Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 11312 del 09/05/2017

Cassazione civile, sez. lav., 09/05/2017, (ud. 30/01/2017, dep.09/05/2017),  n. 11312

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE LAVORO

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. D’ANTONIO Enrica – Presidente –

Dott. BERRINO Umberto – rel. Consigliere –

Dott. DORONZO Adriana – Consigliere –

Dott. RIVERSO Roberto – Consigliere –

Dott. CALAFIORE Daniela – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

SENTENZA

sul ricorso 11536-2011 proposto da:

I.N.A.I.L. – ISTITUTO NAZIONALE PER L’ASSICURAZIONE CONTRO GLI

INFORTUNI SUL LAVORO, C.F. (OMISSIS), in persona del legale

rappresentate pro tempore, elettivamente domiciliato in ROMA, VIA IV

NOVEMBRE 144, presso lo studio degli avvocati ANDREA ROSSI, RITA

RASPANTI, che lo rappresentano e difendono giusta delega in atti;

– ricorrente –

contro

RETE FERROVIARIA ITALIANA S.P.A., (OMISSIS), in persona del legale

rappresentante pro tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA

C. MONTEVERDI 16, presso lo studio dell’avvocato GIUSEPPE CONSOLO,

che la rappresenta e difende giusta delega in atti;

– controricorrente –

e contro

P.A.;

– intimato –

avverso la sentenza n. 754/2010 della CORTE D’APPELLO di GENOVA,

depositata il 25/10/2010 r.g.n. 638/2009;

udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del

30/01/2017 dal Consigliere Dott. UMBERTO BERRINO;

udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott.

FINOCCHI GHERSI Renato, che ha concluso per l’accoglimento del

ricorso;

udito l’Avvocato LETIZIA CRIPPA per delega verbale Avvocato ANDREA

ROSSI;

udito l’Avvocato GIANFRANCO RUGGIERI per delega verbale Avvocato

GIUSEPPE CONSOLO.

Fatto

FATTI DI CAUSA

Con sentenza del 20/27.10.2010, la Corte d’appello di Genova ha dichiarato improponibile la domanda di regresso svolta dall’Inail nei confronti della società Rete Ferroviaria Italiana s.p.a. e di P.A., quale addetto al controllo ed alla sicurezza della linea ferrata, per il rimborso delle somme erogate ad M.O. a titolo di indennizzo a causa dell’infortunio da questi subito l'(OMISSIS) mentre era in servizio.

In particolare la Corte di merito ha ritenuto fondato il motivo di improcedibilità riconducibile al fatto che la domanda di regresso era stata introdotta quando la sentenza penale di condanna penale dell’addetto al controllo ed alla sicurezza della linea ferrata era stata appellata e non era, quindi, ancora definitiva. Per la cassazione della sentenza ricorre l’Inail con un solo motivo, illustrato da memoria ai sensi dell’art. 378 c.p.c.

Resiste con controricorso la società Rete Ferroviaria Italiana s.p.a.

Diritto

RAGIONI DELLA DECISIONE

Con un solo motivo, dedotto per violazione e falsa applicazione del D.P.R. n. 1124 del 1965, artt. 10 e 11 l’Inail lamenta che la Corte di merito, nel dichiarare l’improponibilità della domanda di regresso esercitata nei confronti della società ferroviaria e del dipendente P.A. per l’infortunio indennizzato occorso al lavoratore M.O. mentre era in servizio, non ha tenuto conto della piena autonomia di tale azione rispetto al processo penale, indipendentemente dal fatto che questo sia o meno pendente, dato il venir meno del principio della necessaria pregiudizialità del procedimento penale rispetto a quello civile per effetto della nuova formulazione dell’art. 295 c.p.c..

Il ricorso è fondato.

Invero, questa Corte ha già avuto modo dl statuire (Cass. sez. lav n. 2952 dell’1.3.2001) che “in hase alla regola generale di cui all’art. 295 c.p.c., nella formulazione introdotta della L. 26 novembre 1990, n. 353, art. 33, il giudizio instaurato dall’Inail nei confronti del datore di lavoro per il rimborso delle prestazioni economiche erogate a lavoratore infortunato, D.P.R. n. 1124 del 1965, ex art. 11 non è soggetto a sospensione necessaria in attesa dell’esito del processo penale pendente per gli stessi fatti, atteso che, in applicazione dell’art. 654 c.p.p., l’efficacia della emananda sentenza penale di condanna o di assoluzione non potrà mai fare stato nei confronti dell’Inail, che non è parte nel giudizio penale; nè, d’altra parte, in tale ipotesi possono trovare applicazione le regole speciali di sospensione previste dall’art. 75 c.p.c., in relazione all’azione civile per le restituzioni e il risarcimento del danno, posto che l’azione di regresso esercitata dall’Inail è diversa da quella restitutoria o risarcitoria che legittima la costituzione di parte civile nel processo penale.”

Nello stesso senso si è, altresì, affermato (Cass. sez. lav. Ordinanza n. 13790 dei 9.6.2010) che “in base alla regola generale di cui all’art. 295 c.p.c., nella formulazione introdotta dalla L. 26 novembre 1990, n. 353, art. 33 il giudizio di regresso instaurato dall’Inail nei confronti del datore di lavoro per il rimborso delle prestazioni economiche erogate al lavoratore infortunato, D.P.R. n. 1124 del 1965, ex art. 11 non è soggetto a sospensione necessaria in attesa dell’esito del processo penale pendente per gli stessi fatti; ove, poi, l’INAIL eserciti la facoltà di costituirsi parte civile (L. n. 123 del 2007, ex art. 2 poi sostituite dal D.Lgs. n. 81 del 2008, art. 61, comma 1) nel processo penale pendente contro il datore di lavoro per i medesimi fatti, la sospensione del giudizio civile è esclusa, ex art. 75 c.p.c., comma 2, in caso di proposizione dell’azione nella sede civile prima della sentenza penale di primo grado”.

Pertanto, alla luce di tale indirizzo giurisprudenziale, il ricorso va accolto e l’impugnata sentenza va cassata con rinvio della causa, per la trattazione del merito, alla Corte d’appello Genova che, in diversa composizione, provvederà anche alla liquidazione delle spese del presente giudizio.

PQM

La Corte accoglie il ricorso, cassa a sentenza impugnata e rinvia la causa, anche per le spese, alla Corte d’appello di Genova in diversa composizione.

Così deciso in Roma, il 30 gennaio 2017.

Depositato in Cancelleria il 9 maggio 2017

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA