Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 11435 del 10/05/2017


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Cassazione civile, sez. VI, 10/05/2017, (ud. 23/03/2017, dep.10/05/2017),  n. 11435

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE L

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. CURZIO Pietro – Presidente –

Dott. ARIENZO Rosa – Consigliere –

Dott. FERNANDES Giulio – Consigliere –

Dott. GHINOY Paola – rel. Consigliere –

Dott. MANCINO Rossana – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 8178/2016 proposto da:

PIZZOLI SPA, in persona dell’Amministratore Delegato, elettivamente

domiciliata in ROMA, LARGO LEOPOLDO FREGOLI 8, presso lo studio

dell’avvocato ROSARIO SALONIA, che la rappresenta e difende;

– ricorrente –

contro

R.S.;

– intimata –

avverso la sentenza n. 1235/2015 della CORTE D’APPELLO di BOLOGNA,

depositata il 22/01/2016;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio non

partecipata del 23/03/2017 dal Consigliere Dott. PAOLA GHINOY.

Fatto

RILEVATO IN FATTO

che:

1. Pizzoli s.p.a. ha proposto ricorso per la cassazione della sentenza della Corte d’appello di Bologna che aveva dichiarato illegittimo il licenziamento intimato a R.S. in data 15.4.2010, con le conseguenze di cui alla L. n. 300 del 1970, art. 18, nella formulazione anteriore alla riforma operata dalla L. n. 92 del 2012.

2. R.S. è rimasta intimata.

3. Il Collegio ha autorizzato la redazione della motivazione in forma semplificata.

4. La difesa della parte ricorrente ha depositato istanza in cancelleria con la quale chiede che venga dichiarata cessata la materia del contendere, avendo raggiunto le parti un accordo di bonario componimento della vertenza che prevede l’abbandono del giudizio.

Diritto

CONSIDERATO IN DIRITTO

che:

1. La dichiarazione manifesta la cessazione della materia del contendere ed il venir meno dell’interesse della parte alla definizione del giudizio di cassazione, per cui deve esserne dichiarata l’inammissibilità per il sopravvenuto difetto di interesse all’impugnazione.

2. Non vi è luogo a pronuncia sulle spese, attesa la mancata difesa della parte intimata.

3. Neppure si deve far luogo alla dichiarazione di cui al D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1 quater, introdotto dalla L. 24 dicembre 2012, n. 228, art. 1, comma 17 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato – Legge di stabilità 2013): la ratio della norma – orientata a scoraggiare le impugnazioni dilatorie o pretestuose – induce ad escludere che il meccanismo sanzionatorio ivi previsto sia applicabile in ipotesi di inammissibilità non originaria ma, come nella specie, sopravvenuta (così Cass., 15/09/2014, n. 19464, Cass. ord., 02/07/2015 n. 13636, Cass. 10/02/2017 n. 3542).

PQM

Dichiara inammissibile il ricorso. Nulla per le spese.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio, il 23 marzo 2017.

Depositato in Cancelleria il 10 maggio 2017

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