Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 11305 del 29/04/2021

Cassazione civile sez. I, 29/04/2021, (ud. 18/11/2020, dep. 29/04/2021), n.11305

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE PRIMA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. MELONI Marina – Presidente –

Dott. ACIERNO Maria – Consigliere –

Dott. CASADONTE Annamaria – rel. Consigliere –

Dott. BALSAMO Milena – Consigliere –

Dott. SOLAINI Luca – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 14459/2019 proposto da:

I.M., rappresentato e difeso dall’Avvocato Massimo

Rizzato, con studio in Vicenza, via Napoli 4;

– ricorrente –

contro

MINISTERO DELL’INTERNO, (OMISSIS);

– intimato –

avverso la sentenza n. 3077/2018 della Corte d’appello di Venezia,

depositata il 09/11/2018;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio del

18/11/2020 dal Consigliere Dott. Annamaria Casadonte.

 

Fatto

RILEVATO

che:

– I.M., cittadino (OMISSIS), ricorre avverso la sentenza della corte d’appello di rigetto del di lui gravame nei confronti del diniego della protezione internazionale e di quella umanitaria, statuiti dalla commissione territoriale prima e confermati poi dal tribunale;

– a sostegno delle domande di protezione egli ha allegato di essere originario di (OMISSIS), un piccolo centro dell’Edo State, di avere studiato a Lagos e di avere lavorato nello stato di Ebonyi e nel Delta State; ha riferito di essere successivamente rientrato nel paese di nascita (OMISSIS) per assisterla madre e di essere scappato per sottrarsi alle pressioni ricevute per entrare nella setta degli (OMISSIS) di cui il padre era l’autorità religiosa locale;

– ritenute non credibili le predette dichiarazioni e non provate le condizioni per il riconoscimento della protezione sussidiaria, nè quelle per il riconoscimento della protezione umanitaria, la corte veneziana confermava il diniego assunto nelle precedenti fasi del procedimento;

– la cassazione della sentenza d’appello è chiesta con ricorso affidato a due motivi;

– non ha svolto attività difensiva l’intimato Ministero dell’Interno.

Diritto

CONSIDERATO

che:

– il primo motivo, con cui si denuncia la violazione del D.Lgs. n. 251 del 2007, art. 2, lett. a) e artt. 7 e 14, da parte della corte territoriale là dove ha ritenuto la non attendibilità della narrazione del ricorrente, è inammissibile poichè nel motivo ci si limita a ribadire la contraria tesi dell’attendibilità delle dichiarazioni del richiedente asilo senza fornire elementi probatori che giustifichino la critica formulata alla sentenza impugnata;

– il secondo motivo con cui si censura il diniego della protezione umanitaria per difetto di motivazione è pure inammissibile dal momento che non attinge la ratio decidendi posta dalla corte territoriale a fondamento del rigetto e costituita dalla constatazione dell’insussistenza di alcuna personale situazione di vulnerabilità soggettiva od oggettiva in capo al ricorrente e rilevante ai fini del rilascio del permesso di soggiorno per motivi umanitari;

– l’inammissibilità di entrambi i motivi comporta l’inammissibilità del ricorso;

– nulla va disposto sulle spese di lite atteso il mancato svolgimento di attività difensiva da parte dell’intimato Ministero;

– ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, si dà atto della sussistenza dei presupposti processuali per il versamento, da parte del ricorrente, di un ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello previsto per il ricorso, a norma dello stesso art. 13, comma 1-bis, se dovuto.

P.Q.M.

La Corte dichiara inammissibile il ricorso.

Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, dà atto della sussistenza dei presupposti processuali per il versamento, da parte del ricorrente, di un ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello previsto per il ricorso, a norma dello stesso art. 13, comma 1-bis, se dovuto.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della Sezione Prima Civile, il 18 novembre 2020.

Depositato in Cancelleria il 29 aprile 2021

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA