Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 10917 del 05/05/2010

Cassazione civile sez. III, 05/05/2010, (ud. 18/03/2010, dep. 05/05/2010), n.10917

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE TERZA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. FINOCCHIARO Mario – Presidente –

Dott. MASSERA Maurizio – Consigliere –

Dott. SEGRETO Antonio – Consigliere –

Dott. VIVALDI Roberta – Consigliere –

Dott. FRASCA Raffaele – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ordinanza

sul ricorso 17722-2009 proposto da:

B.L. (OMISSIS), elettivamente domiciliato in

ROMA, VIA BENIAMINO DERITIS 18, presso lo studio dell’avvocato

DOMENICO DI LISA, rappresentato e difeso dall’avvocato IACONE

ALFREDO;

– ricorrenti –

e contro

S.L.;

– intimati –

avverso la sentenza n. 339/2008 della CORTE D’APPELLO di L’AQUILA,

depositata il 19/06/2008;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

18/03/2010 dal Consigliere Dott. RAFFAELE FRASCA;

udito l’Avvocato;

udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott.

LECCISI Giampaolo.

 

Fatto

RITENUTO IN FATTO

quanto segue:

p.1. B.L. ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza del 19 giugno 2008, con la quale la Sezione Specializzata Agraria presso la Corte d’Appello di L’Aquila ha dichiarato inammissibile – perchè tardivamente proposto oltre l’anno solare, nella supposizione che operasse per la controversia la sospensione dei termini di cui alla L. n. 742 del 1969 – l’appello da lui svolto nei confronti della sentenza della Sezione Specializzata Agraria presso il Tribunale di Avezzano, la quale, a seguito di riassunzione dopo declaratoria di incompetenza per materia da parte dello stesso Tribunale in composizione ordinaria, aveva: a) rigettato la domanda principale di esso ricorrente (proposta del gennaio 2003) contro S.L., intesa ad ottenere l’accertamento dell’avvenuto acquisto della proprietà di un terreno, in forza di scrittura privata intervenuta con S.C., dante causa della convenuta, in data 29 agosto 1958 e, in via subordinata l’accertamento dell’intervenuta usucapione ventennale del terreno stesso; b) accolto la domanda riconvenzionale della S.L., intesa ad attenere, previo accertamento dell’esistenza di un contratto di affitto corrente già fra l’attore e la sua dante causa, il rilascio del terreno per l’intervenuta sua scadenza.

L’intimata non ha resistito al ricorso.

p.2. Il ricorso è soggetto alla disciplina delle modifiche al processo di cassazione, disposte dal D.Lgs. n. 40 del 2006, che si applicano ai ricorsi proposti contro le sentenze ed i provvedimenti pubblicati a decorrere dal 2 marzo 2006 compreso, cioè dalla data di entrata in vigore del D.Lgs. (art. 27, comma 2 di tale D.Lgs.).

Ricorrendo le condizioni per la decisione con il procedimento di cui all’art. 380-bis c.p.c. è stata redatta relazione ai sensi di tale norma, che è stata notificata all’avvocato della ricorrente e comunicata al Pubblico Ministero presso la Corte.

Diritto

CONSIDERATO IN DIRITTO

quanto segue:

p.1. Nella relazione redatta ai sensi dell’art. 380-bis c.p.c. si è osservato quanto segue:

“(…) 3. – Il ricorso appare manifestamente infondato.

Va premesso che esso – se alla controversia non trovasse applicazione la disciplina del D.L. 28 aprile 2009, n. 39, art. 5, comma 1, convertito con modificazioni nella L. n. 77 del 2009, concernente la sospensione dei processi civili per il terremoto di L’Aquila – si sarebbe dovuto considerare inammissibile, perchè tardivamente proposto oltre l’anno solare dalla pubblicazione della sentenza impugnata.

Alla controversia, infatti, ai fini della proposizione del ricorso per cassazione, essendo avvenuta la trattazione e decisione da parte del giudice di appello con l’applicazione del rito agrario e, quindi, con qualificazione della stessa come controversia agraria, il regime della sospensione dei termini per il periodo feriale era inapplicabile.

Detto regime, infatti, non trova applicazione alle controversia agrarie, secondo una consolidatissima giurisprudenza della Corte, la quale è ferma nell’applicare il seguente principio di diritto: ®Alle controversie agrarie – ivi comprese quelle in materia di contratti di affitto di fondi rustici – non si applica la sospensione dei termini processuali nel periodo feriale prevista dalla L. 7 ottobre 1969, n. 742, art. 1 per effetto dell’esclusione indicata nell’art. 3 della stessa Legge, che fa riferimento alle cause previste, tra le altre disposizioni, dall’art. 409 cod. proc. civ., il cui n. 2) include le controversie relative ai rapporti di mezzadria, di colonia parziaria, di compartecipazione agraria, di affitto a coltivatore diretto, nonchè ai rapporti derivanti da altri contratti agrari. (Cass. n. 13546 del 2009 da ultimo, fra le tantissime).

D’altro canto, ai fini dell’applicabilità o meno del regime assume rilievo – in ossequio al principio della cd. apparenza (in termini, fra le tante, Cass. n. 3192 del 2009, da ultimo, a proposito dei controversia di lavoro) – la qualificazione della controversia data dal giudico della sentenza impugnata assume rilievo decisivo e nella specie essa è stata nel senso che trattatasi di controversia agraria.

Poichè la notificazione del ricorso venne richiesta il 13 luglio 2009, quando orami l’anno solare dalla pubblicazione della sentenza era ormai decorso, il ricorso sarebbe stato tardivo.

Tuttavia, come s’è detto, assume rilievo nella specie la circostanza che in base al d.l. citato il processo, e quindi, anche il termine lungo, venne sospeso fino al 31 luglio 2009.

Il ricorso, dunque, appare tempestivo.

3.1. – Esso è, però, infondato quanto al suo unico motivo, con cui si deduce che erroneamente la Corte d’Appello avrebbe considerato inammissibile l’appello per tardività in ragione dell’inapplicabilità della sospensione per il periodo feriale.

La Corte d’Appello ha, infatti, correttamente applicato il principio di diritto sopra ricordato.

D’altro canto, la circostanza evocata dal motivo che la controversia non sarebbe stata effettivamente agraria e che vi era la riconvenzionale di usucapione appare male invocata, sempre alla stregua dei principi sopra riferiti. Infatti, la controversia, ai fini della proposizione dell’appello, avrebbe dovuto considerarsi agraria e correttamente lo e stata da parte della Corte aquilana, sia perchè decisa con quella qualificazione da parte della Sezione Specializzata presso il Tribunale di Avezzano, sia perchè – ed a monte – v’era stata declinatoria della competenza su di essa ed affermazione della natura agraria dell’intera controversia da parte del Tribunale ordinario e detta statuzione, a seguito della riassunzione ed in mancanza di impugnazione con il regolamento o di regolamento ai sensi dell’art. 45 c.p.c. da parte di quel Tribunale, era divenuta indiscutibile e, si badi indifferente rispetto alla giustezza o meno della declinatoria di competenza. E ciò quanto all’intera controversia, ivi compresa la domanda principale a suo tempo proposta dal qui ricorrente”.

p.2. Il Collegio condivide le argomentazioni e le conclusioni della relazione, alle quali nulla è necessario aggiungere, posto che parte ricorrente non ha formulato alcun rilievo riguardo ad esse.

Il ricorso è, dunque, rigettato.

Non è luogo a provvedere sulle spese del giudizio di cassazione.

P.Q.M.

La Corte rigetta il ricorso. Nulla per le spese del giudizio di cassazione.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della Terza Sezione Civile, il 18 marzo 2010.

Depositato in Cancelleria il 5 maggio 2010

 

 

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