Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 10707 del 22/04/2021

Cassazione civile sez. VI, 22/04/2021, (ud. 09/02/2021, dep. 22/04/2021), n.10707

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE SESTA CIVILE

SOTTOSEZIONE T

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. ESPOSITO Antonio Francesco – Presidente –

Dott. CAPRIOLI Maura – Consigliere –

Dott. LA TORRE Maria Enza – Consigliere –

Dott. DELLI PRISCOLI Lorenzo – Consigliere –

Dott. RAGONESI Vittorio – rel. Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

ORDINANZA

sul ricorso 8042-2019 proposto da:

GORIZIANE SPA, in persona dell’Amministratore pro tempore,

elettivamente domiciliata in ROMA, VIA FLAMINIA VECCHIA n. 732/D,

presso lo studio dell’avvocato ENRICO BRACCO, che la rappresenta e

difende unitamente all’avvocato MARCO COVRE;

– ricorrente –

contro

COMUNE DI VILLESSE;

– intimato –

avverso la sentenza n. 220/1/2018 della COMMISSIONE TRIBUTARIA

REGIONALE DEL FRIULI VENEZIA GIULIA, depositata il 05/11/2018;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non

partecipata del 09/02/2021 dal Consigliere Relatore Dott. VITTORIO

RAGONESI.

 

Fatto

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

La Goriziane spa agiva in giudizio nei confronti del Comune di Villesse per il rimborso delle somme versate in eccedenza per l’imposta ICI relativamente agli anni 1993-2000.

La domanda veniva accolta dalla CTR Gorizia, con sentenza 76/1/04, e confermata sia in appello che da questa Corte di Cassazione.

A seguito del passaggio in giudicato della decisione, non avendo ottenuto il rimborso, la contribuente adiva la CTR Friuli Venezia Giulia per il giudizio di ottemperanza.

Nel corso del giudizio il Comune di Villesse provvedeva ad adempiere al giudicato restando soltanto controversa una questione relativa all’ammontare degli interessi in ragione della sopravvenuta abrogazione da parte della L. n. 296 del 2006, art. 1, comma 163, del D.Lgs. n. 504 del 1992, art. 14, che prevedeva un tasso del 7% per i detti interessi.

La Commissione tributaria regionale, con sentenza n. 220/18, sez. 4, riteneva infondata la tesi della società contribuente, secondo cui doveva comunque applicarsi il tasso previsto dal D.Lgs. n. 504 del 1992, in forza del giudicato formatosi nel precedente giudizio, affermando, invece, che fosse applicabile la nuova disciplina sopravvenuta per il periodo successivo alla sua entrata in vigore.

La sentenza impugnata pronunciava quindi il rigetto del ricorso della contribuente, compensando le spese.

Avverso la detta sentenza ha proposto ricorso per Cassazione, illustrato con memoria, la società contribuente sulla base di un motivo con cui si duole esclusivamente della compensazione delle spese ancorchè affermi che la pronuncia non avrebbe dovuto essere di rigetto ma di cessazione della materia del contendere, per avere il Comune adempiuto la propria obbligazione solo nel corso del giudizio.

La ricorrente inoltre espressamente dichiara di non proporre impugnazione avverso la pronuncia sulla determinazione degli interessi.

L’Agenzia delle Entrate non ha resistito con controricorso.

La causa è stata discussa in camera di consiglio ai sensi dell’art. 380 bis c.p.c..

Diritto

MOTIVI DELLA DECISIONE

Alla luce di quanto dianzi esposto il ricorso non risulta meritevole di accoglimento.

Nel caso di specie deve ritenersi che, avendo l’Amministrazione comunale dato esecuzione al giudicato formatosi in virtù della sentenza di questa Corte solo nel corso del giudizio di ottemperanza, si è determinata su tale questione la cessazione della materia del contendere in cui, in applicazione del principio della soccombenza virtuale, la società contribuente è risultata sostanzialmente vincitrice in ordine alla domanda di rimborso dei contributi versati in eccedenza. In ogni caso, in ragione del rigetto della domanda della contribuente sui maggiori interessi rispetto a quelli riconosciuti dal Comune, si è comunque verificata una soccombenza reciproca che ha di per sè giustificato la compensazione delle spese.

Il ricorso va dunque respinto. Non avendo il Comune svolto attività difensiva non si procede a liquidazione delle spese. Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, si dà atto della sussistenza dei presupposti processuali per il versamento, da parte del ricorrente principale, di un ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello previsto per il ricorso principale, a norma dello stesso art. 13, comma 1-bis, se dovuto.

P.Q.M.

Rigetta il ricorso. Si dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento da parte del ricorrente dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso principale.

Così deciso in Roma, il 9 febbraio 2021.

Depositato in Cancelleria il 22 aprile 2021

 

 

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