Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 10718 del 03/05/2017


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Cassazione civile, sez. I, 03/05/2017, (ud. 15/02/2017, dep.03/05/2017),  n. 10718

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE PRIMA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. TIRELLI Francesco – Presidente –

Dott. CAMPANILE Pietro – Consigliere –

Dott. SAMBITO Maria Giovanna C. – Consigliere –

Dott. VALITUTTI Antonio – Consigliere –

Dott. MARULLI Marco – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

SENTENZA

sul ricorso 25418/2012 proposto da:

M.B., (c.f. (OMISSIS)), elettivamente domiciliato in Roma,

Via della Giuliana n. 80, presso l’avvocato Garcea Anna,

rappresentato e difeso dagli avvocati Garcea Raimondo, Sardanelli

Giuseppe, giusta procura a margine del ricorso;

– ricorrente –

contro

Azienda Territoriale per l’Edilizia Residenziale Pubblica, già

Istituto Autonomo Case Popolari della Provincia di Catanzaro, in

persona del legale rappresentante pro tempore, elettivamente

domiciliata in Roma, Via Ruggero Fiore n. 3, presso l’avvocato

D.P., rappresentata e difesa dagli avvocati Talarico Mario,

Zucco Filippo, giusta procura a margine del controricorso;

– controricorrente –

e contro

P.A., S.A., S.F.,

S.R.;

– intimati –

avverso la sentenza n. 895/2011 della CORTE D’APPELLO di CATANZARO,

depositata il 08/09/2011;

udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del

15/02/2017 dal cons. MARULLI MARCO;

udito, per la controricorrente, l’Avvocato P. D’ALBERTO, con delega,

che si riporta;

udito il P.M., in persona del Sostituto Procuratore Generale

SORRENTINO Federico, che ha concluso per il rigetto del ricorso.

Fatto

FATTI DI CAUSA

1.1. La Corte d’Appello di Catanzaro ha dichiarato inammissibile l’appello proposto da M.B. avverso la sentenza di primo grado che, nel giudizio promosso dallo IACP di Catanzaro relativamente all’alloggio assegnato al M., ne aveva respinto la domanda riconvenzionale per il rimborso degli oneri di acquisto e di manutenzione, in quanto nella specie l’atto di gravame era stato notificato all’originario contraddittore IACP di Catanzaro sebbene, a seguito delle disposizioni recate dalla L.R. 30 agosto 1996, n. 27 e all’istituzione delle nuove province, all’ente in parola fosse succeduto in tutti i rapporti giuridici e patrimoniale l’ATERP Vibo Valentia a cui l’appello avrebbe dovuto perciò essere notificato.

1.2. L’assunto fatto proprio dal giudice distrettuale si basa sulla convinzione, maturata alla luce della disamina del richiamato testo normativo, che “nel caso specifico, non è dubbio che la trasformazione degli IACP in ATERP – in assenza di una fase liquidatoria e stante l’espressa previsione di un immediato subentro delle nuove aziende “sin dal momento della loro istituzione”, in tutti i rapporti già facenti capo agli enti soppressi – abbia determinato una successione a titolo universale delle nuove aziende”, sicchè l’appello avrebbe dovuto per questo essere proposto nei confronti del successore universale del soggetto estinto, con la conseguenza che “l’impugnazione notificata a soggetto non legittimato è affetta da nullità rilevabile d’ufficio” e l’appello è perciò inammissibile.

1.3. Avverso la detta decisione ricorre ora il M. con un ricorso affidato a tre motivi, ai quali replica con controricorso lo IACP di Catanzaro.

1.4. Il collegio ha autorizzato l’adozione della motivazione semplificata.

Diritto

RAGIONI DELLA DECISIONE

1.1. Con il primo motivo di ricorso il M. lamenta per gli effetti dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, la violazione e falsa applicazione della L.R. 30 agosto 1996, n. 27, art. 6 e artt. 110, 111 e 327 c.p.c. in quanto, contrariamente all’assunto enunciato dal giudicante di appello, l’interpretazione letterale della prima norma “conduce necessariamente ad affermare che nella vicenda de qua si è verificata non già la soppressione di un ente pubblico ed il subentro ad esso di un altro dotato di distinta soggettività giuridica, bensì la mera trasformazione del medesimo ente che, mantenendo la sua identità, ha solo mutato la forma della sua organizzazione sopravvivendo a tale vicenda modificativa senza soluzione di continuità”, con l’ovvia conseguenza che si è determinato perciò “una successione a titolo particolare nel diritto controverso” processualmente regolata anche ai fini dell’atto di gravame, giudicato nella specie inammissibile, dall’art. 111 c.p.c. e non dall’art. 110 c.p.c..

1.2. Il motivo è fondato e la sua fondatezza comporta anche l’assorbimento degli ulteriori motivi di impugnazione a mezzo dei quali il ricorrente aveva eccepito un vizio di motivazione riguardo all’assunto già contestato in diritto ed un errore di diritto riguardo alla ravvisata insanabile nullità della notificazione operata nella specie.

1.3 Quanto al motivo accolto va qui ribadito l’indirizzo già seguito da questa Corte in occasione di analoga vicenda riguardante la successione tra gli enti qui interessati secondo il quale “il trasferimento dei rapporti giuridici già facenti capo all’Iacp di Catanzaro e alle Aziende territoriali per l’edilizia residenziale pubblica di Crotone e Vibo Valentia, ai sensi della L.R. Calabria 30 agosto 1996, n. 27, si configura come una successione a titolo particolare, avente ad oggetto anche i rapporti inerenti al pregresso esercizio delle funzioni nei rispettivi ambiti territoriali di competenza, che, ove verificatosi nel corso di un giudizio promosso da o nei confronti dell’Iacp, giustifica l’applicazione dell’art. 111 c.p.c., con la conseguenza che il processo può essere proseguito da e nei confronti dell’ATERP di Catanzaro, quale ente risultante dalla trasformazione dell’Iacp, ma l’ATERP territorialmente competente può spiegarvi intervento o esservi chiamata, e la pronuncia richiesta può essere emessa nei suoi confronti, in qualità di effettiva titolare del rapporto controverso” (Cass., Sez. 1, 8/10/2014, n. 21209).

E’ dunque conseguentemente errato il diverso assunto affermato dal giudice d’appello atteso che la regolazione processuale della vicenda a mente dell’art. 111 c.p.c., non preclude l’intervento nel processo dell’ente successore, ma non rende inammissibile, continuando il processo tra le parti originarie, la proposizione del gravame nei confronti dell’ente succeduto.

2. La sentenza qui impugnata va perciò doverosamente cassata e la causa va rinviata avanti alla Corte territoriale a quo ai fini di un nuovo giudizio.

PQM

Accoglie il primo motivo di ricorso, dichiara assorbiti il secondo ed il terzo motivo, cassa l’impugnata decisione nei limiti del motivo accolto e rinvia la causa avanti alla Corte d’Appello di Catanzaro che, in altra composizione, provvederà pure alla liquidazione delle spese del presente giudizio.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della sezione Prima Civile, il 15 febbraio 2017.

Depositato in Cancelleria il 3 maggio 2017

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