Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 11120 del 10/06/2020

Cassazione civile sez. III, 10/06/2020, (ud. 10/02/2020, dep. 10/06/2020), n.11120

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TERZA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. AMENDOLA Adelaide – Presidente –

Dott. SCARANO Luigi Alessandro – Consigliere –

Dott. FIECCONI Francesca – Consigliere –

Dott. VALLE Cristiano – rel. Consigliere –

Dott. TATANGELO Augusto – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

SENTENZA

sul ricorso n. 10607/2018 proposto da:

Immobilgest S.r.l., in persona del legale rappresentante in carica,

elettivamente domiciliato in Roma alla via Monte Zebio n. 30 presso

lo studio dell’avvocato Camici Giammaria che lo rappresenta e

difende;

– ricorrente –

contro

Starcity Soc. Coop.;

– intimata –

avverso l’ordinanza n. 24284/2017 della CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

depositata il 16/10/2017 ed avverso la sentenza n. 02478/2015 della

CORTE DI APPELLO DI BOLOGNA depositata il 08/01/2015;

udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del

10/02/2020 da Dott. Cristiano Valle;

udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott.

Fresa Mario, che ha concluso per l’accoglimento del ricorso in parte

rescindente e il rigetto del primo motivo, accoglimento del secondo

ed assorbimento del terzo motivo del ricorso per cassazione avverso

la sentenza d’appello;

udito l’Avvocato Giammaria Camici che ha concluso per l’accoglimento

del ricorso per revocazione avverso l’ordinanza di inammissibilità

e l’accoglimento del ricorso avverso la sentenza impugnata per

cassazione.

Fatto

FATTI DI CAUSA

Questa Corte, con ordinanza n. 24284, del 16/10/2017 ha dichiarato inammissibile il ricorso per cassazione proposto dalla Immobilgest S.r.l. avverso la sentenza della Corte di Appello di Bologna in data 08/01/2015 n. 02478 resa nel contraddittorio con la Star City Società Cooperativa.

Avverso l’ordinanza la Immobilgest S.r.l. ha proposto ricorso per revocazione ai sensi dell’art. 395 c.p.c., n. 4 ed ha riproposto, con lo stesso ricorso, impugnazione di legittimità avverso la detta sentenza della Corte territoriale dell’Emilia Romagna.

La Star Citi Soc. Coop. è rimasta intimata.

Non sono state depositate memorie.

All’udienza pubblica del 10 febbraio 2020 il P.G. ha concluso per l’accoglimento del ricorso in revocazione e, con riferimento al giudizio rescissorio, per il rigetto del primo motivo, l’accoglimento del secondo, assorbito il terzo.

Il difensore della ricorrente ha concluso per l’accoglimento del ricorso in revocazione e conseguentemente di quello ordinario per cassazione.

Diritto

RAGIONI DELLA DECISIONE

1. Il ricorso per revocazione, proposto ai sensi dell’art. 395 c.p.c., n. 4 avverso l’ordinanza n. 24284 del 2017 di questa Corte, è fondato.

1.1. Dall’esame degli atti risulta che la cartolina di ritorno, o avviso di ricevimento, del ricorso per cassazione nella causa proveniente dalla Corte di Appello di Bologna era stata depositata dal difensore della Immobilgest S.r.l., come fatto palese dalla nota di deposito di cui è stata riprodotta copia in atti: sulla affidabilità della stessa non possono esservi dubbi a causa della sola discrasia di data – prima della firma del difensore depositante vi è quella del 7/2/2017 mentre prima della sottoscrizione del funzionario di cancelleria vi è stampigliata quella del 6 FEB 2017, non risultando essa in alcun modo impugnata e potendosi agevolmente ricondurre detta discrasia ad un mero errore materiale, considerato che il deposito risulta comunque effettuato prima dell’adunanza camerale del 16/03/2017 fissata per la trattazione della causa. Conseguentemente, il ricorso per cassazione risultava ammissibile.

1.2. L’ordinanza di questa Corte n. 24284 del 16/10/2017 deve, pertanto, essere revocata.

2. All’accoglimento della revocazione consegue la necessità di procedere a giudizio rescissorio e quindi di esaminare i motivi di ricorso per cassazione proposti dalla Immobilgest S.r.l.

2.1. I fatti di causa sono i seguenti: Immobilgest s.r.l. locatrice di un esteso immobile adibito a multisala cinematografica nel (OMISSIS) e locato alla Società Cooperativa Star City chiese e ottenne dal Tribunale di Bologna un decreto ingiuntivo nei confronti della locataria per il pagamento di canoni di affitto del ramo di azienda scaduti e non pagati; l’intimata propose opposizione invocando l’eccezione di inadempimento ai sensi dell’art. 1460 c.c. e proponendo domanda riconvenzionale al fine di ottenere la risoluzione del contratto per colpa della locatrice nonchè il risarcimento dei danni quantificato in Euro centoquarantatremila e duecento per danno emergente e in Euro centomila per lucro cessante; il Tribunale accolse l’opposizione, revocò il d.i. rigettando la domanda dell’ingiungente e, in accoglimento della riconvenzionale di Star City Soc. Coop., dichiarò risolto il contratto di affitto di azienda e condannò l’Immobilgest S.r.l. al pagamento di oltre Euro duecentoquarantatremila.

La Corte di Appello di Bologna, con la sentenza impugnata per cassazione, ha confermato la decisione del primo giudice.

2.2. I motivi di ricorso proposti dalla Immobilgest S.r.l. sono così formulati: il primo mezzo afferma violazione e (o) falsa applicazione degli artt. 115,116,167, 183 c.p.c. e art. 2697 c.c. ed erronea applicazione del principio di non contestazione.

La ricorrente ritiene che la Corte di Appello ha basato il suo convincimento essenzialmente sulla pretesa non contestazione da parte sua in primo grado, mentre essendo stato disposto mutamento di rito ai fini della contestazione era necessario avere riguardo a quanto dedotto nell’udienza fissata ai sensi dell’art. 420 c.p.c.; esplicita al riguardo alcune delle ragioni addotte a confutazione dei pretesi inadempimenti della locatrice per evidenziare che vi era stata una assoluta negazione delle avverse deduzioni.

2.3. Il secondo motivo deduce violazione dell’art. 1218 c.c.: con esso si censura la valutazione della gravità dell’inadempimento eccepito dalla Società Cooperativa Star City, sull’abbrivio della giurisprudenza di legittimità in punto di sostanziale inoperatività del principio inadimplenti non est adimplendum in materia di locazione.

2.4. Il terzo motivo deduce, infine, violazione dell’art. 1223 c.c. e degli artt. 115 e 116 c.p.c., con riferimento alla quantificazione del lucro cessante: si censura la sentenza del giudice d’appello per assoluta mancanza di motivazione con riferimento alla documentazione esibita.

3. Il primo motivo non è adeguatamente specifico, non risultando riportati, se non in via del tutto sommaria, i punti salienti degli atti di causa e segnatamente della comparsa di costituzione della Immobilgest S.r.l. nel giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo instaurato dalla Star City Soc. Coop.

Ugualmente non è riportato il contenuto della memoria integrativa a seguito del disposto cambiamento di rito (da ordinario a locatizio o del lavoro, secondo le previsioni degli artt. 426,420447 bis c.p.c.); in breve non è riportato quali siano state le deduzioni formulate nella memoria integrativa e quanto esse fossero specifiche.

In particolare, nelle pagine da 9 a 16 del ricorso, in cui il primo motivo è svolto, non è dato conoscere quale fosse il contenuto della comparsa di costituzione in primo grado (nella fase di opposizione al monitorio) e della successiva memoria integrativa, autorizzata dal giudice in applicazione dell’art. 426 c.p.c. Ne deriva che questa Corte di legittimità non è stata messa in grado di vagliare la correttezza e la logicità stessa del ragionamento decisorio del giudice di merito, anche laddove questo ha ritenuto non adeguatamente contestati i fatti dalla Immobilgest S.r.l.

3.1. Il primo motivo è, pertanto, inammissibile.

4. Il secondo mezzo si appunta sulla errata, secondo la ricorrente, applicazione della disciplina in tema di eccezione di inadempimento di cui agli art. 1218,1453,1455,1460,1578,1587, 1618 e 1622 c.c., avendo la Corte territoriale ritenuto legittima la mancata corresponsione del canone ed accolto, anzi, la domanda riconvenzionale della Star City Soc. Coop.

Il motivo – premesso che non prospetta un vizio di cui all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 4, e che la sentenza in scrutinio ha ritenuto sussistente un inadempimento, quantomeno parziale, della Immobilgest S.r.l. in punto di effettuazione di lavori e manutenzione dell’immobile locato, divisati come essenziali in contratto, e ciò anche sulla base della documentazione fotografica in atti di causa – si scontra con l’orientamento di questa Corte, di recente precisato, in punto di condizioni in presenza delle quali può ritenersi legittimo il mancato versamento, da parte del conduttore, del canone di locazione. E’ stato invero affermato che (Cass. n. 16918 del 25/06/2019 Rv. 654401 – 02): “In tema di locazione di immobili, il conduttore può sollevare l’eccezione di inadempimento ai sensi dell’art. 1460 c.c. non solo quando venga completamente a mancare la prestazione della controparte, ma anche nel caso in cui dall’inesatto adempimento del locatore derivi una riduzione del godimento del bene locato, purchè la sospensione, totale o parziale, del pagamento del canone risulti giustificata dall’oggettiva proporzione dei rispettivi inadempimenti, riguardata con riferimento al complessivo equilibrio sinallagmatico del contratto e all’obbligo di comportarsi secondo buona fede” e che (Cass. n. 16917 del 25/06/2019 Rv. 654434 – 01): “L’art. 1578 c.c. offre al conduttore una tutela contro i vizi della cosa locata esistenti al momento della consegna che presuppone l’accertamento giudiziale dell’inadempimento del locatore ai propri obblighi ed incide direttamente sulla fonte dell’obbligazione; al contrario, l’art. 1460 c.c. prevede una forma di autotutela che attiene alla fase esecutiva e non genetica del rapporto e consente al conduttore, in presenza di un inadempimento del locatore, di sospendere liberamente la sua prestazione, nel rispetto del canone della buona fede oggettiva, senza la necessità di adire il giudice ai sensi dell’art. 1578 c.c.”.

4.1. Il secondo mezzo è, pertanto, infondato.

5. Il terzo motivo afferma violazione e (o) falsa applicazione dell’art. 1223 c.c. e degli artt. 115 e 116 c.p.c.

Esso pure è infondato: la sentenza d’appello ha, sebbene concisamente, motivato sul punto – e deve, ancora una volta, essere ribadito che il ricorso non prospetta in senso proprio un vizio motivazionale ai sensi dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 4 – ed ha ritenuto, con apprezzamento di fatto, adeguatamente provato il danno ed il suo ammontare, richiamandosi al carattere essenziale dei lavori che la Immobilgest S.r.l. avrebbe dovuto effettuare ed allo stato di “assoluto degrado e disfacimento delle strutture imputabile alle copiose infiltrazioni integrante l’inidoneità del complesso allo svolgimento dell’attività comportante l’accesso del pubblico, confermato dai provvedimenti di revoca dell’agibilità in data 20.4.2012”, e detta ulteriore ragione del decidere (relativa alla revoca dell’agibilità) non è in alcun modo censurata.

5.1. Il terzo mezzo è, dunque, in parte infondato e in parte inammissibile.

6. Il ricorso è, pertanto, rigettato.

6.1. Nulla per le spese, stante la mancata costituzione in giudizio della Star Coop. Società Cooperativa in entrambi i giudizi.

6.2. Ai sensi del D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1 quater, deve darsi atto dell’insussistenza dei presupposti per il versamento, da parte della ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso, a norma dello stesso art. 13, comma 1 bis non risultando verificata la condizione della totale infondatezza o inammissibilità dell’impugnazione.

PQM

revoca l’ordinanza impugnata;

rigetta il ricorso per cassazione proposto da Immobilgest S.r.l.;

nulla per le spese;

Ai sensi del D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1 quater, dà atto della non sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte della ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso, a norma dello stesso art. 13, comma 1 bis.

Così deciso in Roma, nella camera di consiglio della Corte di Cassazione sezione Terza civile, il 10 febbraio 2020.

Depositato in Cancelleria il 10 giugno 2020

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