Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 11159 del 28/04/2021

Cassazione civile sez. trib., 28/04/2021, (ud. 13/01/2021, dep. 28/04/2021), n.11159

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TRIBUTARIA

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. CRUCITTI Roberta – Presidente –

Dott. D’ANGIOLELLA Rosita – rel. est. Consigliere –

Dott. FEDERICI Francesco – Consigliere –

Dott. D’ORAZIO Luigi – Consigliere –

Dott. ROSSI Raffaele – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso iscritto al n. 29289/2016 R.G., proposto da:

Agenzia delle Entrate, in persona del direttore pro tempore,

elettivamente domiciliata in Roma via dei Portoghesi 12, presso

l’Avvocatura Generale dello Stato che la rappresenta e difende ope

legis;

– ricorrente –

contro

Dega Tourist di G.d.V. e Fratelli s.n.c., in persona

del legale rapp.te p.t., rappresentata e difesa, in virtù di

procura in calce al ricorso, dall’avv.to Carmine Bernardo, con il

quale è elettivamente domiciliato in Roma al viale Angelico 70 c/o

lo studio dell’avv.to Paolo Palma;

– resistente –

Equitalia Sud s.p.a., n.q. di concessionario alla riscossione dei

tributi, in persona del l.r.p.t.;

– intimata –

Avverso la sentenza n. 4418/29/16 della Commissione tributaria

Regionale della Lombardia, depositata in data 13/05/2016, non

notificata;

udita la relazione svolta dal Consigliere Rosita d’Angiolella nella

camera di consiglio del 13 gennaio 2021.

 

Fatto

RITENUTO

che:

La società Dega Tourist di G.d.V. e Fratelli s.n.c. impugnava la cartella di pagamento emessa a seguito di controllo automatizzato, relativo all’anno d’imposta 2009. Deduceva, in via preliminare, la nullità della notifica effettuata da Equitalia Sud. s.p.a. direttamente a mezzo posta e nel merito l’illegittimità della pretesa.

La Commissione tributaria provinciale di Napoli, con sentenza n. 2196/35/2015, dichiarava inammissibile il ricorso per violazione del termine di cui al D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 22, (mancato rispetto del termine di trenta gg. entro cui effettuare il deposito del ricorso).

La Commissione tributaria regionale della Campania (di seguito, CTR) accoglieva l’appello della società contribuente sulla base della seguente motivazione: “Il collegio rileva che la impugnazione della società contribuente attiene sia all’attività svolta dall’agenzia delle entrate sia quella dell’agente della riscossione. In particolare è stata contestata la mancata notifica dell’atto presupposto alla cartella esattoriale da parte dell’agenzia delle entrate, oltre che la circostanza della mancata considerazione dell’avvenuto pagamento di Euro 12.385,56 in data (OMISSIS) pronto il collegio dunque ritiene legittimo la preventiva riduzione dell’istituto reclamo-mediazione. Il collegio rileva che effettivamente la stessa agenzia delle entrate ha chiarito che le comunicazioni irregolarità sono inviate con raccomandata a domicilio fiscale del contribuente. Nel caso che ci occupa non è stata fornita prova dell’invio della comunicazione con raccomandata, anzi l’ufficio dichiara che il recapito della comunicazione contribuente deriva dall’esito della consultazione informatica del proprio sistema. Il collegio dichiara riforma dell’impugnata sentenza ammissibile il ricorso e nel merito annulla la cartella di pagamento…”.

Avverso la sentenza della CTR di cui in epigrafe, l’Agenzia delle entrate ha proposto ricorso per cassazione, affidato a due motivi di ricorso.

La società contribuente resiste con controricorso.

Equitalia Sud. s.p.a. rimane intimata.

Si dà atto che risulta comunicata alla società controricorrente l’istanza di prosecuzione del giudizio a seguito di diniego di condono del D.L. n. 119 del 2018, ex art. 6.

Diritto

CONSIDERATO

che:

Col primo mezzo, l’Agenzia delle entrate si duole della violazione e falsa applicazione del D.P.R. n. 600 del 1973, art. 36-bis, e del D.P.R. n. 633 del 1972, art. 54 bis, nella parte in cui la CTR ha rilevato il mancato invio con raccomandata dell’avviso bonario, annullando la cartella di pagamento.

Col secondo motivo di ricorso l’Agenzia dell’entrate deduce l’omesso esame di fatti decisivi per il giudizio, oggetto di discussione tra le parti, quali la prova del pagamento, da parte della società, delle somme richieste in cartella.

La società controricorrente pone il problema dei profili contenutistici del ricorso in cassazione di cui all’art. 366 c.p.c., comma 1, nn. 3) e 4).

Ritiene il collegio che il ricorso risulta redatto in conformità al dovere processuale della chiarezza espositiva, avendo la ricorrente amministrazione ben selezionato i profili di fatto e di diritto della vicenda “sub iudice”, anche con specifica localizzazione delle allegazioni difensive dei precedenti gradi, sì da rendere intellegibili le questioni giuridiche prospettate, nonchè di individuare, in relazione a tali profili, le ragioni critiche nell’ambito dei vizi previsti dall’art. 360 c.p.c., (con riguardo alla giurisprudenza formatasi sul tema e all’esigenza di assicurare un’effettiva tutela del diritto di difesa ex art. 24 Cost., nel rispetto dei principi costituzionali e convenzionali del giusto processo, ex art. 111 Cost., comma 2, e art. 6 CEDU, cfr. Sez. 5, Sentenza n. 8425 del 30/04/2020, Rv. 658196-01).

Il primo motivo, oltre ad essere ammissibile è fondato.

Secondo i principi espressi da questa Corte, cui questo Collegio ritiene di aderire “In materia di riscossione, ai sensi del D.P.R. n. 600 del 1973, art. 36 bis, e del D.P.R. n. 633 del 1972, art. 54 bis, l’invio al contribuente della comunicazione di irregolarità, al fine di evitare la reiterazione di errori e di consentire la regolarizzazione degli aspetti formali, è dovuto solo ove dai controlli automatici emerga un risultato diverso rispetto a quello indicato nella dichiarazione ovvero un’imposta o una maggiore imposta e, comunque, la sua omissione determina una mera irregolarità e non preclude, una volta ricevuta la notifica della cartella, di corrispondere quanto dovuto con riduzione della sanzione, mentre tale adempimento non è prescritto in caso di omessi o tardivi versamenti, ipotesi in cui, peraltro, non spetta la riduzione delle sanzioni amministrative ai sensi del D.Lgs. n. 462 del 1997, art. 2, comma 2,” (così, Sez. 5, Sentenza n. 13759 del 06/07/2016; Sez. 5, 13/09/2018 n. 22351; Sez. 6-5, Ordinanza n. 17479 del 28/06/2019). Peraltro, rimane circostanza non contestata quanto dedotto in ricorso dalla ricorrente e che cioè nella cartella di pagamento, a pag. 2, vi era il riferimento alla comunicazione predisposta in data 3 ottobre 2011 e consegnata in data 17 ottobre 2011, con evidente erroneità, anche in fatto, della sentenza impugnata.

Anche il secondo mezzo è ammissibile è fondato.

La ricorrente amministrazione, ha puntualmente indicato, in ricorso, gli atti di primo grado (pag. 2 delle deduzioni di primo grado) nei quali aveva contestato tale pagamento, rilevando che la contribuente non aveva offerto alcuna documentazione che “dimostrando la corrispondenza tra detta somma ed i versamenti addebitati in cartella, renda nulla la pretesa erariale”.

La ricorrente ha ragione di dolersi perchè, sebbene nella sentenza impugnata è fatto espresso riferimento al fatto che la contribuente aveva allegato la quietanza del (OMISSIS) per Euro 12.385,56, non si tiene in alcun conto della specifica contestazione dell’Ufficio, omettendo di esaminare il fatto decisivo per l’esito della controversia quale quello della corrispondenza tra la somma quietanzata e quella portata dalla cartella di pagamento oggetto di giudizio.

In conclusione il ricorso va accolto e la sentenza impugnata va cassata con rinvio alla CTR della Campania, in diversa composizione, perchè proceda ad un nuovo esame della controversia alla luce dei principi innanzi esposti.

La CTR in sede di rinvio è tenuta a provvedere anche in ordine alle spese del presente giudizio di legittimità.

P.Q.M.

Accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e rinvia alla CTR della Campania, in diversa composizione, cui demanda di provvedere anche in ordine alle spese del presente giudizio di legittimità.

Così deciso in Roma, il 13 gennaio 2021.

Depositato in Cancelleria il 28 aprile 2021

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