Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 10889 del 23/04/2021

Cassazione civile sez. VI, 23/04/2021, (ud. 16/12/2020, dep. 23/04/2021), n.10889

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE T

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. GRECO Antonio – Presidente –

Dott. ESPOSITO Antonio Francesco – Consigliere –

Dott. CROLLA Cosmo – Consigliere –

Dott. LUCIOTTI Lucio – Consigliere –

Dott. D’AQUINO Filippo – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso iscritto al n. 27354/2019 R.G. proposto da:

GBF SAS DI B. F. & C. (C.F. (OMISSIS)), in persona del

legale rappresentante pro tempore, rappresentata e difesa dall’Avv.

BIAGIO RICCIO, elettivamente domiciliato presso lo studio dell’Avv.

MASSIMILIANO TERRIGNO in Roma, Viale Parioli, 63;

– ricorrente –

contro

AGENZIA DELLE ENTRATE RISCOSSIONE – ADER (C.F. (OMISSIS)), in persona

del Presidente pro tempore, rappresentata e difesa dall’Avvocatura

Generale dello Stato, presso la quale è domiciliata in Roma, via

dei Portoghesi, 12;

– controricorrente –

avverso la sentenza della CTR del Piemonte, n. 194/2019, depositata

1l’11 febbraio 2019.

Udita la relazione svolta nella camera di consiglio non partecipata

del 16 dicembre 2020 dal Consigliere Relatore Filippo D’Aquino.

 

Fatto

RILEVATO

che:

Risulta dalla sentenza impugnata che la società contribuente GBF SAS DI B. F & C. ha impugnato una intimazione di pagamento notificata in data 22 aprile 2015, unitamente agli atti prodromici, costituiti da cartelle di pagamento e avvisi di addebito INPS per gli anni 2009 – 2014.

La CTP di Torino, dichiarato il difetto di giurisdizione quanto agli avvisi INPS, ha accolto parzialmente il ricorso in relazione a una cartella di pagamento. La CTR del Piemonte, con sentenza in data 11 febbraio 2019, ha accolto l’appello principale dell’Ufficio e ha rigettato l’appello incidentale del contribuente. Ha ritenuto il giudice di appello, quanto all’impugnazione principale, che il contribuente non ha contestato la PEC connessa all’invio della cartella, osservando che la PEC è stata correttamente notificata, come risulta dalla ricevuta di accettazione. Quanto all’appello incidentale, il giudice di appello ha ritenuto – per quanto rileva in questa sede – la correttezza della documentazione informatica riguardante la notifica a mezzo PEC.

Propone ricorso per cassazione il contribuente affidato a un unico motivo; resiste l’Agente della Riscossione con controricorso.

La proposta del relatore è stata comunicata, unitamente al decreto di fissazione dell’adunanza camerale, ai sensi dell’art. 380-bis c.p.c..

Diritto

CONSIDERATO

che:

1 – Con l’unico motivo si deduce, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, violazione e falsa applicazione del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 602, art. 26, comma 1, nella parte in cui la sentenza impugnata ha ritenuto che la notifica della cartella a mezzo PEC si sia perfezionata all’atto dell’accettazione della PEC. Deduce il ricorrente che non vi è prova che la cartella esattoriale notificata fosse conforme all’originale. Deduce, inoltre, il ricorrente che la cartella non sarebbe riconoscibile, risultando viziato il procedimento notificatorio per mancata produzione dei documenti in originale, nonchè mancando la prova di quanto allegato al messaggio di posta elettronica, essendo la cartella prodotta sprovvista di attestazione di conformità di quanto prodotto all’originale. Contesta, in ogni caso, che possa essere effettuata la notificazione della cartella di pagamento a mezzo PEC. Contesta, infine, l’applicabilità alle cartelle di pagamento della sanatoria delle nullità operante per gli atti giurisdizionali, per cui i vizi del procedimento notificatorio non sarebbero superati dalla costituzione in giudizio del contribuente.

2.1 – Il ricorso è infondato in relazione alla dedotta non conformità della cartella notificata all’originale, in quanto sprovvista di attestazione di conformità, posto che la notifica della cartella può avvenire a mezzo PEC e, nel qual caso, la copia su supporto informatico della cartella di pagamento, in origine cartacea, non deve necessariamente essere sottoscritta (nella specie con firma digitale: Cass., Sez. V, 27 novembre 2019, n. 30948), non comportando l’omessa sottoscrizione della cartella di pagamento l’invalidità dell’atto; l’esistenza della cartella non dipende, difatti, dall’apposizione del sigillo o del timbro o di una sottoscrizione leggibile, quanto dal fatto che tale elemento sia inequivocabilmente riferibile all’organo amministrativo titolare del potere di emetterlo (Cass., Sez. V, 4 dicembre 2019, n. 31605). Nè, del resto, ove il contribuente contesti la notifica della cartella, l’agente della riscossione deve produrre l’originale dell’atto, potendo dimostrare l’avvenuta notifica producendo copia della stessa (Cass., Sez. VI, 11 ottobre 2018, n. 25292).

2.2 – Assorbita è, pertanto, la deduzione di nullità della cartella per presunti vizi del procedimento notificatorio sul presupposto dell’inapplicabilità alla cartella della sanatoria degli atti processuali, argomento, peraltro, infondato, applicandosi alla cartella di pagamento il principio di cui all’art. 156 c.p.c. (Cass., Sez. VI, 5 marzo 2019, n. 6417; Cass., Sez. V, 30 ottobre 2018, n. 27561), con conseguente sanatoria delle nullità per effetto della proposizione del ricorso del contribuente (Cass., Sez. U., 5 ottobre 2004, n. 19854) e venir meno dell’interesse del destinatario a denunciare lo specifico vizio (Cass., Sez. V, 12 maggio 2011, n. 10445).

Il ricorso va, pertanto, rigettato, con spese regolate dalla soccombenza e liquidate come da dispositivo, oltre raddoppio del contributo unificato.

PQM

La Corte, rigetta il ricorso, condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali del giudizio di legittimità in favore del controricorrente, che liquida in complessivi Euro 6.000,00, oltre spese prenotate a debito; dà atto che sussistono i presupposti processuali, a carico del ricorrente, ai sensi del D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13 comma 1-quater, inserito dalla L. 24 dicembre 2012, n. 228, art. 1, comma 17, per il versamento degli ulteriori importi a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso proposto, se dovuti.

Così deciso in Roma, il 16 dicembre 2020.

Depositato in Cancelleria il 23 aprile 2021

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA