avvenuta la notificazione della sentenza, è
esercitabile soltanto con l’osservanza del cosiddetto termine breve. Nell’ipotesi in cui il
ricorrente, espressamente od implicitamente, alleghi che la sentenza impugnata gli è stata
notificata, limitandosi a produrre una copia autentica della sentenza impugnata senza la
relata di notificazione, il ricorso per cassazione dev’essere dichiarato improcedibile,
restando possibile evitare la declaratoria di improcedibilità soltanto attraverso la
3
Est. Cons. Rfte1e Frasca

R.g.n. 5556-12 (c.c. 7.11.2013)

produzione separata di una copia con la relata avvenuta nel rispetto del secondo comma
dell’art. 372 cod. proc. civ., applicabile estensivamente, purché entro il termine di cui al
primo comma dell’art. 369 cod. proc. civ., e dovendosi, invece, escludere ogni rilievo
dell’eventuale non contestazione dell’osservanza del termine breve da parte del
controricorrente ovvero del deposito da parte sua di una copia con la relata o della presenza
di tale copia nel fascicolo d’ufficio, da cui emerga in ipotesi la tempestività
dell’impugnazione.>> (Cass. sez. un. n. 9005 del 2009).

requisito di cui all’art. 366 n. 6 c.p.c., in quanto i due motivi si fondano su una serie di
risultanza istruttorie, ma non forniscono l’indicazione specifica dei relativi documento ed
atti processuali nei termini di cui a consolidata giurisprudenza della Corte (si vedano Cass.
sez. un. nn. 28547 del 2008 e 7161 del 2010, nonché da ultimo, Cass. n. 7455 del 2013).>>.
§2. Il Collegio condivide le argomentazioni e le conclusioni della relazione alle
quali, del resto, non sono stati mossi rilievi.
Il ricorso è, dunque, dichiarato improcedibile.
§3. Le spese seguono la soccombenza e si liquidano in dispositivo.

P. Q. M.
La Corte dichiara improcedibile il ricorso. Condanna il ricorrente alla rifusione alla
resistente delle spese del giudizio di cassazione, liquidate in euro duemilacento, di cui
duecento per esborsi, oltre accessori come per legge.
Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della Sesta Sezione Civile-3, il 7
novembre 2013.

§3.1. In subordine il ricorso sarebbe stato inammissibile per inosservanza del

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