Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 10749 del 22/04/2021

Cassazione civile sez. lav., 22/04/2021, (ud. 08/10/2020, dep. 22/04/2021), n.10749

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE LAVORO

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. TRIA Lucia – Presidente –

Dott. BLASUTTO Daniela – rel. Consigliere –

Dott. PATTI Adriano Piergiovanni – Consigliere –

Dott. PAGETTA Antonella – Consigliere –

Dott. LEO Giuseppina – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 2085/2020 proposto da:

I.T., domiciliato in ROMA, PIAZZA CAVOUR, presso la

CANCELLERIA DELLA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE, rappresentato e

difeso dall’avvocato ANDREA CAMPRINI;

– ricorrente –

contro

MINISTERO DELL’INTERNO, COMMISSIONE TERRITORIALE PER IL

RICONOSCIMENTO DELLA PROTEZIONE INTERNAZIONALE DI BOLOGNA SEZIONE DI

FORLI’-CESENA, in persona del Ministro pro tempore, rappresentato e

difeso dall’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO presso i cui Uffici

domicilia in ROMA, ALLA VIA DEI PORTOGHESI 12, ope legis;

– resistente con mandato –

avverso la sentenza n. 2045/2019 della CORTE D’APPELLO di BOLOGNA,

depositata il 05/07/2019 R.G.N. 703/2019;

udita la relazione della causa svolta nella Camera di consiglio del

08/10/2020 dal Consigliere Dott. DANIELA BLASUTTO;

il P.M., in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott.

SANLORENZO Rita, ha depositato conclusioni scritte.

 

Fatto

RILEVATO

Che:

1. La Corte di appello di Bologna, con sentenza n. 2045/2019, ha dichiarato inammissibile l’appello proposto da I.T. avverso il provvedimento di rigetto della domanda di protezione internazionale emesso dal Tribunale di Bologna, in composizione monocratica, ex art. 702-bis c.p.c..

2. Per quanto rileva in questa sede, la Corte di appello ha osservato che:

a) il giudizio di primo grado è stato promosso con ricorso proposto successivamente al 17.8.2017, data di entrata in vigore del D.Lgs. n. 25 del 2008, art. 35-bis, comma 13, come modificato dal D.L. n. 13 del 2017, conv. in L. n. 46 del 2017; il ricorso è stato giudicato in primo grado con ordinanza monocratica ex art. 702-bis c.p.c.;

b) il ricorrente aveva chiesto solo il riconoscimento della protezione umanitaria; ciò tuttavia non osta alla declaratoria di inammissibilità dell’appello, non potendo ammettersi una “ingiustificata distonia tra il rito applicabile alle controversie aventi ad oggetto la domanda di protezione umanitaria proposta unitamente a quella di riconoscimento delle protezioni maggiori giudicate in primo grado dal tribunale in composizione collegiale con decreto non impugnabile e il rito in tesi applicabile alle controversie aventi ad oggetto la sola protezione umanitaria giudicate in primo grado dal giudice monocratico con ordinanza appellabile”.

3. Per la cassazione di tale sentenza I.T. ha proposto ricorso affidato ad un motivo. Il Ministero dell’Interno non ha svolto attività difensiva.

4. Il PG ha rassegnato le sue conclusioni scritte, chiedendo l’accoglimento del ricorso.

Diritto

CONSIDERATO

Che:

1. Con unico motivo si denuncia violazione del D.L. 13 del 2017, art. 3, comma 1, lett. d) e comma 4, convertito in L. n. 46 del 2017, nella formulazione anteriore alle modifiche apportate dal D.L. n. 113 del 2018 e dell’art. 702-quater c.p.c..

Rappresenta il ricorrente di avere presentato al Tribunale di Bologna, sezione specializzata per l’immigrazione, unicamente una domanda di riconoscimento della protezione umanitaria ex art. 5, comma 6, T.U.I.. Deduce che correttamente il giudice adito ha ritenuto la competenza in sede monocratica ai sensi dell’art. 3, comma 4, cit., nella formulazione vigente al tempo della proposizione del ricorso (15.1.2018), pronunciando con ordinanza ex art. 702-bis c.p.c. e che avverso tale provvedimento era ammissibile, quale mezzo di impugnazione, il ricorso in appello ex art. 702 quater c.p.c., per cui ha errato la Corte territoriale nel dichiarare l’inammissibilità dell’impugnazione.

2. Il ricorso è meritevole di accoglimento, come evidenziato anche dal Procuratore Generale nelle sue conclusioni scritte.

3. Questa Corte, con ordinanza n. 16458 del 2019 (conforme, Cass. n. 3668 del 2020) ha affermato il principio secondo cui, nella vigenza del D.L. n. 13 del 2017, art. 3, comma 1, lett. d) e comma 4, convertito nella L. n. 46 del 2017, successivamente modificato dal D.L. n. 113 del 2018, art. 1, comma 3, lett. a), conv., con modif., nella L. n. 132 del 2018, qualora sia stata proposta esclusivamente la domanda di protezione umanitaria, la competenza per materia appartiene alla sezione specializzata del Tribunale in composizione monocratica, che giudica secondo il rito ordinario ex artt. 281-bis c.p.c. e segg., o, ricorrendone i presupposti, secondo il procedimento sommario di cognizione ex artt. 702-bis c.p.c. e segg. e pronuncia sentenza o ordinanza impugnabile in appello, atteso che il rito previsto del D.Lgs. n. 25 del 2008, art. 35-bis, con le peculiarità che lo connotano (composizione collegiale della sezione specializzata, procedura camerale e non reclamabilità del decreto), ha un ambito di applicazione espressamente limitato alle controversie di cui al D.Lgs. n. 25 del 2008, art. 35 e a quelle relative all’impugnazione dei provvedimenti adottati dall’Unità Dublino.

4. Il Collegio richiama in questa sede, anche ai sensi dell’art. 118 disp. att. c.p.c., comma 1, le ragioni giuridiche e il contenuto argomentativo di cui alla citata ordinanza n. 16458 del 2019.

5. Il ricorso va dunque accolto e la sentenza impugnata va cassata con rinvio alla Corte di appello di Bologna, in diversa composizione collegiale, che si conformerà al suddetto principio di diritto e provvederà anche in ordine alle spese del giudizio di legittimità.

P.Q.M.

La Corte accoglie il ricorso. Cassa la sentenza impugnata e rinvia, anche per le spese, alla Corte di appello di Bologna in diversa composizione.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio, il 8 ottobre 2020.

Depositato in Cancelleria il 22 aprile 2021

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