Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 1071 del 17/01/2018


Clicca qui per richiedere la rimozione dei dati personali dalla sentenza

Civile Ord. Sez. 6 Num. 1071 Anno 2018
Presidente: CRISTIANO MAGDA
Relatore: CRISTIANO MAGDA

ORDINANZA
sul ricorso 14280-2016 proposto da:
I.N.P.S. – ISTITUTO N, /TONALE DELLA PREVIDENZA SOCI \LE, C.E.
80078750587, in persona del legale rappresentante pro tempore, elettivamente
domiciliato in ROMA, AT\ CESARE BECCA \ 29, presso la sede
dell’AVVOCATURA CENTRALE dell’Istituto medesimo, rappresentato e difeso
unitamente e disgiuntamente dagli avvocati CARLA D’ALOISIO, EMANUELE DE
ROSE, \INTONINO SGROI, LELK) mmuTxfo ;
– ricorrente contro
FALLIMENTO ITALIACOM S.P.A.;
– intimata avverso il decreto n. 2347/2016 del TRIBUNALE di PALERMO, depositato il
03/05/2016;

Data pubblicazione: 17/01/2018

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non partecipata del
21/11/2017 dal Presidente Dott.ssa I\LWDA CRISTIANO.

RILEVATO CHE:
Il Tribunale di Palermo, con decreto del 3.5.016, ha respinto l’ opposizione ex art. 98
1. fall. proposta dall’INPS contro il decreto di esecutività dello stato passivo del
Fallimento di Italiacom s.p.a. — con il quale il G.D. aveva ammesso solo in minima parte

impugnazione, che si fondava su di una nuova dichiarazione del direttore della sede
INPS locale, resa in data successiva a quella allegata nel procedimento di verifica, ed
esponeva crediti diversi: il tribunale ha affermato, in particolare, che nel ricorso in
opposizione risultava diminuito l’ammontare dei crediti pretesi a titolo di sanzioni,
notevolmente aumentato l’importo dei crediti di cui era chiesta collocazione privilegiata
ai sensi degli artt. 2753, 2788 n. I c.c. e non era più richiesta l’ammissione di crediti
contributivi col privilegio di cui agli artt. 2754, 2778 c.c.
Il decreto è stato impugnato dall’INPS con ricorso per cassazione affidato ad un
motivo.
Il Fallimento intimato non ha svolto attività difensiva.
11 ricorrente ha ricevuto tempestiva notificazione della proposta di definizione e del
decreto di cui all’art. 380 bis c.p.c.

CONSIDERATO CHE:
Con l’unico motivo l’INPS lamenta che il tribunale abbia qualificato come nuova la
domanda proposta in sede di opposizione senza tener conto della CallSa pete fidi che la
connotava.
Il motivo é manifestamente fondato, e va accolto, nei termini che di seguito si
precisano.
La non perfetta coincidenza dei petita dell’originario ricorso per ammissione e del
ricorso ex art. 98 1. fall. non giustificava la pronuncia impugnata (peraltro fondata su
ragioni di rito e perciò impropriamente assunta con statuizione di rigetto, anziché di
inammissibilità, dell’opposizione), che avrebbe potuto essere emessa solo nel caso in cui
il tribunale avesse accertato la novità della

causa petendi

posta a fondamento

i crediti vantati dall’istituto — in base al rilievo della novità della domanda avanzata con l’

dell’opposizione, in quanto individuata nel mancato versamento di contributi dovuti per
periodi diversi – o per dipendenti diversi — rispetto a quelli indicati nella pregressa fase di
verifica.
Il fatto che con l’opposizione l’INPS abbia richiesto l’ammissione di un credito di
ammontare inferiore a quello originariamente insinuato (al netto di quello già ammesso
allo stato passivo) implicava, invece, soltanto la tacita rinuncia alla differenza non più

taluni crediti con i privilegi di cui agli arti. 2754, 2778 c.c., comportava unicamente
l’implicita rinuncia ad ottenere la collocazione di quei crediti in via preferenziale, ai sensi
delle predette disposizioni.
In conclusione, la pronuncia di rigetto (recte: di inammissibilità) risulta corretta solo in
relazione alla domanda, indubbiamente nuova, di ammissione col privilegio di cui agli
arti. 2753, 2778 n. 1. c.c. di un maggior credito di f, 27.841,75 rispetto a quello richiesto
con la medesima collocazione in sede di verifica (4,’ 162.917 in luogo di €135.075,35).
Ti decreto impugnato deve pertanto essere cassato, con rinvio della causa al Tribunale
di Palermo in diversa composizione, che regolerà anche le spese di questo giudizio di
legittimità.
P.Q.M.
I,a Corte accoglie il ricorso nei termini di cui in motivazione, cassa il decreto impugnato
e rinvia al Tribunale di Palermo in diversa composizione, anche per le spese del presente

Roma, 21 novembre 2017.

Il PrelidOnlie
, • est.

domandata; analogamente, la mancata reiterazione della domanda di ammissione di

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA