Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 11154 del 19/04/2019

Cassazione civile sez. VI, 19/04/2019, (ud. 16/01/2019, dep. 19/04/2019), n.11154

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE T

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. GRECO Antonio – Presidente –

Dott. ESPOSITO Antonio Francesco – Consigliere –

Dott. LUCIOTTI Lucio – Consigliere –

Dott. CASTORINA Rosaria Maria – Consigliere –

Dott. DELL’ORFANO Antonella – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 1099-2018 proposto da:

D.P., elettivamente domiciliato in ROMA, PIAZZA CAVOUR,

presso la CORTE DI CASSAZIONE, rappresentato e difeso dall’Avvocato

ANTONINO GRIPPALDI;

– ricorrente –

contro

MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE, in persona del Ministro pro

tempore, EQUITALIA AGENTE RISCOSSIONE PROVINCIA DI ROMA, in persona

del legale rappresentante pro tempore, AGENZIA DELLE ENTRATE, in

persona del Direttore pro tempore, elettivamente domiciliati in

ROMA, VIA DEI PORTOGHESI 12, presso l’AVVOCATURA GENERALE DELLO

STATO, che li rappresenta e difende ope legis;

– resistenti –

avverso la sentenza n. 3018/9/2017 della COMMISSIONE TRIBUTARIA

REGIONALE del LAZIO, depositata il 25/05/2017;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non

partecipata del 16/01/2019 dal Consigliere Relatore Dott.ssa

ANTONELLA DELL’ORFANO.

Fatto

RILEVATO

Che:

D.P. ricorre per la cassazione della sentenza indicata in epigrafe, con cui la Commissione Tributaria Regionale del Lazio aveva accolto l’appello proposto dall’Agenzia delle Entrate avverso la sentenza n. 8822/2016 della Commissione Tributaria Provinciale di Roma in accoglimento del ricorso proposto dal contribuente avverso cartella di pagamento IRPEF Add. Reg. 2005;

il contribuente ha proposto ricorso per cassazione, affidato a due motivi;

con il primo motivo ha denunciato “omessa, insufficiente e contraddittoria motivazione circa un punto decisivo della controversia: istanza di remissione in termini sulla cartella e inammissibilità del ricorso in appello”;

con il secondo motivo ha denunciato “omessa, insufficiente e contraddittoria motivazione circa un punto decisivo della controversia: errata valutazione dell’anno di fatturazione e natura di mera cartiera della Ditta Burruano”;

l’Agenzia delle Entrate ed il Ministero si sono costituiti al solo fine di partecipare all’udienza di discussione.

Diritto

CONSIDERATO

Che:

1.1. è inammissibile, per difetto di interesse, il primo motivo, con cui si denuncia omessa pronuncia da parte della CTR in merito all’eccezione, sollevata dall’Ufficio, di inammissibilità della remissione in termini del contribuente per l’impugnazione della cartella ed in merito all’eccezione del contribuente circa l’inammissibilità del ricorso in appello dell’Ufficio, sul punto, in quanto relativo a domanda nuova;

1.2. la CTR, invero, ha esaminato l’eccezione sollevata dall’Agenzia appellante di inammissibilità per tardività del ricorso introduttivo, ritenendola infondata; ne consegue il difetto di interesse dell’odierna ricorrente a dolersi della mancata pronuncia circa l’inammissibilità dell’appello, in parte qua, mancando il presupposto della soccombenza della parte relativamente alla questione circa la tempestività del ricorso in primo grado;

2.1. il secondo motivo, con cui si lamenta il vizio di “omessa, insufficiente o contraddittoria motivazione su un punto decisivo della controversia”, non avendo la pronunzia impugnata “preso in considerazione tutta la documentazione in atti” e non avendo “specificato i motivi per cui la Ditta Burruano deve considerarsi una mera cartiera”, è inammissibile, atteso che la sentenza d’appello impugnata in questa sede è stata depositata dopo l’11.9.2012; al presente giudizio, di conseguenza, si applica il nuovo testo dell’art. 360 c.p.c., n. 5, e i motivi non sono quindi conformi alla nuova formulazione dell’art. 360 c.p.c., n. 5, applicabile ratione temporis, che ha introdotto nell’ordinamento un vizio specifico denunciabile per cassazione, relativo all’omesso esame di un fatto storico, principale o secondario (fatto da intendersi come un “preciso accadimento o una precisa circostanza in senso storico – naturalistico, non assimilabile in alcun modo a “questioni” o “argomentazioni”), la cui esistenza risulti dal testo della sentenza o dagli atti processuali, che abbia costituito oggetto di discussione tra le parti e abbia carattere decisivo (vale a dire che, se esaminato, avrebbe determinato un esito diverso della controversia) (conf. Cass. nn. 8053/2014; 21152/2014);

2.2. nel caso di specie il ricorrente non ha indicato alcun “fatto storico” (nel senso su precisato), ma si è limitato a contestare le conclusioni cui era giunta la CTR in relazione alla legittimità dell’accertamento dell’Ufficio finanziario, contrapponendo inammissibilmente a detta conclusione valutazioni personali in ordine alle risultanze istruttorie;

2.3. la motivazione non può neppure ritenersi solo apparente ed in violazione del “minimo costituzionale” di esternazione dei motivi, avendo la CTR confermato l’accertamento impositivo relativamente all’acquisizione, da parte del ricorrente, di proventi illeciti derivanti da indebite percezioni di denaro pubblico attraverso la fatturazione di operazioni da parte di un fornitore per prestazioni d’opera inesistenti, rilevando come l’impresa Barrano, non avendo “emesso alcuna delle fatture utilizzate dal contribuente,…(era)… risultata una mera “cartiera” non avendo esibito alcuna fattura per acquisto materiali, nè documentazione relativa ad eventuale forza lavoro, non possiede cespiti ammortizzabili nè ha esibito fatture di terzi fornitori che potessero giustificare i lavori in questione… nè il sig. Barrano…(era)… stato in grado di fornire alcun documento giustificativo in ordine ai pagamenti”;

3. ne consegue il rigetto del ricorso;

4. nulla sulle spese stante la mancanza di attività difensiva delle parti resistenti.

P.Q.M.

La Corte rigetta il ricorso.

Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 -quater, inserito dalla L. n. 228 del 2012, art. 1, comma 17, dichiara la sussistenza dei presupposti per il versamento da parte del ricorrente dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso, a norma dell’art. 13 cit., comma 1-bis.

Così deciso in Roma, nella camera di consiglio della Corte di Cassazione, Sesta Sezione, il 16 gennaio 2019.

Depositato in Cancelleria il 19 aprile 2019

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