Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 114 del 04/01/2017

Cassazione civile, sez. II, 04/01/2017, (ud. 16/11/2016, dep.04/01/2017),  n. 114

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SECONDA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. MAZZACANE Vincenzo – Presidente –

Dott. LOMABRDO Luigi Giovanni – Consigliere –

Dott. CORRENTI Vincenzo – Consigliere –

Dott. PICARONI Elisa – Consigliere –

Dott. SCARPA Antonio – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

SENTENZA

sul ricorso 8151/2012 proposto da:

B.A., (OMISSIS), F.F. (OMISSIS),

elettivamente domiciliati in ROMA, VIA LUIGI LUCIANI 1, presso lo

studio dell’avvocato DANIELE MANCA BITTI, che li rappresenta e

difende unitamente all’avvocato FRANCESCO FERRARA;

– ricorrenti –

contro

C.F., G.M., C.G.,

elettivamente domiciliati in ROMA, VIA AREZZO 38, presso lo studio

dell’avvocato MAURIZIO MESSINA, che li rappresenta e difende

unitamente all’avvocato TULLIO CASTELLI;

– controricorrenti –

e contro

S.O., SC.GI., CA.PI.;

– intimati –

avverso la sentenza n. 108/2011 della CORTE D’APPELLO di BRESCIA,

depositata il 08/02/2011;

udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del

16/11/2016 dal Consigliere Dott. ANTONIO SCARPA;

udito l’Avvocato Tucci per delega dell’Avvocato Messina;

udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott.

CARDINO Alberto, che ha concluso per il rigetto del ricorso.

Fatto

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

Con citazione del 26/31 agosto 1988 Si.Co., Fe.Fi. e F.F. convennero davanti al Tribunale di Brescia la Immobiliare Spring s.r.l. e S.O., esponendo: che con atto notarile del 29 maggio 1971 Ca.An. aveva costituito sul suo fondo sito in (OMISSIS) una servitù di passaggio pedonale, carrabile e di elettrodotto in favore del fondo di proprietà degli attori, servitù da esercitarsi attraverso una striscia di terreno ben individuata in atto della larghezza massima di ml 6, oltre banchine pedonali; che la strada tra il 1971 ed il 1972 era stata completata e rifinita con una larghezza di circa ml 6; che il fondo di proprietà Ca. era stato poi ceduto in parte al S. ed in parte alla Immobiliare Spring s.r.l.; che il S. e la Immobiliare Spring s.r.l. avevano costruito due distinti muri di cinta sui mappali (OMISSIS); ciò premesso, Si.Co., Fe.Fi. e F.F. chiedevano che venisse accertata la striscia di terreno assoggettata a servitù di passaggio in forza dell’atto del 29 maggio 1971, e che venisse verificato se le opere eseguite sul fondo servente impedissero o rendessero più incomodo l’esercizio della servitù stessa, eventualmente condannando i convenuti al ripristino dello stato dei luoghi. I convenuti Immobiliare Spring s.r.l. e S.O. contestavano le pretese attoree e formulavano riconvenzionale per conseguire la condanna degli attori all’esecuzione di opere di rafforzamento del terreno destinato a strada. Veniva integrato il contraddittorio nei confronti di Ca.Pi. e Sc.Gi., proprietari di mappali interessati dal tracciato della servitù. Il Tribunale di Brescia, con sentenza del 13 gennaio 2005, dichiarava che la striscia di terreno assoggettata a servitù coincidesse con quella destinata a strada, come accertata dal CTU, rigettando per il resto le domande di attori e convenuti.

F.F., in proprio e quale erede di Si.Co., e B.A., quale erede di Fe.Fi., proponevano appello, domandando di accertare che le opere eseguite da Immobiliare Spring s.r.l. e S.O. invadessero la striscia di terreno soggetta a servitù. G.M., C.G. e C.F. si sono costituiti in sede di gravame quali successori della Immobiliare Spring s.r.l., cancellata dal registro delle imprese, proponendo anche appello incidentale per ottenere la condanna degli attori all’esecuzione delle opere di consolidamento. La Corte d’Appello di Brescia, con sentenza dell’8 febbraio 2011, ha rigettato sia l’impugnazione principale che quella incidentale. I giudici del gravame hanno premesso che l’appello risultasse limitato alla domanda di riduzione in pristino, avendo gli appellanti F.F. e B.A. precisato anche in conclusionale di non aver impugnato il capo della sentenza del Tribunale che aveva individuato la striscia di terreno soggetta a servitù, in base all’atto del 29 maggio 1971, come coincidente con il tracciato della strada già esistente. Essendosi sul punto, pertanto, formato giudicato, non poteva trovare accoglimento la pretesa degli appellanti di ampliare la servitù fino a ml 6, oltre alle banchine pedonali, e di allargare i tornanti. Ha aggiunto la Corte del merito che, limitandosi il titolo contrattuale ad indicare la larghezza massima della strada, non violavano la convenzione di servitù la recinzione e i muri di cinta e di sostegno realizzati dai convenuti, consentendo comunque gli stessi il passaggio pedonale e carrabile attraverso la strada, avente una larghezza media pari a ml 3,45.

Avverso la sentenza della Corte d’Appello di Brescia, gli avvocati F.F. e B.A. hanno proposto ricorso articolato in due motivi, cui resistono con controricorso G.M., C.G. e C.F.. Rimangono intimati senza svolgere attività difensive, S.O., Ca.Pi. e Sc.Gi.. Ricorrenti e controricorrenti hanno presentato memorie ai sensi dell’art. 378 c.p.c..

Diritto

MOTIVI DELLA DECISIONE

Con il primo motivo di ricorso gli avvocati F.F. e B.A. deducono insufficiente e contraddittoria motivazione quanto al profilo della mancata impugnazione. I ricorrenti sostengono che tutto l’appello era piuttosto volto a dimostrare che la striscia assoggettata a servitù era più larga della sede stradale. All’uopo, viene trascritta la conclusione dell’atto di appello che domandava l’accertamento che “le opere eseguite dai convenuti Immobiliare Spring e Salini sul fondo servente invadono la striscia di terreno soggetta a servitù, come risultante da richiamato atto notaio Stivala”.

Il secondo motivo di ricorso denuncia “violazione e falsa applicazione di norme di diritto, in particolare degli artt. 1063, 1064, 1065 e 1075 c.c. – violazione e falsa applicazione di norme contrattuali, in specie dell’atto 29/5/71 Not. St.”. Il motivo trascrive, quindi, i motivi di appello sul merito portati avverso la sentenza del Tribunale e non esaminati dalla Corte d’Appello.

I due motivi, che possono essere trattati congiuntamente per la loro connessione, sono entrambi in parte inammissibili, e comunque infondati.

Innanzitutto, è vero che, qualora occorra accertare se sia formato il giudicato nell’ambito dello stesso processo, nel verificare se una statuizione contenuta nella sentenza di primo grado sia stata o meno impugnata, la Corte di cassazione non è vincolata dall’interpretazione degli atti processuali compiuta dai giudici di appello, ma ha il potere dovere di valutare direttamente tali atti, al fine di stabilire se, rispetto alla questione, su cui si sarebbe formato il giudicato, la funzione giurisdizionale si sia esaurita per effetto della mancata devoluzione di detta questione nel giudizio di appello, con la conseguente preclusione di ogni esame della stessa. Tuttavia, avendo il giudice di secondo grado affermato la preclusione al riesame di una domanda tra le parti per l’esistenza sulla stessa del giudicato (nella specie, quanto all’esatta individuazione della porzione di terreno assoggettata a servitù in virtù del contratto del 29 maggio 1971), alla luce del contenuto dell’atto di appello (che, del resto, affermava: “la sentenza impugnata ha correttamente individuato la striscia di terreno soggetta servitù con quella di fatto adibita a strada”) e della precisazione resa nella stessa comparsa conclusionale, i ricorrenti avrebbero avuto l’onere di impugnare tale statuizione sotto il profilo della violazione e falsa applicazione dell’art. 2909 c.c., o dell’art. 324 c.p.c., e non per vizi attinenti alla motivazione.

Il ricorso per cassazione deve, inoltre, contenere, a pena di inammissibilità, l’esposizione dei motivi per i quali si chiede la cassazione della sentenza impugnata, aventi i requisiti della specificità, completezza e riferibilità alla stessa decisione gravata, sicchè sono inammissibili le doglianze che i ricorrenti qui portano ritrascrivendo integralmente le censure articolate contro la sentenza di primo grado.

Il ricorso, peraltro, non si avvede che la Corte d’Appello, seppur con improprio procedere (cfr. Cass. Sez. U, Sentenza n. 3840 del 20/02/2007), dopo aver premesso che la determinazione della fascia di terreno fosse sottratta all’effetto devolutivo della proposta impugnazione (questione, invero, pregiudiziale, tale da esonerare dall’affrontare il merito della questione), ha comunque riaffermato nella sua motivazione che fosse corretta sul punto la decisione di primo grado, quanto, nella specie, all’interpretazione della volontà contrattuale delle parti (pagina 9 di sentenza). Tali ragioni comunque spese dalla Corte d’Appello consentono, pertanto, di esaminare qui, facendosi applicazione dell’art. 111 Cost., comma 2, e art. 384 c.p.c., comma 4, altresì il merito del ricorso, rivelandosi esso comunque infondato.

Spetta, invero, certamente al giudice di merito, sulla base della valutazione del contratto costitutivo di una servitù di passaggio, l’individuazione dei fondi interessati, delle modalità di esercizio, dell’estensione della servitù e delle caratteristiche di essa, trattandosi di ricostruire la volontà delle parti di dare origine ad un diritto reale immobiliare. L’individuazione del passaggio, ed in particolare della sua larghezza, è stata così operata dal Tribunale e condivisa dalla Corte d’Appello, e questo convincimento dei giudici di merito è, semmai, sindacabile in cassazione per violazione dei criteri interpretativi di cui all’art. 1362 c.c., oppure alla stregua dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5. In proposito, i ricorrenti non denunciano alcuna specifica violazione dei canoni legali di ermeneutica contrattuale, nè risulta nella sentenza impugnata un’obiettiva insufficienza della motivazione o una contraddittorietà del ragionamento. Il primo ed il secondo motivo di ricorso invocano, piuttosto, il sindacato di legittimità ponendo una generica critica del risultato interpretativo raggiunto dai giudici di merito, che si risolve nella contrapposizione di una diversa interpretazione del titolo costitutivo della servitù da loro ritenuta corretta. Il secondo motivo, in rubrica, deduce proprio la “violazione e falsa applicazione di norme contrattuali, in specie dell’atto 29/5/71 Not. St.”, ma l’interpretazione o l’applicazione di una scrittura contrattuale fatta dal giudice del merito non può essere denunciata in sede di legittimità ai sensi dell’art. 360 c.p.c., n. 3, come se si trattasse di violazione o falsa applicazione di norme di diritto, per tali intendendosi soltanto quelle risultanti dal sistema delle fonti dell’ordinamento giuridico. Anche l’indicazione nella rubrica del secondo motivo degli artt. 1063, 1064, 1065 e 1076 c.c., è poi seguita nell’esposizione dall’allegazione di un’erronea ricognizione della fattispecie concreta mediante le risultanze di causa, la quale inerisce alla tipica valutazione del giudice di merito e la cui censura è possibile, in sede di legittimità, attraverso il vizio di motivazione. Avendo così determinato la larghezza della strada destinata all’esercizio della servitù sulla base di una larghezza media di ml 3,45, come risultante dal contratto del 29 maggio 1971, era inevitabile rigettare la domanda di riduzione dei luoghi in pristino stato, non recando le opere eseguite dai proprietari dei fondi serventi alcun impedimento o turbativa del passaggio.

Conseguono il rigetto del ricorso e la regolazione secondo soccombenza delle spese del giudizio di cassazione in favore dei soli controricorrenti G.M., C.G. e C.F., non avendo S.O., Ca.Pi. e Sc.Gi. svolto attività difensive.

PQM

La Corte rigetta il ricorso e condanna i ricorrenti a rimborsare ai controricorrenti G.M., C.G. e C.F. le spese sostenute nel giudizio di cassazione, che liquida per in complessivi Euro 3.700,00, di cui Euro 200,00 per esborsi, oltre a spese generali e ad accessori di legge.

Così deciso in Roma, nella Camera di Consiglio della Sezione Seconda Civile della Corte Suprema di Cassazione, il 16 novembre 2016.

Depositato in Cancelleria il 4 gennaio 2017

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA