Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 10898 del 08/06/2020

Cassazione civile sez. I, 08/06/2020, (ud. 12/02/2020, dep. 08/06/2020), n.10898

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE PRIMA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. GENOVESE Francesco Antonio – Presidente –

Dott. SAMBITO Maria Giovanna Concetta – Consigliere –

Dott. MELONI Marina – Consigliere –

Dott. ACIERNO Maria – Consigliere –

Dott. DI MARZIO Mauro – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 10927/2019 proposto da:

O.E., elettivamente domiciliato in L’aquila Viale Liegi

presso lo studio dell’avvocato Colagrande Roberto che lo rappresenta

e difende unitamente all’avvocato Vichi Stefano;

– ricorrente –

contro

Ministero Dell’interno (OMISSIS);

– resistente –

avverso il decreto del TRIBUNALE di ANCONA, depositata il 26/02/2019;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

12/02/2020 da DI MARZIO MAURO.

Fatto

FATTI DI CAUSA

1. – O.E. ricorre per tre mezzi, nei confronti del Ministero dell’interno, contro il Decreto del 26 febbraio 2019, con cui il Tribunale di Ancona ha respinto l’impugnazione avverso il provvedimento della competente Commissione territoriale di rigetto della sua domanda di protezione internazionale o umanitaria.

2. – Non svolge difese l’amministrazione intimata, nessun rilievo potendosi riconoscere ad un “atto di costituzione” finalizzato alla eventuale partecipazione alla discussione orale.

Diritto

RAGIONI DELLA DECISIONE

1. – Il primo motivo denuncia violazione o falsa applicazione del D.Lgs. n. 251 del 2007, art. 14, in relazione all’art. 360 c.p.p., comma 1, n. 3, censurando il decreto impugnato laddove aveva respinto la domanda di protezione sussidiaria.

Il secondo motivo denuncia violazione o falsa applicazione del D.Lgs. n. 286 del 1998, art. 5, comma 6, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, censurando il decreto impugnato nella parte concernente il rigetto della domanda di protezione umanitaria.

Il terzo motivo denuncia violazione del D.Lgs. n. 25 del 2008, art. 8, comma 3, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, censurando il decreto impugnato per aver esaminato la situazione geopolitica generale della Nigeria, senza tuttavia fare alcuna analisi dello Stato nigeriano di provenienza del ricorrente, ossia l’Edo State.

2. – Il ricorso è improcedibile.

Non risulta difatti depositata la copia del provvedimento impugnato con la necessaria certificazione di conformità del D.L. n. 179 del 2012, ex art. 16 bis, comma 9 bis, convertito dalla L. n. 221 del 2012, neppure sussistendo le condizioni individuate da Cass., Sez. Un., 25 marzo 2019, n. 8312, per l’esclusione dell’improcedibilità.

4. – Nulla per le spese. Sussistono i presupposti processuali per il raddoppio del contributo unificato.

P.Q.M.

dichiara improcedibile il ricorso. Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, dichiara che sussistono i presupposti per il versamento, a carico della parte ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso a norma dello stesso art. 13, comma 1 bis.

Così deciso in Roma, nella Camera di Consiglio della prima sezione civile, il 12 febbraio 2020.

Depositato in Cancelleria il 8 giugno 2020

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