Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 1114 del 18/01/2018


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Civile Sent. Sez. 5 Num. 1114 Anno 2018
Presidente: CAPPABIANCA AURELIO
Relatore: LA TORRE MARIA ENZA

SENTENZA

sul ricorso 16920-2010 proposto da:
AGENZIA DELLE ENTRATE in persona del Direttore pro
tempore, elettivamente domiciliato in ROMA VIA DEI
PORTOGHESI 12, presso l’AVVOCATURA GENERALE DELLO
STATO, che lo rappresenta e difende;
– ricorrente contro

2017
1580

ITALIANA NEOBIT SRL;
– intimato –

Nonché da:
ITALIANA

NEOBIT

SRL

in

persona

del

legale

rappresentante pro tempore, elettivamente domiciliato

Data pubblicazione: 18/01/2018

in ROMA VIA PANAMA 74, presso lo STUDIO IACOBELLI
GIANNI EMILIO E COLAPINTO CARLO, rappresentato e
difeso dall’avvocato RAFFAELE D’INNELLA giusta delega
a margine;
– con troricorrente incidentale contro

– intimata –

avverso la sentenza n. 63/2009 della COMM.TRIB.REG. di
‘CUéri-NA
(BARI3 depositata il 04/05/2009;
udita la relazione della causa svolta nella pubblica
udienza del 26/10/2017 dal Consigliere Dott. MARIA
ENZA LA TORRE;
udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore
Generale Dott. IMMACOLATA ZENO che ha concluso per
l’accoglimento del ricorso principale,
l’inammissibilità del ricorso incidentale;
udito per il ricorrente l’Avvocato DAMIANI che ha
chiesto l’accoglimento.

AGENZIA DELLE ENTRATE;

R.G. 16920/2010 Agenzia delle entrate c/ Italiana Neobit s.r.l.

Fatti di causa
L’Agenzia delle entrate ricorre per la cassazione della
sentenza della C.T.R. della Puglia, n. 63/9/2009, dep. 4 maggio
2009, che, in riforma della sentenza di primo grado, ha accolto,

impugnazione del diniego di condono, ex art. 9 bis I. 289/2002,
per gli anni d’imposta dal 1997 al 2001, e successivamente, a
seguito della riapertura dei termini (di cui al dl. 269/2003 e I.
250/2003) per gli anni 2002 e 2003, oltre alle cartelle esattoriali,
a causa del mancato integrale e tempestivo pagamento di tutte
le rate di condono.
La C.T.R., riuniti i ricorsi contro il diniego di condono e le
cartelle di pagamento per gli anni 2000, 2001, 2002, 2003, ha
ritenuto illegittimi, perché non motivati, gli atti di diniego di
condono, per violazione dell’art. 3 I. 241/90 e dell’art. 7 I.
212/2000, non ritenendo sufficiente il semplice riferimento alla
norma violata (art. 9 bis 2892002), “senza esplicitare le ragioni
ostative al perfezionamento del condono ìn presenza del
versamento di una sola rata”.
In ordine alle cartelle di pagamento, caducate dalla
dichiarata illegittimità del diniego di condono, la C.T.R. ha altresì
statuito la loro annullabilità, in quanto prive della firma del
responsabile del procedimento, ancorché emesse in relazione a
ruoli consegnati all’esattore prima del 1.8.2007.
Italiana Neobit s.r.l. si costituisce con controricorso e
propone ricorso incidentale.
Ragioni della decisione
1. Col primo motivo del ricorso principale si deduce nullità della
sentenza e del procedimento (ex art. 360 n. 4 c.p.c.), per avere
1
R.G. 16920/2010 Agenzia delle entrate c/ Italiana Neobit s.r.l.

previa riunione, gli appelli proposti dalla “Italiana Neobit s.r.l.” su

la C.T.R. annullato i provvedimenti di diniego di condono per
carenza di motivazione, con ciò incorrendo nel vizio di
ultrapetizione, data l’assenza di specifica doglianza svolta sul
punto dalla società in sede di appello.
2. Col secondo motivo si deduce nullità della sentenza e del
procedimento (ex art. 56 d.lgs. 546/92 in relazione all’art. 360 n.

motivazione del provvedimento di diniego), non riproposta in
appello dal contribuente.
3. Gli indicati motivi sono fondati. La controricorrente ha dimostrato
di avere contestato la carenza di motivazione della cartella di
pagamento ma non del diniego di condono; la sentenza afferma
che “l’appello proposto – dalla società- muove dal presupposto
secondo cui gli atti di diniego dì condono non possono limitarsi,
quanto

alla

motivazione,

ad

enunciare

in

maniera

esemplificativa, come ha fatto l’Agenzia, che il versamento della
prima rata di condono ….”: sussiste pertanto il denunciato vizio
di ultrapetizione e la nullità della sentenza per

error in

procedendo, mancando comunque la specifica riproposizione in
appello del vizio di motivazione del diniego di condono.
4. Col terzo motivo si lamenta insufficiente motivazione sulla
eccepita carenza di motivazione del provvedimento di diniego,
inesistente, in quanto l’atto indicato conteneva i presupposti di
diritto (indicazione della norma violata e delle conseguenze in
ordine alla reviviscenza della sanzione ex art. 13 I. 471/97), e le
conseguenze giuridiche del presupposto di fatto (indicazione
dell’anno della dichiarazione di condono e della carenza dei
versamenti delle rate): elementi di cui la CTR non ha tenuto
conto.
5. Il motivo è fondato.
2
R.G. 16920/2010 Agenzia delle entrate c/ Italiana Neobit s.r.l.

4 c.p.c.), per avere la CTR deciso su questione (carenza di

È vero che in materia tributaria, il diniego di condono è atto
amministrativo che, come tale, deve essere assistito da idonea
motivazione, la cui funzione è di delimitare l’ambito delle ragioni
adducibili dall’Ufficio nell’eventuale successiva fase contenziosa e
di mettere il contribuente in grado di conoscere i motivi della
decisione assunta con l’atto, al fine di consentirgli di decidere se

16724/2010); tuttavia l’esistenza e la congruità della
motivazione deve essere valutata alla stregua delle regole
dettate specificatamente per il singolo tributo cui l’atto si riferisce
(cfr. Cass. n. 12251 del 17/05/2017 in materia di condono).
Nel caso di specie, vertente sul diniego di condono, l’indicazione
sintetica dei presupposti di fatto e di diritto ad esso riferibili deve
ritenersi integrino una congrua motivazione.
Va peraltro rilevato che si verte sul condono di cui dall’art. 9 bis
della I. n. 289 del 2002, relativo alla possibilità di definire gli
omessi e tardivi versamenti delle imposte e delle ritenute
emergenti dalle dichiarazioni presentate, mediante il pagamento
integrale dell’imposta e degli interessi o, in caso di mero ritardo,
dei soli interessi, senza aggravi e sanzioni, che costituisce una
forma di condono “clemenziale”, con la conseguenza che non è
necessaria alcuna attività di liquidazione in ordine alla
determinazione del “quantum”, esattamente indicato nell’importo
specificato nella dichiarazione integrativa presentata ai sensi del
co. 3, con gli interessi di cui all’art. 4 I. 289/02 (cfr. fra le altre
Cass. n. 18024/2016; n. 379 del 2016; n. 10650 del 2013; nn.
20745 e 20746 del 2010).
6. Col quarto motivo si deduce violazione di legge (art. 36 comma 4
ter dl. 248/2007, conv. I. 31/2008 e art. 7 I. 212/2000) e
violazione sulla normativa sulle cc.dd. “cartelle mute”, per avere
il giudice di appello statuito che le cartelle emesse prima del
3
R.G. 16920/2010 Agenzia delle entrate c/ Italiana Neobit s.r.l.

impugnarlo o meno e di approntare idonea difesa (Cass. n.

2008 non si sottraggono alla censura di annullamento per
mancanza di sottoscrizione del responsabile del procedimento,
avendo il legislatore successivamente comminato per tale
omissione la sanzione di nullità della cartella; ciò peraltro in
assenza di espressa censura del contribuente.
Anche questo motivo è fondato, poiché l’indicazione del

finanziaria non è richiesta dallo Statuto del contribuente a pena
di nullità, in quanto tale sanzione è applicabile soltanto alle
cartelle riferite ai ruoli consegnati agli agenti della riscossione a
decorrere dal 1° giugno 2008 (fra le molte v. S. U, n. 11722 del
14/05/2010; n. 8613 del 15/04/2011; n. 11856 del
12/05/2017).
L’accoglimento del ricorso principale determina l’assorbimento
del ricorso incidentale condizionato, col quale Italiana Neobit
s.r.l. deduce, sotto diversi profili, l’inammissibilità del ricorso
principale.
7. In conclusione il ricorso principale va accolto, con assorbimento
del ricorso incidentale condizionato; la sentenza impugnata va
cassata, con rinvio alla C.T.R. della Puglia, che provvederà anche
sulle spese di questo giudizio.
P.Q.M.
Accoglie il ricorso principale; dichiara assorbito il ricorso
incidentale; cassa la sentenza impugnata e rinvia, anche per le
spese, alla C.T.R. della Puglia, in diversa composizione.

responsabile del procedimento negli atti dell’Amministrazione

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