Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 10753 del 03/05/2017

Cassazione civile, sez. VI, 03/05/2017, (ud. 18/01/2017, dep.03/05/2017),  n. 10753

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE T

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. SCHIRO’ Stefano – Presidente –

Dott. CIRILLO Ettore – Consigliere –

Dott. MANZON Enrico – Consigliere –

Dott. NAPOLITANO Lucio – rel. Consigliere –

Dott. VELLA Paola – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 1733-2015 proposto da:

N.B., elettivamente domiciliato in ROMA, PIAZZA DELLE

MUSE, 8, presso lo studio dell’avvocato LAURENZIA MARIA ALVETI, che

lo rappresenta e difende giusta procura in calce al ricorso;

– ricorrente –

contro

AGENZIA DELLE ENTRATE, in persona del Direttore pro tempore,

elettivamente domiciliata in ROMA, VIA DEI PORTOGHESI 12, presso

l’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che la rappresenta e difende ope

legis;

– resistente –

avverso la sentenza n. 3391/37/2014 della COMMISSIONE TRIBUTARIA

REGIONALE di ROMA del 15/04/2014, depositata il 20/05/2014;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non

partecipata del 18/01/2017 dal Consigliere Relatore Dott. LUCIO

NAPOLITANO.

Fatto

FATTO E DIRITTO

La Corte,

costituito il contraddittorio camerale ai sensi dell’art. 380 bis c.p.c., come integralmente sostituito dal D.L. n. 168 del 2016, art. 1 bis, comma 1, lett. e), convertito, con modificazioni, dalla L. n. 197 del 2016; dato atto che il collegio ha autorizzato, come da decreto del Primo Presidente in data 14 settembre 2016, la redazione della presente motivazione in forma semplificata, osserva quanto segue:

La CTR del Lazio, con sentenza n. 3391/37/14, depositata il 20 maggio 2014, non notificata, dichiarò inammissibile l’appello proposto dal sig. N.B. nei confronti dell’Agenzia delle Entrate avverso la sentenza di primo grado della CTP di Roma che aveva rigettato il ricorso del contribuente avverso l’avviso di accertamento per Irpef emesso con metodo sintetico, del D.P.R. n. 600 del 1973, ex art. 38.

La CTR, pur tenendo conto della sospensione feriale (dal 1 agosto al 15 settembre) L. n. 742 del 1969, ex art. 1 nel testo applicabile ratione temporis, ritenne che al momento della spedizione in data 12 marzo 2013 della raccomandata AR per mezzo della quale il contribuente aveva notificato il ricorso in appello, era ormai decorso il termine lungo semestrale, ex art. 327 c.p.c., di sei mesi dal deposito della sentenza di primo grado in data 25 luglio 2012, non essendo stata la sentenza della CTP notificata.

Avverso detta pronuncia il contribuente ha proposto ricorso per cassazione, affidato ad un solo motivo, cui è seguita la costituzione dell’Agenzia delle Entrate, al solo fine di eventuale partecipazione all’udienza di discussione, non avendo notificato controricorso nei termini.

Con l’unico motivo il ricorrente denuncia nullità della sentenza per erronea applicazione dell’art. 115 c.c., comma 2, e art. 327 c.p.c., comma 1, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3.

Il motivo è manifestamente fondato.

Per il termine da calcolare a mesi, secondo il disposto dell’art. 155 c.p.c., comma 2, si osservano le disposizioni del calendario comune e in relazione al disposto dell’art. 2963 c.c., comma 4, detto termine, da computarsi ex nominatione dierum, scade allo spirare della mezzanotte del giorno del mese corrispondente a quello in cui il termine ha cominciato a decorrere (tra le altre, più di recente, cfr. Cass. sez. 3, 31 agosto 2015, n. 17313).

Incontroverso il deposito in data 25 luglio 2012 della sentenza, non notificata, della CTP, il termine semestrale per la proposizione dell’appello, secondo il disposto dell’art. 327 c.p.c., comma 1, nel testo applicabile al presente giudizio, introdotto dinanzi alla CTP successivamente al 4 luglio 2009, scadeva il 25 gennaio 2013. A detto termine occorre aggiungere il periodo di sospensione feriale che, secondo la L. n. 742 del 1969, art. 1 nel testo applicabile ratione temporis, è di 46 giorni, dal 1 agosto al 15 settembre).

Per quanto precede il termine per la proposizione dell’appello veniva a scadere il 12 marzo 2013, allorchè, come indicato nella stessa sentenza impugnata, il contribuente provvide alla spedizione a mezzo posta della raccomandata AR con la quale notificò all’Amministrazione il gravame avverso la sentenza di primo grado.

La sentenza impugnata, che ha ritenuto che il termine ultimo per la proposizione dell’appello venisse a cadere in data 8 marzo 2013, è dunque erronea in diritto e va per l’effetto cassata, in accoglimento del ricorso del contribuente, con rinvio per nuovo esame nel merito, stante la sua tempestività, dell’appello proposto dal contribuente.

Il giudice di rinvio provvederà anche in ordine alle spese del giudizio di legittimità.

PQM

Accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e rinvia alla Commissione tributaria regionale del Lazio in diversa composizione, cui demanda di provvedere anche sulle spese del giudizio di legittimità.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio, il 18 gennaio 2017.

Depositato in Cancelleria il 3 maggio 2017

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