Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 10915 del 18/05/2011

Cassazione civile sez. II, 18/05/2011, (ud. 01/03/2011, dep. 18/05/2011), n.10915

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SECONDA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. ODDO Massimo – Presidente –

Dott. GOLDONI Umberto – Consigliere –

Dott. MIGLIUCCI Emilio – Consigliere –

Dott. BIANCHINI Bruno – Consigliere –

Dott. PROTO Cesare Antonio – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

sentenza

sul ricorso proposto da:

T.B.A. (OMISSIS), elettivamente

domiciliato in ROMA, VIA DELLA GIULIANA 73, presso lo studio

dell’avvocato ANTINUCCI MASSIMO, che lo rappresenta e difende;

– ricorrente –

contro

P.M. (OMISSIS), elettivamente domiciliata in

ROMA, VIA CRESCENZIO 20, presso lo studio dell’avvocato DE BELVIS

ALESSANDRO, che la rappresenta e difende; P.R.

(OMISSIS), elettivamente domiciliata in ROMA, VIA CRESCENZIO

20, presso lo studio dell’avvocato DE BELVIS ALESSANDRO, che la

rappresenta e difende;

– controricorrenti –

avverso la sentenza n. 3059/2004 della CORTE D’APPELLO di ROMA,

depositata il 30/06/2004;

Preliminarmente il Cons. Relatore solleva dubbi sulla validità

dell’atto di rinuncia depositata in cancelleria;

udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del

01/03/2011 dal Consigliere Dott. CESARE ANTONIO PROTO;

udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott.

SCARDACCIONE Eduardo Vittorio che ha concluso per il rigetto

dell’istanza di rinuncia al ricorso; e rigetto del ricorso.

Fatto

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

Con atto di citazione in data 1/3/1995 P.M. e P. R. chiedevano che si accertasse la loro proprietà su due appezzamenti di terreno asseritamente occupati abusivamente da T.B. il quale si costituiva, contestava la domanda attrice ed eccepiva di avere usucapito i terreni oggetto del contendere. Il Tribunale di Roma con sentenza 18704/99 dichiarava che le due attrici erano le proprietarie dei fondi e condannava i convenuti alla riduzione in pristino e al risarcimento dei danni.

T.B. proponeva appello e la Corte di Appello di Roma con sentenza depositata in data 30/6/2004 confermava la statuizione del giudice di prime cure che aveva dichiarato i fondi di proprietà delle attrici, ma rigettava la loro domanda di ripristino dello stato dei luoghi e di risarcimento danni.

T.B. proponeva ricorso per Cassazione fondato su sette motivi.

Resistevano con controricorso R. e P.M..

Il difensore di T.B. in data 16/2/2011 depositava memoria con rinuncia agli atti del giudizio a spese compensate dichiarando che le parti non avevano più interesse alla decisione avendo stipulato transazione e nuovo contratto di affitto del terreno oggetto della controversia.

Il difensore delle controricorrenti depositava in data 23/2/2011 memoria con rinuncia agli atti del giudizio a spese compensate dando atto di non avere più interesse alla decisione del ricorso avendo stipulato transazione e nuovo contratto di affitto del terreno oggetto della controversia.

Diritto

MOTIVI DELLA DECISIONE

La rinuncia agli atti depositata dal difensore del ricorrente non risulta sottoscritta dalla parte personalmente e la semplice sottoscrizione del suo avvocato non è sufficiente per la validità della rinuncia in quanto il sottoscrittore non risulta munito di mandato speciale come prescritto dall’art. 390 c.p.c..

Peraltro, con le due dichiarazioni di rinuncia sia il difensore del ricorrente che il difensore delle controricorrenti si danno reciprocamente atto che i loro assistiti non hanno non hanno più interesse alla decisione del ricorso avendo stipulato transazione e nuovo contratto di affitto del terreno oggetto della controversia e concordemente chiedono la compensazione delle spese.

Tale situazione determina il venir meno delle ragioni di contrasto fra le parti (come pacificamente riconosciuto da entrambe le parti) e della necessità della pronuncia del giudice (cfr. Cass. sez. un. n. 13969 del 2004; Cass . n. 11931 del 2006; Cass. n. 5974 del 2005).

Ne discende che deve essere dichiarata la cessazione della materia del contendere e, in accoglimento della concorde richiesta dei difensori delle parti, devono essere compensate le spese di questo giudizio di cassazione.

P.Q.M.

Dichiara cessata la materia del contendere e compensa le spese di questo giudizio di Cassazione.

Così deciso in Roma, il 1 marzo 2011.

Depositato in Cancelleria il 18 maggio 2011

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