Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 1105 del 18/01/2018


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Civile Ord. Sez. 6 Num. 1105 Anno 2018
Presidente: FRASCA RAFFAELE
Relatore: ROSSETTI MARCO

ORDINANZA
sul ricorso 28196-2015 proposto da:
CASSONE VALERIO, elettivamente domiciliato in ROMA PIAZZA
DI PIETRA n.26, presso lo studio dell’avvocato DANIELA
JOUVENAI„ che lo rappresenta e difende unitamente agli avvocati
ALESSANDRO COMPAGNO, SANDRA SPOLAORE;

– ricorrente contro
ASSICURAZIONI GENERALI S.P.A., in persona del legale
rappresentante pro tempore, elettivamente domiciliato in ROMA VIA
LUCREZIO CARO n.62, presso lo studio dell’avvocato
VALENTINO FEDELI, rappresentato e difeso dall’avvocato
PAOLO MARIA CHERSEVANI;

– con troricorrente –

Data pubblicazione: 18/01/2018

avverso la sentenza n. 1005/2015 della CORTE D’APPELLO di
VENEZIA, depositata il 12/05/2015;
udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non
partecipata del 19/09/2017 dal Consigliere Dott. MARCO
ROSSETTI.

nel 2009 Valerio Cassone, rappresentato dal proprio amministratore di
sostegno Filippo Cassone, convenne dinanzi al Tribunale di Venezia la
società Assicurazioni Generali s.p.a. (che in seguito muterà ragione
sociale in Generali Italia s.p.a.; d’ora innanzi, per brevità, “la
Generali”), nella sua veste di impresa territorialmente designata dal
Fondo di Garanzia per le Vittime della Strada, ai sensi dell’art. 286 cod.
ass., chiedendone la condanna al risarcimento dei danni patiti in
conseguenza di un sinistro stradale avvenuto il 5 novembre 2006 e
causato da un veicolo non identificato;
con sentenza 15 marzo 2013, n. 304, il Tribunale di Venezia accolse la
domanda; tuttavia, avendo accertato che il solo risarcimento del danno
biologico patito dalla vittima (stimato dal Tribunale in misura pari a
1.065.749 curo) eccedesse il massimale di legge, non liquidò altri danni,
e condannò l’impresa designata al pagamento del solo massimale di
legge (pari a 774.685,35 curo);
la Corte d’appello di Venezia, adita dalla Generali, con sentenza 12
maggio 2015 n. 1005 accolse il gravame, e ritenne che il sinistro del
quale rimase vittima l’attore fosse dovuto a responsabilità tanto
dell’ignoto conducente, quanto dell’attore stesso, e ripartì in misura
paritaria fra i due il concorso di colpa;
la Corte d’appello, di conseguenza, condannò la Generali al pagamento
in favore della vittima di un importo pari alla metà del danno biologico

Ric. 2015 n. 28196 sez. M3 – ud. 19-09-2017
-2-

Rilevato che:

A

liquidato dal Tribunale, ovvero 532.874,50 curo, osservando che “sul
punto la senten.za di primo grado non è stata appellata”;

la sentenza d’appello è stata impugnata per cassazione da Valerio
Cassone, con ricorso fondato su un solo motivo ed illustrato da
memoria; la Generali ha resistito con controricorso;

con l’unico motivo di ricorso Valerio Cassone lamenta che la sentenza
impugnata sia viziata da un error in procedendo, ai sensi dell’articolo 360,
in. 4, c.p.c.;
sostiene una tesi giuridica così riassumibile:
(a) per effetto della pronuncia di primo grado, con la quale era stata
accolta la sua pretesa risarcitoria, egli non aveva interesse ad impugnare
il quantum debeatur,
(b) di conseguenza poteva limitarsi, come fece, semplicemente a
riproporre in appello, ex art. 346 c.p.c., le domande di risarcimento dei

danni ulteriori rispetto al biologico, che il Tribunale non liquidò a
causa della accertata incapienza del massimale;
(c) ergo la Corte d’appello, una volta che per effetto della dimidiazione

delle responsabilità il credito risarcitorio per il solo danno biologico si
era ridotto al di sotto del massimale, avrebbe dovuto esaminare nel
merito la domanda di risarcimento dei danni ulteriori e diversi da
quello alla salute;
ritiene il Collegio, in dissenso rispetto alla proposta del consigliere
relatore (la quale, come già affermato da questa Corte, non vincola mai
il Collegio giudicante: Sez. 6 – 3, Ordinanza n. 4541 del 22.2.2017; Sez.
6 – 3, Ordinanza n. 395 del 10/01/2017), che il motivo sia fondato;
in primo grado infatti, a causa dell’incapienza del massimale di legge, il
Tribunale si limitò a liquidare il danno alla salute, e non prese in esame
le ulteriori domande proposte dall’attore (ovvero di risarcimento del
Ric. 2015 n. 28196 sez. M3 – ud. 19-09-2017
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Considerato che:

danno patrimoniale da incapacità lavorativa, per le spese mediche,
ecc.);
ciò vuol dire che sulle domande di risarcimento del danno patrimoniale
né ci fu un’omessa pronuncia, né un rigetto: esse, semplicemente,
rimasero assorbite, come accade in tutti i casi in cui la decisione su un

da ciò consegue che, impugnata la sentenza di primo grado dalla
Generali, Valerio Cassone non aveva alcun onere di proporre un
appello incidentale vòlto ad ottenere la condanna dell’impresa
designata al risarcimento del danno patrimoniale, per la semplice
ragione che la sentenza di primo grado non conteneva al riguardo
alcuna statuizione;
l’appellato Valerio Cassone, pertanto, poteva legittimamente limitarsi a
riproporre in appello, ai sensi dell’art. 346 c.p.c., le istanze e le
domande rimaste assorbite in primo grado, così come stabilito dalle
Sezioni Unite di questa Corte (con decisione, peraltro, successiva alla
formulazione della proposta di definizione del presente giudizio ex art.
380 bis c.p.c.), le quali hanno recentemente affermato che la
riproposizione delle eccezioni o delle domande, ex art. 346 c.p.c., è
sufficiente per investire il giudice d’appello quando l’eccezione o la
domanda “non sia stata oggetto di alcun esame, diretto o indiretto, ad opera del
giudice di piime cure” (Sez. U, Sentenza n. 11799 del 12/05/2017);
le spese del presente giudizio di legittimità saranno liquidate dal giudice
del rinvio;

P.q.m.
(-) accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e rinvia la causa alla
Corte d’appello di Venezia, in diversa composizione, cui demanda di
provvedere anche sulle spese del giudizio di legittimità.

Ric. 2015 n. 28196 sez. M3 – ud. 19-09-2017
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capo di domanda rende superfluo provvedere sugli altri capi;

Così deciso in Roma, nella camera di consiglio della Sesta Sezione

civile della Corte di cassazione, addì 19 settembre 2017.

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