Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 11318 del 29/04/2021

Cassazione civile sez. I, 29/04/2021, (ud. 22/12/2020, dep. 29/04/2021), n.11318

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE PRIMA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. ACIERNO Maria – Presidente –

Dott. DI STEFANO Pierluigi – rel. Consigliere –

Dott. IOFRIDA Giulia – Consigliere –

Dott. SCORDAMAGLIA Irene – Consigliere –

Dott. SOLAINI Luca – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 14911/2019 proposto da:

S.A., elettivamente domiciliato in Napoli alla Via Toledo

n. 106, presso l’avv. Marco Esposito, che lo rappresenta e difende

(marcoesposito1.avvocatinapoli.legalmail.it);

– ricorrente –

contro

Ministero Dell’interno;

– intimato –

avverso il decreto del TRIBUNALE di MILANO, depositato il 14/03/2019;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio del

22/12/2020 da Dott. PIERLUIGI DI STEFANO.

 

Fatto

FATTI DI CAUSA

S.A., cittadino del (OMISSIS), ricorre con unico motivo avverso il decreto del tribunale di Milano del 14 marzo 2019 che rigettava il suo ricorso avverso il provvedimento del 20 settembre 2017 della Commissione territoriale di diniego del riconoscimento dello status di rifugiato, della protezione sussidiaria o del permesso di soggiorno per motivi umanitari.

Il richiedente fondava la sua domanda sostenendo che:

– nel proprio paese svolgeva attività di allevatore di bestiame;

– aveva subito un’aggressione da parte di persone ignote che lo picchiavano e uccidevano alcuni degli animali e che poi la polizia lo aveva arrestato in quanto in possesso di un’arma da fuoco utilizzata per la difesa;

– era evaso ed aveva lasciato il paese in cui temeva di rientrare.

Il Tribunale riteneva il racconto non credibile perchè generico, privo di coerenza, e perchè variato successivamente con la affermazione di aver subito la carcerazione per la diversa ragione dell’omicidio di due donne. Riteneva inoltre inattendibile l’asserito comunicato della polizia ghanese prodotto dalla difesa. Tale giudizio di non credibilità del ricorrente rendeva superflua qualsiasi ulteriore indagine.

Il Tribunale escludeva anche le condizioni per la protezione umanitaria sia per la assenza di un significativo radicamento in Italia che per la assenza di ragioni per ritenere inadeguate le possibili condizioni socioeconomiche del richiedente in caso di ritorno nel paese di provenienza.

Diritto

RAGIONI DELLA DECISIONE

Con unico motivo deduce la violazione del D.Lgs. n. 25 del 2008, art. 35 bis, comma 11, lett. a), per l’omessa fissazione dell’udienza e per l’omesso ordine di comparizione personale.

Rileva la violazione legge per non essere stata consentita la comparizione personale del ricorrente, richiesto da difensore, in un caso nel quale non era disponibile, perchè non effettuata, la videoregistrazione del colloquio del richiedente innanzi alla commissione territoriale.

Il motivo è infondato.

Il Tribunale ha fissato l’udienza di comparizione. Ciò è già sufficiente a ritenere insussistente la violazione di legge invocata in quanto la lett. a) del comma 11 dell’articolo citato prevede che in caso di indisponibilità della videoregistrazione sia fissata l’udienza di comparizione ma non anche che sia obbligatoriamente disposta una nuova audizione, necessaria, come già affermato da questo giudice di legittimità (Sez. 1, Sentenza n. 21584 del 07/10/2020 (Rv. 658982-01) solo quando vi sia espressa e motivata richiesta della parte o, comunque, siano dedotti fatti nuovi a sostegno della domanda.

Peraltro, nel caso di specie, la sentenza fa chiaramente riferimento alle dichiarazioni rese personalmente nel corso dell’udienza dal richiedente, in particolare riferendo che solo in questa sede costui sostenuto di aver ucciso due persone, per cui, indipendentemente dalla piena ripetizione del colloquio, la parte ha potuto rappresentare quanto di suo interesse.

Nulla per le spese in assenza di attività difensiva del Ministero intimato.

P.Q.M.

Rigetta il ricorso. Nulla per spese.

Così deciso in Roma, il 22 dicembre 2020.

Depositato in Cancelleria il 29 aprile 2021

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