Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 10928 del 18/05/2011

Cassazione civile sez. II, 18/05/2011, (ud. 14/04/2011, dep. 18/05/2011), n.10928

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SECONDA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. TRIOLA Roberto Michele – rel. Presidente –

Dott. MAZZIOTTI DI CELSO Lucio – Consigliere –

Dott. PETITTI Stefano – Consigliere –

Dott. MANNA Felice – Consigliere –

Dott. D’ASCOLA Pasquale – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

sentenza

sul ricorso proposto da:

R.G. (OMISSIS), elettivamente domiciliato in

ROMA, VIA F. CONFALONIERI 5, presso lo studio dell’avvocato MANZI

ANDREA, che lo rappresenta e difende unitamente all’avvocato DI

LORENZO ANGELO;

– ricorrenti –

contro

V.R. (OMISSIS), assistito e rappresentato

dall’Amm.re di sostegno sig.ra T.M. elettivamente

domiciliato in ROMA, VIA PO 24, presso lo studio dell’avvocato CECI

PAOLO, rappresentato e difeso dall’avvocato MANDERINO SILVIA;

V.B. (OMISSIS), elettivamente domiciliato in

ROMA, VIA PO 24, presso lo studio dell’avvocato PAOLO CECI,

rappresentato e difeso dall’avvocato AZZARINI LEONELLO;

– controricorrenti –

avverso la sentenza n. 1488/2007 della CORTE D’APPELLO di VENEZIA,

depositata il 07/11/2007;

udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del

14/04/2011 dal Consigliere Dott. ROBERTO MICHELE TRIOLA;

udito l’Avvocato Carlo LABINI, con delega depositata in udienza

dell’Avvocato MANZI Andrea, difensore del ricorrente che si riporta

agli atti;

udito l’Avvocato CECI Paolo, con delega depositata in udienza

dell’Avvocato MANDERINO, difensore del resistente V.R.,

che si riporta agli atti depositati;

udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott.

RUSSO Rosario Giovanni che ha concluso per manifesta infondatezza con

condanna alle spese ex art. 385 c.p.c..

Fatto

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

Con atto di citazione notificato il 25-27 maggio 1999 R. G. conveniva davanti al Tribunale di Venezia B. V. e V.R., chiedendo che venisse accertato che la striscia di terreno di sua proprietà a confine con appezzamenti di terreno in proprietà o comproprietà dei convenuti non fosse gravata da servitù di passaggio a favore degli stessi.

I convenuti, costituitisi, resistevano alla domanda, che veniva rigettata dal Tribunale di Venezia con sentenza in data 19 marzo 2004, in base alla considerazione il confine del mappale 1071 di proprietà dell’attore era stato individuato nel relativo atto di acquisto con riferimento al tipo di frazionamento approvato dall’UTE il 20 aprile 1982 ed allegato a tale atto. Dalla relazione del CTU risultava che la situazione in loco delimitava esattamente la consistenza del fondo acquistato dall’attore.

Contro tale decisione R.G. proponeva appello, che veniva rigettato dalla Corte di appello di Venezia con sentenza in data 7 novembre 2007, in base alle stesse considerazioni del giudice di primo grado.

R.G. ha proposto ricorso per cassazione, con due motivi.

Resiste con controricorso V.B..

Entrambe le parti hanno depositato memoria.

Diritto

MOTIVI DELLA DECISIONE

Con i due motivi del ricorso, che, per l’identità sostanziale delle critiche rivolte alla sentenza impugnata si possono esaminare congiuntamente, il ricorrente si duole della mancata considerazione di vari elementi dai quali era desumibile che il proprio fondo ha confini diversi da quelli accertati dai giudici di merito.

Il ricorso è infondato, non tanto per la considerazione che richiede una inammissibile rivalutazione del merito in sede di legittimità, ma soprattutto in quanto la decisione impugnata si è attenuta alla costante giurisprudenza di questa S.C., secondo la quale in tema di accertamento dei confini è decisivo il riferimento al tipo di frazionamento allegato all’atto di acquisto.

Al rigetto del ricorso consegue la condanna del ricorrente al pagamento delle spese del giudizio di legittimità, che si liquidano come da dispositivo.

P.Q.M.

LA CORTE rigetta il ricorso; condanna il ricorrente al pagamento delle spese in favore di ciascuno dei resistenti, che liquida per ognuno in Euro 2.200,00, di cui Euro 200,00 per esborsi, oltre accessori di legge e spese generali.

Così deciso in Roma, il 14 aprile 2011.

Depositato in Cancelleria il 18 maggio 2011

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