Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 10902 del 18/05/2011

Cassazione civile sez. VI, 18/05/2011, (ud. 30/03/2011, dep. 18/05/2011), n.10902

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE L

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. BATTIMIELLO Bruno – Presidente –

Dott. LA TERZA Maura – rel. Consigliere –

Dott. BANDINI Gianfranco – Consigliere –

Dott. ZAPPIA Pietro – Consigliere –

Dott. MELIADO’ Giuseppe – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ordinanza

sul ricorso proposto da:

C.T. (OMISSIS), elettivamente domiciliata in

ROMA, VIA COPENAGHEN 10, presso lo studio dell’avvocato PAGLIA

GIANPAOLO, rappresentata e difesa dall’avvocato CECCOLI ARMANDO,

giusta mandato a margine del ricorso;

– ricorrente –

contro

ASL NA (OMISSIS) SUD (OMISSIS) in persona del Commissario

Straordinario

legale rappresentante, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA POLI

29, presso l’UFFICIO DI RAPPRESENTANZA DELLA REGIONE CAMPANIA,

rappresentata e difesa dall’avvocato PELUSO ROSA ANNA, giusta procura

speciale in calce al controricorso;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 4350/2009 della CORTE D’APPELLO di NAPOLI del

9.7.08, depositata l’11/08/2009;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

30/03/2011 dal Consigliere Relatore Dott. MAURA LA TERZA;

E’ presente il Procuratore Generale in persona del Dott. ELISABETTA

CESQUI.

Fatto

FATTO E DIRITTO

Con la sentenza impugnata la corte d’appello di Napoli, riformando la statuizione di primo grado, rigettava la domanda proposta da C. T., medico convenzionato con il SSN, nei confronti della ASL (OMISSIS) Na (oggi Asl Na (OMISSIS) Sud) la quale lamentava la illegittimità delle trattenute effettuate a suo carico; ed infatti nei mesi di giugno e novembre 2001 aveva ricevuto gli arretrati relativi alle voci della retribuzione, maggiorate in forza del nuovo CCNL di cui al D.P.R. n. 270 del 2000, con esclusione degli importi relativi alla voce “indennità forfetaria a copertura del rischio ed avviamento professionale” di cui all’art. 45 del precedente CCNL (D.P.R. n. 613 del 1996), che era rimasto in vigore fino al gennaio 2001, mentre dette voci retributive non erano menzionate negli istituti che retroagivano; la Corte territoriale affermava che il D.P.R. n. 270 del 2000 aveva ridisegnato completamente la struttura della retribuzione e la sua parte economica aveva trovato applicazione con effetto retroattivo dal primo gennaio 1999, tanto che le differenze in aumento, derivanti dal confronto tra la nuova e la vecchia disciplina, erano state ben corrisposte in via retroattiva tra maggio e novembre 2001; soggiungevano i Giudici d’appello che, pur mancando una disposizione espressa che sancisse la sostituzione integrale del nuovo al vecchio, tuttavia il nuovo CCNL aveva efficacia retroattiva per quasi tutti gli istituti retributivi e quindi non era necessario individuare le singole voci del CCNL del 2000 che avevano inglobato quelle del CCNL del 1996; Avverso detta sentenza ricorre la soccombente; la Asl resiste con controricorso; Letta la relazione resa ex art. 380 bis cod. proc. civ. di manifesta infondatezza del ricorso; Ritenuto che i rilievi di cui alla relazione sono condivisibili, giacchè questa Corte ha già affrontato controversie del tutto analoghe rigettando il ricorso dei sanitari (tra le tante Cass. n. 1563 del 26/01/2006).

Tutti gli accordi relativi alla disciplina dei medici convenzionati approvati con D.P.R. hanno durata triennale e fissano la propria decorrenza in via retroattiva. Anche il D.P.R. per cui è causa n. 270 del 2000, all’art. 18 reca la formula “il presente accordo ha durata triennale e scade il 31 dicembre 2000”. Per attribuire senso a questa norma, è imprescindibile ritenere che la operatività delle disposizioni da esso introdotte valgano per il triennio precedente, ossia dal 31 dicembre 1997 al 31 dicembre 2000; consegue altresì che in detto triennio si applicano solo ed esclusivamente le disposizioni dallo stesso introdotte, non già l’applicazione “congiunta” del vecchio e del nuovo, perchè la convenzione è una ed una sola e per il suo periodo di vigenza si applica in via esclusiva. La medesima peraltro ha aumentato il trattamento complessivo, e le relative differenze sono state regolarmente erogate, sicchè viene confermato che le voci retributive previste dal D.P.R. precedente vengono automaticamente abrogate per il periodo in cui il nuovo D.P.R. spiega la sua efficacia. In altri termini, poichè nell’anno 1999 si applica solo il D.P.R. del 2000, secondo quanto previsto dal citato art. 18, tutte le indennità previste nel precedente DPR restano necessariamente spazzate via, senza necessità di verificare se alcune voci del nuovo abbiano assorbito quelle del precedente, altrimenti la disposta retroattività non potrebbe operare.

Non sono stati addotti validi elementi in contrario, onde il precedente indirizzo deve essere confermato. Le spese seguono la soccombenza.

P.Q.M.

LA CORTE rigetta il ricorso e condanna la ricorrente al pagamento delle spese, liquidate in Euro 50,00 per esborsi e tremila,00 per onorari, oltre spese generali, Iva e CPA. Così deciso in Roma, il 30 marzo 2011.

Depositato in Cancelleria il 18 maggio 2011

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