Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 11343 del 12/06/2020

Cassazione civile sez. I, 12/06/2020, (ud. 21/01/2020, dep. 12/06/2020), n.11343

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE PRIMA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. DIDONE Antonio – Presidente –

Dott. PAZZI Alberto – Consigliere –

Dott. VELLA Paola – Consigliere –

Dott. FALABELLA Massimo – Consigliere –

Dott. DOLMETTA Aldo Angelo – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 17559/2016 proposto da:

Cartotecnica Cicciomessere s.r.l., in liquidazione, in persona del

legale rappresentante pro tempore, elettivamente domiciliata in

Roma, via Oslavia 40, presso lo studio dell’avvocato Putignano Paola

Daniela, rappresentata e difesa dall’avvocato Catena Pasqualino,

giusta procura in calce al ricorso;

– ricorrente –

contro

D & D Carton s.r.l., in persona del legale rappresentante pro

tempore, elettivamente domiciliata in Roma, lungotevere dei Mellini

44, presso lo studio dell’avvocato Adragna Nicola, rappresentata e

difesa dall’avvocato De Benedictis Lucio Antonio, giusta procura in

calce al controricorso;

– controricorrente –

e contro

D.S.M., quale commissario liquidatore della s.r.l.

Cartotecnica Cicciomessere; G.R., quale commissasrio

Giudiziale della s.r.l. Cartotecnica Cicciomessere;

– intimati –

avverso il decreto della CORTE D’APPELLO di BARI, depositata il

12/05/2016;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio del

21/01/2020 da Dott. DOLMETTA ALDO ANGELO.

Fatto

FATTI DI CAUSA

1.- La s.r.l. D & D Carton, quale creditore della s.r.l. Cartotecnica Cicciomessere, ha presentato reclamo L. Fall., ex art. 183, avverso il decreto del Tribunale di Bari di omologa del concordato preventivo di quest’ultima società. Ha addotto, in particolare, la sussistenza di atti di frode ai sensi della L. Fall., art. 173, con particolare riferimento alle conseguenze provocate da un incendio avvenuto nei locali della relativa azienda.

2.- Acquisita la documentazione relativa a detto incendio, la Corte di Appello di Bari ha accolto, con decreto depositato in data 12 maggio 2016, il reclamo così presentato.

Il decreto ha in particolare ritenuto che, “in concorso con i profili di criticità del piano concordatario già rilevati nel decreto” di omologa, emesso dal Tribunale di Bari, “vi sia stata una specifica condotta gravemente opaca della reclamata, consistente nella valorizzazione di un evento sfortunato di probabile origine accidentale al fine di giustificare la scomparsa delle rimanenze di magazzino, acquistate presso la stessa reclamante nel corso del 2013 e mai pagate. In mancanza di plausibili ragioni della reclamata, pur sollecitata da questa Corte, è verosimile che le merci a suo tempo falsamente indicate come distrutte nel c.d. incendio siano state vendute in nero e che il relativo ricavo sia stato sottratto alla garanzia dei creditori, non occorrendo peraltro che il livello probatorio della frode rilevante ai sensi della L. Fall., art. 173, attinga al livello dell’oltre ogni ragionevole dubbio, ma bastando al contrario il criterio civilistico, indubbiamente soddisfatto, del più probabile che no”.

3.- Avverso questo provvedimento ricorre la s.r.l. Cartotecnica Cicciomessere, articolando tre motivi di cassazione.

Resiste la s.r.l. D & D con controricorso.

Non si sono costituiti gli altri intimati.

Entrambe le parti costituite hanno anche depositato memorie.

Diritto

RAGIONI DELLA DECISIONE

4.- I motivi di ricorso sono stati intestati nei termini qui di seguito riportati.

Primo motivo: “violazione e/o falsa applicazione di norme di diritto ex art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3. in relazione alla L. Fall., artt. 160, 161, art. 162 comma 2, artt. 173, 180 e 183, stante l’assoluta mancanza di “atti di frode” imputabili al debitore”.

Secondo motivo: “violazione e/o falsa applicazione di norme di diritto ex art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, con riferimento alla L. Fall., artt. 173, 180 e 15, nonchè artt. 24 e 111 Cost. e art. 101 c.p.c.”.

Terzo motivo: “nullità della sentenza ex art. 360 c.p.c., n. 4, con riferimento all’art. 132 c.p.c.: totale apparenza della motivazione”.

5.- Il controricorso solleva, tra le altre cose, eccezione di inammissibilità, per tardività, del ricorso per cassazione presentato dalla s.r.l. Cicciomessere.

Si sostiene in proposito che, in assenza di espressa indicazione del termine per ricorrere nel contesto della norma della L. Fall., art. 183, comma 1, si deve fare riferimento alla norma della L. Fall., art. 18, comma 14 (trenta giorni dalla notificazione del provvedimento) e non già alle regole proprie del rito camerale (sessanta giorni dalla notificazione).

Sulla scorta di questo assunto, si segnala che il decreto della Corte di Appello è stato notificato in data 12 maggio 2016, laddove il ricorso è stato notificato l’8 di luglio.

6.- L’eccezione è fondata.

Ha rilevato la recente sentenza di Cass., 20 novembre 2019, n. 30201, che, “se la circostanza che con lo stesso reclamo, proponibile contro il decreto che pronuncia sull’omologazione del concordato preventivo, possa essere impugnata anche l’eventuale sentenza dichiarativa di fallimenti impone, per una lettura costituzionalmente orientata della norma, di reputare applicabile il medesimo termine previsto dalla L. Fall., art. 18, non si può che constatare come le ragioni giustificative della reductio ad unum riconosciuta come necessaria – vale a dire il fatto che la stessa impugnazione possa investire, oltre che la statuizione che pronuncia sull’omologazione del concordato preventivo, anche l’eventuale sentenza dichiarativa di fallimento permangono immutate anche rispetto al ricorso per cassazione”.

“Non è possibile” – ha pure aggiunto la citata pronuncia – “trarre argomenti in contrario da precedenti di questa Corte (Cass., 2706/2009, Cass., 7013/1999, Cass., 7533/1990), che espressamente indicano in sessanta giorni il termine per ricorrere per cassazione avverso la statuizione con cui la Corte d’appello aveva rigettato le opposizioni alla sentenza o al decreto di omologazione della proposta di concordato preventivo, poichè queste pronunce riguardano fattispecie regolate dalla L. Fall., art. 183, nel testo vigente prima della riforma introdotta dal D.Lgs. n. 169 del 2007, che espressamente prevedeva la presentazione di un appello – e non di un reclamo avverso il provvedimento di omologazione del concordato”.

7.- Il presentato ricorso è dunque inammissibile, in ragione della tardività della sua proposizione.

8.- Le spese seguono la regola della soccombenza e si liquidano in dispositivo.

PQM

La Corte dichiara inammissibile il ricorso. Condanna il ricorrente al pagamento delle spese del giudizio di legittimità, che liquida nella somma di Euro 7.200.00 (di cui Euro 200,00 per esborsi), oltre a spese forfettarie nella misura del 15% e accessori di legge.

Dà atto, ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13 comma 1 quater, della sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte del ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso, ove dovuto, secondo quanto stabilito dalla norma dell’art. 13, comma 1 bis.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della Sezione Prima Civile, il 21 gennaio 2020.

Depositato in Cancelleria il 12 giugno 2020

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA