Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 11417 del 11/05/2010

Cassazione civile sez. II, 11/05/2010, (ud. 21/04/2010, dep. 11/05/2010), n.11417

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SECONDA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. ELEFANTE Antonino – rel. Presidente –

Dott. MALZONE Ennio – Consigliere –

Dott. PICCIALLI Luigi – Consigliere –

Dott. DE CHIARA Carlo – Consigliere –

Dott. CORRENTI Vincenzo – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ordinanza

sul ricorso iscritto al n. 27519/07 proposto da:

F.A., C.F. (OMISSIS), elettivamente domiciliato

in Roma, Via Lima n. 48, presso lo studio dell’Avv. Alessio Nobile,

rappresentato e difeso dall’Avv. Ermani D’Agostino come da procura a

margine del ricorso;

– ricorrente –

contro

PREFETTURA DI ROMA;

– intimata –

per la cassazione della sentenza del Giudice di Pace di Roma n.

38773/06 del 13.07.2006/06.09.2006.

Udita la relazione della causa svolta in Camera di consiglio del

21.04.2010 dal Pres. Dott. Antonino Elefante.

Letta la relazione depositata dal Consigliere Dott. Alfredo

Mensitieri.

Sentito il P.M., in persona del Sost. Proc. Gen. Dott. PRATIS

Pierfelice, che ha concluso per l’inammissibilità del ricorso.

 

Fatto

FATTO E DIRITTO

F.A. ha proposto opposizione avverso la cartella emessa dal Concessionario del Comune di Roma con la quale gli è stato chiesto il pagamento della somma complessiva di Euro 951,16 per la violazione dell’art. 176 C.d.S., comma 20, commessa il (OMISSIS) e notificata al predetto e alla società proprietaria del veicolo il successivo 20 gennaio.

Il Giudice di pace di Roma, con sentenza del 13.7.2006/6.9.2006, ha rigettato l’opposizione sul rilievo che la cartella era stata emessa sulla base di un titolo esecutivo validamente formatosi non essendo stato il ricorso al Prefetto avverso il verbale di accertamento dell’infrazione proposto entro il termine di sessanta giorni di cui all’art. 203 C.d.S., comma 1.

Il F. ha proposto ricorso per cassazione avverso tale decisione sulla base di due motivi corredati dai relativi quesiti di diritto, il primo denunciante la violazione dal parte del giudice “a quo” dell’art. 112 c.p.c., per aver il predetto analizzato la tempestività del ricorso al Prefetto, questione sottratta al suo giudizio in quanto non sollevata dalla parte resistente rimasta contumace, il secondo deducente la violazione del principio di solidarietà di cui all’art. 196 C.d.S., sul rilievo che la notifica del verbale al conducente F. e al proprietario del mezzo avvenuta in data 20 gennaio 2005 (nonostante la contestazione al trasgressore risalisse al 10 gennaio precedente) rendeva comunque tempestivo il ricorso al prefetto presentato il 16 marzo 2005 anche per esso F., con conseguente nullità del verbale ai sensi e per gli effetti di cui all’art. 204 C.d.S., e illegittimità dell’impugnata cartella di pagamento.

Ai sensi dell’art. 380 bis c.p.c., è stata depositata relazione e fissata l’udienza odierna per la decisione in Camera di consiglio.

Osserva la Corte che, conformemente alla richiesta del P.G., il ricorso è inammissibile.

Ai sensi dell’art. 339 c.p.c., come modificato dal D.Lgs. 2 febbraio 2006, n. 40, art. 1, con effetto dal 2 marzo 2006, le sentenze del giudice di pace pronunciate successivamente a tale data, sono impugnabili mediante appello (e non più con ricorso per cassazione).

Nel caso specifico, la sentenza del giudice di pace, essendo stata emessa in data 13 luglio 2006 e pubblicata il 6 settembre 2006, è impugnabile con l’appello e non il ricorso per cassazione che, pertanto, va dichiarato inammissibile.

Nulla sulle spese processuali non avendo l’intimata Prefettura svolto attività difensiva.

P.Q.M.

La Corte dichiara inammissibile il ricorso.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della Sezione Seconda Civile, il 21 aprile 2010.

Depositato in Cancelleria il 11 maggio 2010

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